Human Foundation

Cambio di guardia alla segreteria generale: Federico Mento lascia, al suo posto Francesco Spano

16 Luglio Lug 2019 1001 16 luglio 2019

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di commiato di Mento e la risposta della presidente Giovanna Melandri. Da Vita un grande in bocca lupo a Federico per il suo futuro e un augurio di buon lavoro a Francesco Spano

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Federicomento
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di commiato di Mento e la risposta della presidente Giovanna Melandri. Da Vita un grande in bocca lupo a Federico per il suo futuro e un augurio di buon lavoro a Francesco Spano

La lettera di Federico Mento:

"Dal 2012 ad oggi, ho vissuto un’esperienza straordinaria. Ho fatto parte di una storia collettiva avvincente, nella quale mi sono immerso senza sosta. Una corsa a perdifiato, mese dopo mese: Human è nata così, da un’idea di Giovanna, e da un gruppo di persone, giovani e preparate, innamorate del proprio lavoro. Da qualche tempo avvertivo del disagio, sentivo crescere la fatica, fisica ed emotiva. Improvvisamente ho compreso fosse necessario fermarmi, prendere del tempo per capire, tornare a studiare. Da una parte, il timore di smarrirsi nella consegna affannosa dei progetti, dall'altra l’idea di diventare un possibile ostacolo all'emersione di nuove energie, ho sempre criticato le classi dirigenti nostrane per essere “abbarbicate” alle posizioni, nonostante quegli avamposti spesso non avessero un grande valore; credo, quindi, sia salutare capire quando è arrivato il momento del ricambio, rigenerare e rigenerarsi. Nello scrivere queste righe, per rappresentare il mio stato d’animo - chi mi conosce potrà ben comprendere - mi è tornato in mente un passo dell’Amleto, sono qui con un occhio lieto e l’altro lacrimoso. Un occhio lieto per le persone che mi hanno accompagnato e da cui ho imparato tanto e spero di aver lasciato qualcosa, per tutte le donne e gli uomini che ancora credono nella possibilità di cambiare e dedicano il proprio tempo agli altri, per le centinaia di organizzazioni del Terzo Settore che ogni giorno ricuciono pazientemente i frammenti di questo povero pezzo di mondo, per quei servitori della cosa pubblica che amano ciò che fanno, nonostante e spesso contro la macchina amministrativa, per coloro che credono che nel fare impresa non si possa separare il valore economico dal valore sociale.

Per ringraziarli di quanto ho ricevuto, ho ripensato in questi giorni ad un breve racconto dello scrittore uruguaiano Eduardo Galeano:

“A un uomo del villaggio di Negua, sulla costa della Colombia, fu concesso di salire alto nel cielo. Al ritorno disse che aveva contemplato dall'alto la vita degli uomini. E disse che siamo un mare di fuocherelli. Il mondo è questo – rivelò -. C’è un mucchio di gente e un mare di fuocherelli. Ogni persona brilla di luce propria fra tutte le altre. Non ci sono due fuochi uguali. Ci sono fuochi grandi e fuochi piccoli e fuochi d’ogni colore. C’è gente dal fuoco sereno che non si lascia scompigliare dal vento, e gente dal fuoco pazzo, che riempie l’aria di faville. Alcuni fuochi sono fuochi sciocchi, che non illuminano nè bruciano però ce ne sono altri che ardono tutta la vita con tanta voglia che non li si può guardare senza restare abbagliati E chi si avvicina, prende fuoco."

A tutte e tutti voi, fuochi ardenti e luminosi un sincero grazie per la forza e per la passione che mi avete trasferito e che hanno rappresentano un insostituibile serbatoio di energia. Un occhio lacrimoso, perché accomiatarsi dalla propria storia, personale e professionale, non è mai facile. Soprattutto quando i rapporti vanno oltre la dimensione lavorativa e diventano, come scrivevo, una storia collettiva, di cui mi onoro di essere stato parte. Non posso non esprimere la mia gratitudine alle persone con cui ho condiviso le mie giornate in questi anni. A loro le mie scuse se talvolta ho commesso degli errori, da cui, come insegna il mantra del buon valutatore, spero di aver appreso per essere in futuro una persona/collega migliore. Un occhio lacrimoso per le piccole cose che lascio, quelle in apparenza insignificanti, ma che sono poi parte del quotidiano, l’odore del caffè la mattina, le chiacchierare nel corridoio. Non so cosa mi attenderà nei prossimi mesi, so però che Human sarà sempre casa e qui, prima o poi, tornerò, anche perché le porte saranno sempre aperte.

La risposta di Giovanna Melandri:

“Federico ha deciso di prendere del tempo per se stesso, per lo studio e l’approfondimento - da sempre esigenze vitali per lui. Human non sarebbe nata, cresciuta e fiorita senza il suo lavoro appassionato e intensissimo di questi anni. Per questo, assieme al board e a tutto il team desidero oggi innanzitutto ringraziarlo di cuore. Oggi Human è una realtà consolidata ed apprezzata nel mondo dell’innovazione sociale e della sfida verso un’economia ad impatto, capace di elaborare soluzioni efficaci ai problemi sociali del nostro tempo. Il viaggio di Human prosegue con un team forte e competente che continuerà a lavorare in modo rigoroso ed appassionato. Speriamo tutti che, al di là dei ruoli temporanei, il legame con Federico non si interrompa e possa trovare in un futuro prossimo nuove forme di collaborazione capaci di farci continuare a crescere ed esplorare le vie per costruire un’ economia ed una finanza ad impatto sociale e ambientale di cui il nostro paese ha urgente bisogno.

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