Child school ©Cole Stivers from Pixabay
Aibi

Da un anno contro la dispersione scolastica con Panthakù

15 Luglio Lug 2019 1209 15 luglio 2019
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Primo report di monitoraggio di Human Foundation e Fondazione Carisal che conferma l’efficacia del lavoro di rete del team del progetto selezionato da Con i Bambini e coordinato da Amici dei Bambini: ripartire dal dialogo, dalla cultura e dall’entusiasmo per evitare la fuga dai banchi

All’origine del progetto nato per contrastare la dispersione scolastica alcuni dati che si possono definire allarmanti. Secondo gli ultimi disponibili sulla povertà educativa in Italia, il 77,9% dei minori di 6-17 anni non ha assistito ad uno spettacolo teatrale, il 69,3% non ha visitato un museo o una mostra e il 69,1% non ha letto un libro, nell’anno precedente alla rilevazione. Inoltre nel nel 2018 la Campania è ancora la prima regione per indice di povertà educativa. Ed è proprio in questo contesto che nasce nasce “Panthakú. Educare dappertutto”, selezionato dall’Impresa sociale con i Bambini nell’ambito de Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Capofila è Ai.Bi. Associazione amici dei bambini e 24 sono le realtà pubbliche e private partner di un progetto selezionato insieme ad altri 85 tra gli oltre 800 presentati sul Bando Adolescenza in tutta Italia.

A quasi un anno dall’avvio del progetto, il report di monitoraggio di Human Foundation e Fondazione Carisal conferma l’efficacia del lavoro di rete tra scuole, insegnanti, famiglie, studenti, associazioni ed esponenti del mondo dell’artigianato: ripartire dal dialogo, dalla cultura e dall’entusiasmo per evitare la fuga dai banchi.
Il team di Panthakù ha tenuto 346 incontri formativi con gli studenti, erogando 706 ore di attività con 502 partecipazioni ai laboratori, e 170 ore di formazione per 70 docenti, puntando su un doppio binario: la costruzione di un rapporto migliore tra alunni, famiglie e insegnanti e l’utilizzo di metodologie alternative di apprendimento. I primi risultati sono stati sorprendenti: il 73,8% dei ragazzi coinvolti (istituti comprensivi Montalcini e Calcedonia di Salerno, Principe di Piemonte di Santa Maria Capua Vetere e Denza di Castellammare di Stabia) afferma di poter fare affidamento per il futuro soprattutto sulla propria famiglia. Non solo: oltre il 60% è intenzionato a prendere un diploma e ben il 56% intende laurearsi.

Il 4,4% degli studenti ha ripetuto un anno scolastico. Le abilità per cui gli studenti mostrano più difficoltà sono il concentrarsi e l’organizzarsi nello studio anche quando hanno altre attività interessanti da svolgere. Il 58% degli studenti svolge regolarmente attività sportiva, di cui riconosce i benefici in termini di salute, socializzazione e divertimento.

L’indagine ha affrontato anche il rapporto che i ragazzi hanno con il territorio: in generale ritengono interessante la storia locale, pur conoscendola poco; pensano che la città offra loro abbastanza opportunità. Per quanto riguarda i docenti, associano la dispersione scolastica soprattutto al disinteresse e alla situazione socio-culturale di alunni e famiglie. Emerge, quindi, con forza la necessità di costruire rapporti migliori con gli studenti, collaborare di più con le famiglie e lavorare maggiormente con il territorio per contrastare la povertà educativa.

In paertura image by Cole Stivers from Pixabay

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