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Migranti

A Padova vanno in scena operatori e migranti, quando il teatro è forma di aggregazione

12 Settembre Set 2019 1736 12 settembre 2019
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Domani venerdì 13 settembre a Padova in occasione del Rise Festival andrà in scena lo spettacolo teatrale "Reset! Sooner or later..." realizzato dalla cooperativa GEA, socia di Idee in Rete. Un'esibizione artistica che dimostra come il teatro impegnato può essere lo strumento per accompagnare i ragazzi a riflettere su temi sociali

È già alla seconda tappa italiana lo spettacolo teatrale Reset! Sooner or later... realizzato dalla cooperativa GEA, socia di Idee in Rete, che venerdì 13 settembre alle 20 andrà in scena a Padova in occasione del Rise Festival. Dopo Italia e Croazia e in attesa del tour in Serbia, Slovenia e Ungheria, il gruppo di giovani attori della cooperativa è pronto a tornare sul palco per mostrare come il teatro impegnato può essere lo strumento per accompagnare i ragazzi a riflettere su temi sociali.

Il disimpegno crescente dei giovani alla vita politica e gli atteggiamenti passivi verso la società, sono la fotografia di come nei paesi dell’Unione Europea i giovani non siano stimolati a partecipare attivamente alle tematiche sociali. Serve dunque un cambio di paradigma, creare gli strumenti affinché i ragazzi diventino cittadini attivi e si impegnino nelle attività sul futuro dell’UE. Su questo scenario si muove il progetto comunitario “EYE – NET”,che sta coinvolgendo 5 paesi partner, Serbia, Croazia, Slovenia, Ungheria e Italia, appunto e mira a sviluppare forme di aggregazione sociale e dibattito partendo proprio dal teatro.

Compito di ciascun paese partner è realizzare uno spettacolo teatrale aperto al pubblico e soprattutto ai giovani su temi specifici, quali solidarietà in tempo di crisi, migrazioni, diritti delle donne, tradizione europea antifascista ed euroscetticismo. A dare colore al progetto, che già di per sé rappresenta una straordinaria occasione per avviare un vero e proprio forum sociale, è la realizzazione di un festival itinerante. Tutti gli spettacoli verranno, infatti, presentati nei paesi che aderiscono al progetto favorendo così lo scambio tra diverse culture.

«Partecipare al progetto significa per noi crescita e formazione – commenta Camilla Baldini, che insieme a Pedro, Salah, West, Gilbert e Martina forma il gruppo di giovani attori dello spettacolo Reset! Sooner or later.... Quello che abbiamo prodotto non è soltanto la declinazione di uno dei temi particolarmente caldi del momento, cioè l’immigrazione e la crisi dei rifugiati. Abbiamo voluto creare uno spettacolo che raccontasse la persona e non il fenomeno mediatico; tutto il lavoro nasce appunto dalla sensibilità e dal percorso di vita di ciascuno poiché molti ragazzi sono migranti o fanno parte della cosiddetta “seconda generazione”».

«A rendere particolarmente interessante il progetto sono gli obiettivi col quale nasce - continua Camilla Baldini –, cioè avvicinare al teatro le persone che per tradizione rimangono escluse. Non soltanto i giovani migranti, che grazie a questa forma d’arte possono integrarsi con la comunità ma in generale anche coloro che provengono da contesti fragili. In questo senso il teatro è inteso come uno strumento di partecipazione civica perché oltre all’aspetto meramente culturale accompagna il pubblico a interrogarsi su determinati aspetti sociali».