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Sicilia

Una Rete di Prossimità per generare lavoro, inclusione e innovazione

24 Luglio Lug 2019 1506 24 luglio 2019
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A Caltanissetta, negli spazi della Casa delle Culture e del Volontariato venerdì 19 luglio, si è tenuto un evento promosso dal Consorzio Sol.Co. per aprire un dibattito tra forze sociali, produttive ma soprattutto cittadini attorno al tema dell’inserimento lavorativo

Dal pastificio etico che sforna biscotti ma anche percorsi di vita, promuovendo inclusione sociale e lavorativa per le persone con disabilità, ad Alfonso, anima coraggiosa, che ha avviato nel mercato storico di Caltanissetta – Strata ‘a Foglia - un progetto di rigenerazione urbana innovativo che fa della Rete il cuore pulsante delle attività commerciali, donando nuova vita ai luoghi tradizionali della città prima abbandonati. E ancora Ciatu, il vino solidale di Menfi che unisce la sensibilità imprenditoriale con quella sociale, valorizzando il legame con il territorio attraverso un prodotto che rimette al centro la persona, i sapori e le tradizioni siciliane e i progetti di Enrico, professionista nello sviluppo delle imprese, che ha presentato una realtà (MediComm) che ha ideato una terapia innovativa che sta cambiando la vita di molti pazienti cronici.
Sono queste alcune delle esperienze raccontate durante l’evento “Lavoro, Inclusone e Innovazione a forte impatto”, che ha riunito negli spazi della Casa del Volontariato di Caltanissetta esperti del settore e cittadini in un’agora fatta di idee e proposte, tutte direzionate attorno al tema dell’inserimento lavorativo sperimentato in ambito locale, nazionale e comunitario.

Unanime il sentimento emerso durante l’evento promosso dal Consorzio Sol.Co. per guardare al futuro della Sicilia, in una logica di connessione e relazione con il resto del Paese e l’Europa, serve che il territorio si riproponga in chiave produttiva attraverso la costruzione di modelli di co-progettazione.

L’esperienza dei Pon Inclusione, gli esempi di progettazione europea, gli strumenti e i modelli di inserimento, sono stati gli assi sui quali si è mosso il lungo dibattito, che ha evidenziato come gli interventi di prossimità non possono e non devono certamente porsi in alternativa ma in collaborazione con l’ente pubblico. Del resto le migliori esperienze di inclusione, da quelle raccontate durante l’evento ai tantissimi modelli sviluppati da Nord a Sud, vedono la partecipazione di tutte le forze in campo, Istituzionali, economiche e sociali nella creazione di attività di interesse collettivo.
Al centro quindi la necessità di fare rete e avviare strade coese tra pubblico e privato affinché i territori e le comunità possano ripensarsi come spazi produttivi.

«In un momento particolarmente difficile» ha dichiarato Sergio Mondello, presidente del Consorzio Sol.Co., «che vede la nostra terra privarsi di giovani talenti e con l’asticella della povertà che continua a crescere, abbiamo l’obbligo morale di recuperare il nostro ruolo di intermediari sociali e lavorare affinché i nostri modelli siano sostenuti da una maggiore apertura degli enti locali e del mondo produttivo».

E proprio sulla necessità di investire in comunità, essere e fare territorio e sull’inevitabile bisogno di interrogarsi sul ruolo che svolgono le cooperative sociali per promuovere opportunità di inclusione, si muovono le proposte del “Manifesto per il rilancio dell’inserimento lavorativo”, che sta facendo tappe in diverse città italiane ed è stato presentato in Sicilia da Marco Gargiulo, presidente del Consorzio Idee in Rete

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