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Acli

«Politica meno social e più sociale. Il lavoro sia la priorità»

12 Luglio Lug 2019 1615 12 luglio 2019
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Il presidente delle Acli della Toscana Giacomo Martelli, a margine della Festa regionale dell'associazione in programma fino a domenica ad Arezzo, è intervenuto commentando la crisi economica che sta attraversando l'Italia: «difendere il lavoro che c'è e creare nuove opportunità occupazionali soprattutto per i giovani e le donne è il primo obiettivo che deve porsi una classe politica»

«La politica esca dai social e si occupi concretamente dei problemi della società. Anche in Toscana il tema vero è la mancanza di lavoro. Le ultime rilevazioni statistiche ci dicono che l'economia toscana è sostanzialmente ferma e rischia di fare il percorso del gambero come sta facendo quella nazionale. La crisi internazionale sta producendo un pericoloso rallentamento dell'export che frena investimenti delle nostre aziende più votate all'esportazioni. Questo segno meno si accompagna ad una crescente stagnazione dei consumi interni che indebolisce tutto il nostro sistema produttivo e quindi mette a rischio i nostri livelli occupazionali». E' quanto dichiarato da Giacomo Martelli, presidente delle Acli della Toscana a margine della Festa regionale delle Acli in programma fino a domenica ad Arezzo.

«Gli ultimi dati diffusi dagli istituti di statistica indicano che la Toscana sta andando dritta verso la stagnazione - ha proseguito Martelli - con il Pil regionale che crescerà dello 0,2% nel 2019 e dello 0,6% nel 2020. Nel prossimo anno, secondo le stime, i posti di lavoro in Toscana caleranno dello 0,2% e gli investimenti dell'1,7%».

«Difendere il lavoro che c'è e creare nuove opportunità occupazionali soprattutto per i giovani e le donne è il primo obiettivo che deve porsi una classe politica. Questo mi auguro – conclude Martelli – sia il tema centrale dei programmi che le varie forze politiche sottoporranno ai toscani in vista delle regionali 2020. A noi delle Acli i balletti sui nomi non ci interessano. Ci interessa un progetto di sviluppo e crescita sostenibile per la Toscana anche perché, purtroppo, i numeri sulla povertà non sono affatto incoraggianti per usare un eufemismo dato che contiamo ancora oltre 60mila famiglie in Toscana che vivono in una condizione di povertà assoluta. Questa è la vera emergenza che la politica deve combattere e lo può fare attraverso un progetto di investimenti pubblici in infrastrutture».

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