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Circular economy

L'innovazione delle startup in Unicircular

22 Luglio Lug 2019 1607 22 luglio 2019
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Un nuovo settore nell’Unione Imprese dell’Economia Circolare a disposizione delle aziende che vogliono sviluppare brevetti e progetti di impianti innovativi che consentano il riciclo di rifiuti, prodotti e materiali, fino ad ora destinati solo in discarica o a incenerimento

A disposizione delle startup che vogliono sviluppare idee e brevetti nell’ambito dell’economia circolare è nato un nuovo settore all’interno di Fise Unicirculare (Unione Imprese dell’Economia Circolare). La sua denominazione è: “Progetti e impianti innovativi per la Circular Economy”. Di questa nuova aggregazione faranno parte aziende che hanno sviluppato, brevettato o realizzato particolari progetti o impianti che consentono il riciclo di prodotti o materiali che al momento non hanno trovato un adeguato trattamento, terminando in discarica o in impianti di incenerimento.

Alle startup innovative nel settore dell’economia circolare, la struttura di Unicircular offrirà le proprie competenze in termini di conoscenza del mercato, delle norme in essere e dell’eventuale percorso di implementazione normativa che consenta l’operatività delle innovazioni proposte.
«Con questo nuovo settore», dichiara Andrea Fluttero, presidente di Fise Unicircular, «intendiamo sostenere al meglio i bisogni e le necessità delle aziende virtuose e innovative del riciclo e dare un contributo sostanziale alla transizione verso un modello di Economia circolare nel nostro Paese».

Tra le prime aziende aderenti al nuovo settore di Fise Unicircular una nota ne segnala due di particolare qualità. Si tratta della Ecoplasteam Spa che, attraverso un innovativo processo brevettato consente la lavorazione del “pulper” derivante dal riciclo dei packaging in poliaccoppiato, oggi destinato alla discarica, e genera un nuovo materiale sotto forma di granulo plastico “glitterato” colorabile e perfettamente lavorabile per ottenere nuovi oggetti in plastica. La seconda segnalazione è per Korec Srl che ha messo a punto e brevettato un innovativo processo di riciclo termochimico in grado di trattare la vetroresina, oggi destinata in massima parte a discarica ed incenerimento. Il processo consente di recuperare dai rifiuti in vetroresina (presente in scarti industriali, prodotti dei settori aerospaziale, automobilistico, camperistico, navale marino, chimico, edilizio, agricolo, elettrico, etc…), fino al 99% di fibra di vetro e fino all’85-90% di parte organica, sotto forma di liquido ancora in grado di polimerizzare e che, in quanto tale, può essere nuovamente immesso nella stessa filiera produttiva per la fabbricazione di nuovi manufatti in vetroresina.

Le aziende della nuova sezione si distinguono nel panorama internazionale per l’innovazione e la qualità dei brevetti e delle tecnologie e dimostrano l’esigenza indifferibile e urgente di avere in Italia una normativa sull’End of Waste flessibile che consenta l’autorizzazione e la realizzazione degli impianti nati dalle innovazioni e dai brevetti, pena la fuga verso l’estero di significativi investimenti e la perdita di opportunità di migliorare gli aspetti ambientali della gestione rifiuti.

Il settore “Progetti e impianti innovativi per la Circular Economy” si affianca ai raggruppamenti già esistenti in Associazione, dei demolitori auto (Ada), dei produttori aggregati riciclati (Anpar), delle piattaforme Recupero (Assopirec), del recupero rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Assoraee), del Consorzio Nazionale Abiti Usati (Conau), dei recuperatori della gomma (Unirigom).

In apertura image by Markus Distelrath from Pixabay

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