Dibattito

Legalizzare la cocaina dice Saviano. Le comunità, cosa legalizzeremo ancora per combattere le mafie?

6 Settembre Set 2019 1017 06 settembre 2019

Luciano Squillaci presidente Fict: “Si continua a mettere al centro la sostanza dimenticando la persona! Ora anche la cocaina! E poi cosa legalizzeremo per combattere le mafie?”. E Antonio Boschini della Comunità di San Patrignano: “Una dichiarazione che ci fa male perché queste parole non fanno altro che alimentare quel clima di normalizzazione dell’uso di sostanze”

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Saviano
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Luciano Squillaci presidente Fict: “Si continua a mettere al centro la sostanza dimenticando la persona! Ora anche la cocaina! E poi cosa legalizzeremo per combattere le mafie?”. E Antonio Boschini della Comunità di San Patrignano: “Una dichiarazione che ci fa male perché queste parole non fanno altro che alimentare quel clima di normalizzazione dell’uso di sostanze”

La cocaina “andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali. La legalizzazione trasformerebbe l'economia mondiale: il narcotraffico di cocaina attraversa il mondo legale, gli dà forza, liquidità, rendere la sostanza legale cambierebbe le cose”, lo ha detto Roberto Saviano presentando alla 76° Mostra internazionale del cinema a Venezia Zerozerozero la serie tv kolossal con la regia di Stefano Sollima, tratta dal suo romanzo-inchiesta uscito nel 2013. La cocaina è “l'unica materia comparabile al petrolio, la facilità con cui può essere venduta non ha eguali. Se io le dessi ora un sacchetto di cocaina - ha detto Saviano rivolgendosi ad una giornalista - lei la venderebbe prima ancora di lasciare il Palazzo del Cinema, al contrario ad esempio di un sacchetto di diamanti. E perchè la cocaina regna? Perchè la vita è una merda, ti fa sentire sempre troppo brutto, troppo povero, troppo grasso'”.

Un'uscita quella di Saviano che hanno suscitato la reazione di Luciano Squillaci, Presidente FICT (Federazione italiana Comunità terapeutiche) che scrive: “Saviano spiazza al festival di Venezia, ma ha spiazzato anche noi con la sua affermazione sulla legalizzazione della cocaina. Si continua a mettere al centro la sostanza dimenticando la persona! Ora anche la cocaina! E poi cosa legalizzeremo per combattere le mafie? È possibile che non si consideri mai l’aspetto educativo? Ma che messaggio diamo ai nostri ragazzi? Che sono meno importanti della pur fondamentale lotta al narcotraffico? Che sono vittime sacrificabili sull’altare della legalità ad ogni costo? Noi non ci stiamo: concordiamo sulla necessità di contrastare con forza i mercanti di morte”, continua il Presidente FICT, “ma mettendo in campo, come più volte ribadito, una campagna educativa che promuova il concetto di benessere soprattutto a tutela dei più giovanissimi. Attenzione a fare proclami senza conoscere le conseguenze che una droga pesante come la cocaina provoca. In Italia di eroina e cocaina si muore!”.

Nel dibattito prende parola anche Antonio Boschini, Responsabile terapeutico Comunità San Patrignano che in Comunicato scrive: “Legalizzare la cocaina come lotta alle mafie è una soluzione da “dilettanti di criminologia”. Usiamo le parole di Paolo Borsellino per rispondere all’ipotesi ventilata ieri da Roberto Saviano in fase di lancio della sua nuova fiction al festival di Venezia. Una dichiarazione che ci fa male perché queste parole non fanno altro che alimentare quel clima di normalizzazione dell’uso di sostanze che si respira sempre più forte nel nostro Paese. Significa minimizzare la sua pericolosità, mettendo ancor più in difficoltà, se possibile, le famiglie e tutte quelle comunità che ogni giorno lottano per il recupero e la prevenzione fra i giovani. Legalizzare la vendita di cocaina significherebbe solo aumentarne il consumo e per rendersene conto è sufficiente pensare a quanto è avvenuto con il gioco d’azzardo, con schiere di ludopatici che oggi non sanno a chi chiedere aiuto. Il problema è già abbastanza grande così, non ci si metta anche Saviano ad aggravare la situazione”.

Aggiungiamo noi, e poi la vita, di per sè, caro Saviano non è affatto una merda. E dirlo non aiuata a scoprirne la bellezza.

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