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Primo, imparare bene l'italiano

2 Luglio Lug 2019 1045 02 luglio 2019
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Milletrecento alunni figli di genitori stranieri tornano sui banchi per tutto il mese di luglio, nelle province di Verona e Vicenza, grazie ai corsi di italiano come L2 proposti da Cestim e Fondazione San Zeno

Quasi milletrecento ragazzi da ieri sono tornati sui banchi di scuola. Nell prossime quattro settimane, attraverso laboratori, miglioreranno la loro conoscenza della lingua italiana. Si tratta dei Corsi Estivi di Italiano proposti dal Cestim di Verona agli alunni figli di immigrati, un’iniziativa giunta quest'anno alla 19^ edizione: un mese di laboratori di italiano L2 dedicati ad alunni stranieri della scuola primaria e secondaria, che si svolgeranno tutte le mattine dall'1 al 26 luglio in 25 scuole delle province di Verona e Vicenza, con 120 giovani insegnanti ad accompagnarli in un percorso di educazione linguistica volto all'apprendimento e al perfezionamento dell'italiano. Il progetto è completamente finanziato dalla Fondazione San Zeno di Verona.

È dall'estate del 2000 che in diversi quartieri di Verona e in molti paesi delle province di Verona e Vicenza, più di mille ragazze e ragazzi figli di famiglie immigrate si recano a scuola nel mese di luglio per imparare la lingua italiana in modo piacevole e socializzante. Nato come corso di lingua limitato alla città di Verona, anno dopo anno il progetto ha coinvolto sempre più ragazzi, scuole e operatori, estendendosi fino alla provincia di Vicenza. Per questi alunni, spesso penalizzati nel successo scolastico a causa della mancata o poco approfondita competenza nella lingua italiana, le vacanze estive possono rappresentare un’opportunità formativa importante ai fini di una buona e più rapida integrazione scolastica. Da qui il nome del progetto “PRIMO, IMPARARE BENE LA LINGUA!”, inteso non solo come requisito essenziale per il successo in ambito scolastico, ma anche per l'inclusione nella vita quotidiana del territorio.

I 120 giovani insegnanti sono laureati in materie umanistiche, già orientati all'insegnamento, formati dal Cestim nella didattica dell'italiano come L2 e nell'approccio interculturale. Saranno affiancati anche da una trentina tra studenti in alternanza scuola lavoro e volontari. I Corsi Estivi Cestim prevedono circa 70 ore di lezione e attività per gli alunni della scuola primaria e secondaria di I° grado e di circa 80 ore per gli studenti delle superiori e dei CFP. Tutte le attività vengono svolte in classe con il supporto di materiali e strumenti messi a disposizione dalle scuole, dalla Biblioteca del Cestim e dagli operatori. Il corso rivolto alle scuole secondarie di II° grado si svolge in un'unica sede a Verona, dove confluiscono studenti da tutta la provincia ed è strutturato come un vero e proprio corso di lingua, con il supporto di un manuale completato da attività predisposte dagli insegnanti del Cestim. Gli altri corsi sono invece distribuiti su diverse sedi e si distinguono per uno stile più laboratoriale e ludico. In questi laboratori i contenuti linguistici e culturali vengono affrontati in maniera divertente e tale da stimolare la creatività e la collaborazione, con l’obiettivo di creare un contesto di apprendimento positivo ed efficace. Caratteristica dei Corsi Estivi Cestim è la scelta di un tema condiviso dai diversi gruppi di ogni scuola, quale filo conduttore comune per tutto il mese: un argomento di particolare interesse per i ragazzi sul quale vengono declinate attività glottodidattiche e ludiche, o la scelta di un libro da leggere in classe come avviamento alla lettura, che si traduce anche in un incentivo alla frequentazione delle biblioteche. Il percorso di apprendimento è inoltre arricchito da incontri con ospiti che sono invitati per offrire occasioni di usare la lingua in modo autentico e interattivo, e visite a luoghi di particolare interesse volti alla conoscenza del contesto urbano e delle realtà che lo caratterizzano. La capillarità con cui sono distribuiti i Corsi Estivi fa del progetto un vero e proprio laboratorio diffuso sul territorio, laboratorio di crescita culturale e di inclusione, nella prospettiva di un reciproco riconoscimento e di un concreto dialogo interculturale tra le componenti sociali del territorio.

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