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Global Warming

Green City, 10 tappe per adattarsi al climate change

16 Luglio Lug 2019 1305 16 luglio 2019
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Le città italiane si incontrano a Milano per rilanciare l’azione sul clima e per difendersi dalle conseguenze del riscaldamento globale. Presentata la Dichiarazione per l’adattamento climatico. L’Italia più esposta di altri Paesi agli impatti dei cambiamenti con perdite economiche di 63 miliardi di euro

Dieci mosse per difendersi dal cambiamento climatico. Sono i 10 punti della Dichiarazione per l’adattamento climatico delle Green City, sottoscritta oggi a Milano da numerose città italiane in occasione della seconda Conferenza nazionale delle Green City in corso al Politecnico di Milano. Le prime città ad aderire sono: Assisi, Belluno, Bergamo, Casalecchio di Reno, Chieti, Cisterna di Latina, Cosenza, Firenze, Genova, Imola, Livorno, Mantova, Milano, Monterotondo, Napoli, Padova, Palermo, Parma, Pordenone, Roma, Siracusa, Sorradile, Tivoli, Torino, Venezia.

La conferenza è realizzata dal Green City Network, la “rete” promossa dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile per sviluppare attività e interventi per rendere le città italiane più green, in collaborazione con il Comune di Milano e il Politecnico di Milano, con il Patrocinio dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Milano e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Milano e con il supporto di Amundi, Montello SpA, Utilitalia, ING, FaterSMART e Key Energy – Ecomondo.

L’Italia è più esposta di altri Paesi agli impatti del cambiamento climatico e – ricorda una nota di Geren City Network - è al 2° posto in Europa per le perdite economiche generate dai cambiamenti climatici con oltre 63 miliardi di euro (Commissione Ue, 2018). Il riscaldamento futuro nella regione del Mediterraneo è atteso superare i tassi globali del 25%, con il riscaldamento estivo superiore del 40% della media mondiale. Recentemente il Programma europeo Copernicus ha pubblicato i dati delle temperature del mese di giugno 2019 e le statistiche lo confermano: si è trattato del giugno più caldo in Europa da quando esistono le misurazioni con temperature di circa 2°C superiori al normale.

Nel complesso, le perdite economiche registrate in Europa nel periodo 1980-2016 provocate da fenomeni meteorologici e altri eventi estremi legati al clima hanno superato i 436 miliardi di euro. A fronte di tali impatti, a livello europeo, solo il 26% delle città ha realizzato un piano di adattamento climatico, il 17% un piano congiunto per mitigazione e l’adattamento mentre il 33% non ha nessun piano locale per il clima.

«L’iniziativa del Green City Network punta a promuovere un maggiore e più qualificato impegno delle città italiane per l’adattamento climatico», dichiara Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, «le 10 proposte della Dichiarazione forniscono indirizzi aggiornati per città più resilienti e meno vulnerabili, più capaci di affrontare i cambiamenti climatici con gli interventi, necessari e possibili, per prevenire e limitare rischi e danni».

«Milano sta mettendo in pratica misure per il contenimento dell’inquinamento e degli effetti negativi del cambiamento climatico come Area B per il contingentamento della circolazione dei veicoli diesel in ambito urbano», ha sottolineato Marco Granelli, assessore all’Ambiente e Mobilità del Comune di Milano. «Green City e l’adesione al decalogo della Dichiarazione sono iniziative importanti perché aumentano la sensibilità dei cittadini e aiutano le amministrazioni ad adottare provvedimenti che inevitabilmente impongono sacrifici, almeno iniziali, a tutti».

Nel dettaglio i 10 punti della Dichiarazione per l’adattamento climatico delle Green City:

  1. Definire ed aggiornare piani e misure per l’adattamento climatico delle città. Le stesse devono essere protagoniste di politiche e misure di adattamento per le quali è indispensabile l’azione locale. Serve maggiore impegno: le misure che le città hanno iniziato ad attuare vanno migliorate, rafforzate e rese più estese e incisive.
  2. Integrare le politiche e le misure di adattamento con quelle di mitigazione del cambiamento climatico. Il primo obiettivo di prevenzione per le città non può che essere quello di contribuire a evitare l’ulteriore pericoloso peggioramento della crisi climatica. Per contenere l’aumento medio globale delle temperature al di sotto dei 2 gradi, come previsto dall’Accordo di Parigi, sarà necessario arrivare al 2050 ad emissioni di gas serra nette vicine allo zero e quindi ad impegnative riduzioni anche nelle città al 2030. È necessario, in particolare, aumentare la produzione e l’impiego di fonti rinnovabili di energia, per l’elettricità, gli usi termici e i carburanti, il risparmio energetico negli edifici, pubblici e privati, la mobilità sostenibile e l’’economia circolare.
  3. Aggiornare la valutazione dei rischi e le misure sia di emergenza, sia di medio e lungo termine. Particolare attenzione va dedicata all’integrazione delle misure di adattamento nei piani e nei programmi di medio e lungo termine per le trasformazioni urbane e nelle progettazioni di interventi.
  4. Valorizzare le ricadute positive delle misure di adattamento e contabilizzare i costi dell’assenza delle misure. I piani e i progetti per l’adattamento climatico devono anche contribuire a realizzare miglioramenti della qualità ambientale della città, dei complessi edificati e degli edifici. Vanno, inoltre, rafforzati i collegamenti tra tutela della salute e adattamento climatico e migliorata l’informazione sui rischi e i costi anche sanitari della crisi climatica insieme a quella sui benefici generati dalle misure di adattamento.
  5. Sviluppare le capacità adattive. L’adattamento della città è un processo di cambiamento che richiede flessibilità, aggiornamenti periodici, capacità di incorporare la resilienza al cambiamento climatico nei piani, nelle politiche e nelle misure, negli investimenti per lo sviluppo urbano, nella gestione e uso del suolo, delle risorse idriche, degli edifici e delle infrastrutture.
  6. Puntare di più sulle soluzioni basate sulla natura. Le alberature stradali, i giardini pubblici e privati, i parchi, i tetti e le pareti verdi, gli orti e le aree agricole periurbane, le casse di espansione naturali e integrate nel tessuto urbano, oltre a fornire diversi servizi ecosistemici, contribuiscono in maniera rilevante all’adattamento climatico, a ridurre le ondate di calore, a migliorare il deflusso superficiale e l’assorbimento delle acque. Le soluzioni di adattamento basate sulla natura (Nature-based Solutions) vanno tenute ben presenti sia nella pianificazione urbanistica sia nei piani di incremento, gestione e finanziamento del verde urbano.
  7. Ridurre la vulnerabilità e i rischi delle precipitazioni molto intense. Fermare l’impermeabilizzazione e il consumo di nuovo suolo e aumentare gli interventi di de-impermeabilizzazione delle pavimentazioni. Piazze o aree verdi abbassate rispetto al livello stradale, ad esempio, possono contribuire all’accumulo di acque piovane nel caso di eventi estremi. Il deflusso di acque piovane particolarmente intense può essere convogliato verso zone umide appositamente predisposte nelle aree periurbane. Vanno meglio monitorate le reti esistenti di drenaggio urbano e occorre cercare di assicurare la separazione fra le reti fognarie e la rete idrografica.
  8. Affrontare le ondate e le isole di calore. Utilizzare strumenti avanzati di analisi e di valutazione delle capacità adattive alle sempre più frequenti ondate e isole di calore nelle città. Promuovere anche misure per il controllo bioclimatico degli edifici, per l’ombreggiamento e il controllo della radiazione solare, per aumentare la ventilazione naturale e il raffrescamento, per migliorare l’isolamento termico anche con materiali innovativi.
  9. Promuovere gli investimenti. Le politiche e le misure per l’adattamento urbano richiedono maggiori investimenti pubblici e privati, promuovendo partenariati pubblico-privati, un maggiore utilizzo di strumenti finanziari e assicurativi, indirizzando con norme tecniche e favorendo, con analisi dei costi e dei benefici, investimenti privati in progetti di adattamento, facendo ricorso anche a donazioni e crowdfunding. Collegando adattamento, mitigazione e green economy si può trasformare un rischio in un'opportunità creando sinergie fra interesse pubblico e settore privato.
  10. Rafforzare la governance. Per definire e attuare una strategia di adattamento climatico nella città occorre aumentare l’impegno politico delle amministrazioni locali e stabilire una precisa responsabilità nonché un coordinamento tra le diverse competenze e gli uffici coinvolti ed anche coordinare i diversi livelli di governo: locale, regionale e nazionale. Le misure di adattamento climatico, di prevenzione e di monitoraggio dei rischi, richiedono un’attiva partecipazione dei cittadini, un’efficace informazione, nonché un costante dialogo con i diversi gruppi di stakeholder

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