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Un anno fa la scomparsa di Franco Mandelli

12 Luglio Lug 2019 1712 12 luglio 2019

Tutta l'associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma e i malati ematologici ricordano con affetto e riconoscenza il grande ematologo italiano. Mandelli si spense il 15 luglio 2018 all'età di 87 anni. «È stato e resterà sempre per tutti noi una guida illuminata, per me e per molti altri colleghi un Maestro, per i malati una vivida speranza e per Ail un esempio di impegno sociale, vissuto ogni giorno con forza e grande coraggio», le parole di Sergio Amadori, presidente nazionale Ail

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Tutta l'associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma e i malati ematologici ricordano con affetto e riconoscenza il grande ematologo italiano. Mandelli si spense il 15 luglio 2018 all'età di 87 anni. «È stato e resterà sempre per tutti noi una guida illuminata, per me e per molti altri colleghi un Maestro, per i malati una vivida speranza e per Ail un esempio di impegno sociale, vissuto ogni giorno con forza e grande coraggio», le parole di Sergio Amadori, presidente nazionale Ail

"Inconfondibile il suo sorriso, indimenticabile la sua tenacia, la sua capacità di trovare una parola per tutti i suoi pazienti." Con queste parole una nota di Ail -– Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma - ricorda a un anno di distanza la scomparsa del professor Franco Mandelli che, il 15 luglio 2018, un anno fa di domenica, si spegneva a 87 anni. "Il volto umano della medicina, il padre dell’Ematologia italiana. Tutta l’Ail, - prosegue la nota - i suoi volontari, i pazienti, gli ematologi e i ricercatori ricordano oggi con grande affetto e tanta nostalgia, la figura del professor Franco Mandelli. Una vita, la sua, passata a combattere instancabilmente contro la leucemia e gli altri tumori del sangue".

«Il professor Mandelli è stato e resterà sempre per tutti noi una guida illuminata, per me e per molti altri colleghi un Maestro, per i malati una vivida speranza e per Ail un esempio di impegno sociale, vissuto ogni giorno con forza e grande coraggio», dichiara Sergio Amadori, presidente nazionale Ail «non c’era obiettivo che lui non potesse raggiungere quando si trattava di essere al fianco dei pazienti e a sostegno della ricerca scientifica. Personalmente ho avuto il privilegio e l’enorme fortuna di vivere tanti momenti indimenticabili e grandi insegnamenti al suo fianco. Tutta l’Associazione, che ora ho l’onore di presiedere, ha iniziato a raccogliere la sua eredità e a proseguire sul cammino tracciato dal professor Mandelli».

Ail quest’anno celebra 50 anni di attività, un lungo cammino che per diversi decenni è stato tracciato dalla guida illuminata e lungimirante del Professor Mandelli. A lui si deve non solo la crescita esponenziale dell’associazione, che ha saputo attrarre migliaia e migliaia di volontari in tutta Italia, e l’aver compreso prima di altri, la necessità di porre al centro della cura e dell’assistenza il malato. E poi innumerevoli iniziative, come le campagne nazionali di raccolta fondi per sostenere la ricerca scientifica, l’idea di creare un ponte tra ricerca e pratica clinica con la messa in rete di reparti di ematologia e laboratori; le case alloggio AIL e, non ultimo, la realizzazione di servizi per l’assistenza domiciliare ai pazienti.

Al professor Franco Mandelli si deve, tra le innumerevoli iniziative che hanno segnato i 50 anni dell’Associazione, l’idea di mettere al centro delle cure il paziente. Con lui Ail è cresciuta fino a diventare un’eccellenza nell’ambito del volontariato solidale che oggi conta quasi 20mila volontari e 81 sezioni provinciali dal Nord al Sud del nostro Paese.

La nota si chiude con un corale: "Grazie Professor Mandelli, da tutti noi e dai pazienti"

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