Paideia Tagliata
Anteprima magazine

Affidi e fuori famiglia: volete mettere mano al sistema? State ad ascoltare i ragazzi

4 Settembre Set 2019 1533 04 settembre 2019
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È stata l’estate del caso Bibbiano e delle sparate dei politici contro le case famiglia, gli affidi e le adozioni. Ma se davvero si vuole mettere mano a un sistema di accoglienza che, inclusi i minori stranieri non accompagnati, accoglie oltre 30mila minorenni occorre farlo con serietà e competenza. Ascoltando la voce in primis dei diretti interessati. Come abbiamo fatto nel numero del magazine in distribuzione da venerdì 6 settembre

«La parola, di questi tempi, è pressoché indicibile. Per questo la scriviamo subito: l’affido, la comunità, l’allontanamento dalla propria famiglia, l’adozione… sono un’opportunità. Lo dicono gli operatori, pur schiacciati dalle difficoltà quotidiane. Lo affermano i ragazzi, come Carlo, 23 anni, che poche ore prima che scoppiasse lo scandalo sui servizi sociali della Val d’Enza, insieme ai ragazzi del Care Leavers Network (una rete nazionale che accompagna e sostiene quanti a “18 anni e un giorno” si ritrovano fuori dai percorsi di accoglienza, perlopiù in solitudine) parlando ai giudici, agli assistenti sociali, agli educatori ha detto: «Se oggi possiamo vivere una vita bella, è grazie a voi. Prima di incontrarvi una vita così non ce la immaginavamo». La loro voce, nella bagarre mediatica di questi mesi, è stata colpevolmente silenziata, ma «mai come in questo momento è importante che venga ascoltata», sottolinea Federico Zullo, presidente di Agevolando, fra i promotori del network: “C’è una distorsione strumentale della realtà e una rabbia incomprensibile contro i servizi. I ragazzi invece possono restituire la verità di un sistema che ha le sue falle ma che nel complesso funziona e che sarebbe folle smantellare”. Incomincia così l’inchiesta firmata da Sara De Carli che apre il numero di settembre del magazine in distribuzione da venerdì. Un dossier suddiviso in tre capitoli.

L'indice del servizio di copertina del numero di Vita di settembre

  • Nel primo capitolo mettiamo a fuoco i punti nodali degli interventi che migliorerebbero davvero senza annichilire un sistema che oggi, inclusi i minori stranieri non accompagnati, accoglie oltre 30mila minorenni: rafforzamento dei servizi, uniformità delle norme e delle prassi, maggior prevenzione e supporto alle famiglie. Per migliorare la vita dei ragazzi fuori famiglia si parta da qui. Invece che sparare ad alzo zero contro il “business degli affidi” o evocare l’ennesima commissione di inchiesta.
  • Nel secondo capitolo invece ospitiamo cinque lettere. Cinque lettere scritte da un gruppo di circa 20 ragazzi e ragazze fra i 16 e i 24 anni, residenti in Lombardia, che vivono o hanno vissuto una parte della loro vita “fuori famiglia”. Nulla è inventato: non ci sono firme semplicemente perché le esperienze di ciascuno sono state riunite per comporre una storia che è di tutti. Si sono ritrovati una volta al mese, per confrontarsi sulla loro esperienza, grazie al Care Leavers Network, un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva promosso dall’associazione Agevolando in collaborazione con il Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza), con il contributo del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali: la sua peculiarità sta nell’essere composto direttamente da ragazzi e ragazze che, vicini ai 18 anni di età, devono costruirsi percorsi di autonomia al di fuori del sistema di accoglienza, spesso in completa solitudine. Il loro motto è #perfarciascoltare. A livello nazionale il network è coordinato da Diletta Mauri (a gennaio 2020 si terrà la seconda conferenza italiana del Care Leavers Network) e sta ora mettendo radici in varie regioni. Alle sollecitazioni rispondono cinque operatori qualificati: un giudice, un assistente sociale, un responsabile dei servizi sociali, uno psicologo e un’educatrice.
  • Infine nel terzo capitolo Antonio, Michael, Lucia Stefania (nella foto di apertura col suo ragazzo Antonio), Marco, Giosuè, Lucia e Ahsan raccontano la loro storia. Sette storie uniche (ma non eccezionali). Legate da un filo rosso: l’esperienza al di fuori della famiglia naturale è diventata l’occasione per costruirsi un futuro migliore. Sette storie belle e difficili. Sette storie da leggere

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