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“Spolvero. Il Cenacolo rivelato”, l’arte si ispira all’alfabeto Braille

12 Settembre Set 2019 1459 12 settembre 2019
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L’installazione tra i vincitori del concorso Milano da Vinci è un’opera multisensoriale: una scultura tangibile del Cenacolo di Leonardo e dall’altro lato la speculare costellazione luminosa. A promuovere la mostra (dal 13 settembre al 13 ottobre) Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Stelline e Comune di Milano. IL progetto è realizzato dall’artista Lucrezia Zaffarano, dal grafico Matteo Carbonara e dal film maker Andrea Sartori

“Spolvero. Il Cenacolo rivelato”: questo il titolo della mostra realizzata da Fondazione Italiana Accenture, Fondazione Stelline e Comune di Milano (dal 13 settembre al 13 ottobre, alla Fondazione Stelline, in corso Magenta 61). Al centro dell’attenzione l’installazione tra i vincitori del concorso “Milano da Vinci”, lanciato a dicembre 2018 con l’obiettivo di premiare le migliori idee di giovani creativi under 35 capaci di raccontare lo spirito innovatore di Leonardo da Vinci attraverso l’utilizzo dei nuovi media. Il team vincitore del concorso ha potuto avvalersi del prezioso supporto della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti, partner del concorso, i cui docenti hanno accompagnato la trasformazione del progetto da idea artistica a installazione multimediale, esaltandone così le potenzialità espressive.

Spolvero. Il Cenacolo rivelato è un’opera multisensoriale divisa in due parti: la scultura tangibile del Cenacolo di Leonardo Da Vinci, realizzata con una tecnica ispirata all’alfabeto Braille, sarà fruibile come una pagina da poter toccare e, sulla parete opposta, in modo esattamente speculare, sarà proiettata la “costellazione” corrispondente, che riproduce l’opera d’arte scomposta in punti luminosi.

Il ribaltamento di prospettiva è la chiave di lettura del progetto, che renderà “visibile” l’opera a chi può vedere. Nello scambio di ruolo tra chi “vede” e chi “non vede” si ha un vero dialogo, sullo sfondo della più grande scultura braille mai realizzata e dalla sua costellazione luminosa. Un gioco di scambio tra reale e non reale, tra luce e ombra, tra assenza e presenza. Una scultura in scala 1:2 che dovrà essere toccata e fruita per restituire sulla parete opposta la sua costellazione luminosa. A ogni punto braille ne corrisponde uno luminoso, un punto di scrittura, un punto di pittura, un punto di luce dove assenza e presenza si confondono.

La centralità dell’icona del Cenacolo viene creata dall’artista e resa “leggibile” da chi non può vedere, rompendo cosi il primo tabù museale: non toccare l’opera.
L’intera installazione, inoltre, sarà dotata dell’audio ipotetico dell’Ultima cena, “ricreato” ad hoc in Ebraico Biblico, riprendendo esattamente gli scritti di Leonardo tra pittura, poesia e musica.

Il ribaltamento di prospettiva, non più di sfondamento oltre la parete ma di presenza imponente e monumentale, è la chiave di lettura, dove chi non vede ma può toccare rende “visibile” l’opera a chi può vedere; l’installazione, realizzata al buio, pone sullo stesso piano fruitori ipovedenti, non vedenti e vedenti. La fruizione che rivela il non visibile non sarà individuale: l’intera opera è pensata anche per una fruizione collettiva, che rende quindi l’arte per tutti.

Realizzato dall’artista Lucrezia Zaffarano, dal grafico Matteo Carbonara e dal film maker Andrea Sartori, il progetto è anche un omaggio a ciò che non si vede mai, ma esiste prima ancora dell’opera “visibile”: spolvero è infatti il disegno preparatorio, quel “prima dell’opera” che è stato scelto per la correlazione con l’alfabeto braille. Lo spolvero è già l’immagine che non sarà mai visibile, quel “prima” sempre presente, una presenza assente.

«Un’opera affascinante che ha saputo interpretare al meglio le intenzioni del concorso, trovando una chiave innovativa per utilizzare le tecnologie più avanzate», commenta l’assessore alla Cultura Filippo del Corno. «Grazie al grande lavoro dei creatori, sarà possibile fruire in un modo inedito, trasversale e accessibile a tutti una delle opere d’arte più famose al mondo».

«Dal 2015, con la creazione dell’Hub Leonardo, fino a oggi, la Fondazione Stelline è protagonista con diverse iniziative della rilettura dell’opera di Leonardo da Vinci», sottolinea PierCarla Delpiano, presidente della Fondazione Stelline. «In questa occasione abbiamo deciso che ospitare Spolvero. Il Cenacolo rivelato, tra i vincitori del concorso “Milano da Vinci”, sarebbe stato un arricchimento del nostro percorso che, utilizzando i linguaggi performativi di oggi e le nuove tecnologie multimediali, consente a tutti un approfondimento e una partecipazione alla fruizione del capolavoro del grande Leonardo».

«Spolvero. Il Cenacolo rivelato permette di ammirare e vivere l'opera d'arte di Leonardo in prima persona, attraverso un’esperienza multisensoriale e immersiva», spiega Simona Torre, segretario generale Fondazione Italiana Accenture. «Tra i numerosi progetti che abbiamo ricevuto con il concorso “Milano da Vinci”, Spolvero si distingue per la capacità di interpretare il genio vinciano in modo non convenzionale, coniugando tradizione e innovazione tecnologica. Siamo molto soddisfatti della proficua collaborazione con il Comune di Milano, Fondazione Stelline e la Scuola di Cinema Luchino Visconti, che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto».

«La Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti ha partecipato a questa iniziativa con entusiasmo ed energia perché ritiene fondamentale la valorizzazione dei nuovi talenti che si misurano con tutte le forme del linguaggio audiovisivo. I giovani autori di Spolvero. Il Cenacolo rivelato hanno saputo cogliere appieno lo spirito del contest, coniugando sapientemente creatività e innovazione e re-interpretando in maniera inedita ed evocativa l’opera del Maestro», conclude Laura Zagordi, direttrice della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti.

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