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Network Investing in Children: nominati i due portavoce

17 Luglio Lug 2019 0945 17 luglio 2019
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A Ivano Abbruzzi, Fondazione L’Albero della Vita, e Gianluca Budano, ACLI Nazionale, il compito di rappresentare la rete che si occupa di minori in povertà

A Ivano Abbruzzi, Fondazione L’Albero della Vita, e Gianluca Budano, Acli Nazionale, il compito di rappresentare la rete che si occupa di minori in povertà.

Prende forma la struttura del nuovo network Investing in Children nato per tutelare l’inclusione e il benessere dei minori in povertà in Italia, con la nomina dei due portavoce, scelti dal Comitato Direttivo composto, oltre che da ACLI e FADV, da CNOAS – Consiglio Nazionale Ordini degli Assistenti Sociali, Human Foundation e ANEP – Associazione nazionale Educatori Professionali.

Anche nella scelta dei suoi rappresentanti la neonata rete esprime la ricchezza di una membership diversificata, che comprende attori diversi (associazioni attive sul campo per i diritti dei minori, istituti di ricerca, ordini professionali) e si prefigge di raccogliere il sapere e l’esperienza di tutti coloro che lavorano nel campo del contrasto alla povertà minorile per sviluppare sul piano nazionale una piattaforma strategica basata su un approccio completo e integrato.

Abbruzzi e Budano rappresentano dunque, per esperienze e percorsi professionali, due approcci diversificati, ma sinergici, sul tema che il Network si prefigge di promuovere: Abbruzzi porta l’esperienza del lavoro sul campo con e per i minori che da anni lo vede impegnato con la Fondazione che presiede, mentre Budano l’articolato mondo delle ACLI, da sempre punto di riferimento territoriale per le tematiche di inclusione e contrasto alla povertà.

Budano e Abbruzzi rappresenteranno la voce del Network per tenere alta l’attenzione sulla problematica della povertà minorile, un fenomeno multidimensionale che si traduce nel mancato accesso dei bambini a opportunità importanti per la loro crescita. Un bambino che vive in questa condizione sarà un cittadino tendenzialmente più esposto ai processi di esclusione, in un contesto caratterizzato dalla continua necessità di incrementare il proprio stock di capitale culturale e sociale per entrare e permanere nel mercato del lavoro e per costruire il proprio tessuto di relazioni.

Una vera emergenza, alla luce anche degli ultimi dati Istat* che dichiarano oltre 1,26 milioni di minori in povertà assoluta, che richiede di definire con grande attenzione i bisogni centrali del bambino e soprattutto nuovi approcci della relazione di aiuto che possano realmente portare un cambiamento nella vita dei bambini e delle loro famiglie.

Costituitasi a gennaio 2019, il network conta oggi di 8 membri e punta, entro la fine del 2019, a raggruppare le principali realtà impegnate per la promozione del benessere dell’infanzia.