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Circular economy

Aumenta il Second hand effect: meno 5 mln di tonnellate di Co2

17 Luglio Lug 2019 1446 17 luglio 2019
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L'economia dell'usato accanto ai vantaggi economici porta anche un notevole risparmio ambientale. Per il quarto anno Adevinta con l'Istituto svedese di ricerca ambientale (Ivl) ha analizzato l'impatto sul pianeta degli oggetti di seconda mano nei principali Paesi in cui è presente con le sue piattaforme. Gli oltre 18 milioni di oggetti venduti su Subito nel 2018 hanno evitato emissioni nocive in atmosfera (+10,3% sul 2017). Campania e Lombardia le regioni più virtuose, seguite dall'Emilia Romagna

23 miliardi di euro. Tanto vale l’economia dell’usato in Italia ed è l’1,3% del Pil. Un italiano su 2 nel 2018 ha comprato e venduto usato (dati da Osservatorio Second Hand Economy 2018 condotto da Doxa per Subito nel marzo 2019 su un campione rappresentativo della popolazione italiana attraverso 2.000 interviste CATI + CAWI). Accanto a quello economico il secondo hand ha un impatto ambientale forse ancora più importante.
Ipotizzando infatti che per ogni oggetto usato comprato venga evitata la produzione del corrispettivo nuovo, e per ogni oggetto venduto venga evitata la dismissione in discarica, qual è il risparmio generato in termini di emissioni nocive evitate all’ambiente?

La risposta arriva dalla ricerca Second Hand Effect, condotta per il quarto anno consecutivo dall’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale (Ivl), ha quantificato l’impatto ambientale della compravendita su Subito utilizzando il metodo LCA, per determinare il risparmio in termini di emissioni di CO2 e di materie prime.
Solo su Subito in Italia sono stati venduti oltre 18 milioni di oggetti, che hanno generato un risparmio di 5 milioni di tonnellate di CO2, in crescita rispetto all’anno precedente del +10,3% (vedi news).

In pratica abbiamo risparmiato il corrispettivo delle emissioni prodotte da 4,8 milioni di voli a/r Roma-New York, o a quelle dovute alla produzione e al riciclo di 71,6 milioni di bicilette, 19,8 milioni di divani, 18,3 milioni di laptop, 22,4 milioni di passeggini, 364 milioni di paia di sneakers,7,6 milioni di kg di pasta o 66 milioni di iPhone 5. Ma soprattutto, evitare l’emissione di 5 milioni di tonnellate di anidride carbonica sarebbe come fermare il traffico di Roma per 15 mesi!


Dati della ricerca sull'Italia di secondhandeffect.subito.it

A livello internazionale, 2018 Adevinta (multinazionale presente in 16 Paesi che in Italia opera con il brand Subito) ha analizzato il risparmio di anidride carbonica e di materiali in 10 Paesi in cui opera: Norvegia, Finlandia, Svezia, Francia, Spagna, Italia, Ungheria,–Marocco, Brasile e Messico.
Gli utenti di tutte queste piattaforme digitali nel 2018 hanno potenzialmente risparmiato 20,4milioni di tonnellate di CO2 equivalenti;1,1milioni di tonnellate di plastica; 7,2milioni di tonnellate di acciaio. In pratica per risparmiare 20,4milioni di tonnellate di CO2 bisognerebbe fermare il traffico di Oslo per 41 anni. Mentre con 1,1milioni di tonnellate di plastica si potrebbero produrre 162 miliardi di buste di plastica.

Comprando e vendono usato, non si evitano solamente le emissioni di anidride carbonica ma anche l’utilizzo di materie prime come plastica, alluminio e acciaio, tre materiali molto comuni nella produzione di beni di largo consumo. Sempre nel 2018 la compravendita su Subito in Italia ha fatto risparmiare 1,8 milioni di tonnellate di acciaio, 173.282 tonnellate di alluminio. Nel sito dedicato al Second Hand Effect vengono dati anche suggerimenti e informazioni sul valore in campo ambientale di ciascun oggetto riciclato.

«In natura nulla si distrugge e tutto si trasforma, un concetto che si sposa perfettamente con la circolarità della second hand economy», commenta Melany Libraro, Ceo di Subito. «Dare nuova vita a un oggetto vuol dire anche contribuire al benessere del nostro Pianeta, in maniera concreta e praticabile da tutti. Ogni nostro singolo gesto ha in realtà un grande impatto. Ad esempio, la compravendita di un’auto usata permette di risparmiare 5,6 tonnellate di CO2, un computer portatile 270 kg, un divano 250 kg, un passeggino 220 kg, uno smartphone 75kg, una sedia 72kg, una bici 69kg, un paio di jeans 33 kg e una t-shirt 7,2kg. Siamo quindi orgogliosi di affermare che grazie a oltre 18 milioni di “piccoli gesti”, fatti dai nostri utenti nel 2018 abbiamo risparmiato non solo 5 milioni di tonnellate di CO2, ma anche 276.700 tonnellate di plastica, ovvero quanta ne serve per produrre 5 miliardi di bottiglie Pet da 2 litri!».


Fonte: secondhandeffect.subito.it

Entrando nel dettaglio la ricerca ha calcolato quali siano le regioni in cui sono state risparmiate più tonnellate di anidride carbonica e quali siano quindi quelle da considerare come le più green. Anche quest’anno la Campania si conferma come la regione più virtuosa, posizionandosi al primo posto con 770.437 tonnellate di CO2 risparmiate, ovvero il 15,5% del totale.
Anche il secondo posto trova una conferma anno su anno con la Lombardia e le sue 664.677 tonnellate (13,4%), seguita dall’Emilia Romagna che quest’anno entra nel podio grazie a 525.255 tonnellate risparmiate (10,6%). Chiudono la top5 il Lazio, che perde una posizione e registra 471.891 tonnellate di CO2 risparmiate (9,5%), e il Veneto con 440.532 (8,9%).

In apertura image by Jonny Lindner from Pixabay

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