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Solidaria 2019, per un volontariato che “sconfini” e faccia cose straordinarie

21 Settembre Set 2019 0900 21 settembre 2019
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Dal 22 al 29 settembre torna il festival pensato dal CSV e dal Comune patavini. La parola chiave dell’evento 2019 sarà “Sconfinamenti”. «Vuole essere uno spazio in cui immaginare la città di domani attraverso la costruzione di una rete di relazioni fatta di enti non profit, aziende, cittadini e volontari», ha sottoineato Emanuele Alecci, anima della kermesse

Dal 22 al 29 settembre torna a Padova “SOLIDARIA” il festival pensato dal CSV Padova e dal Comune di Padova per promuovere la cultura della solidarietà. Incontri, testimonianze, spettacoli con moltissimi ospiti di rilievo nazionale animeranno il capoluogo di provincia per scrivere un “nuova grammatica” del volontariato nell'anno che portarà alla Capitale Europea del Volontariato. “Sconfinamenti”, filo conduttore di quest’anno, vuole essere un viaggio attraverso i confini ed i limiti: quelli che è necessario abbattere e superare, quelli su cui si deve sostare e quelli che bisogna mantenere ben saldi per il bene nostro e delle future generazioni. L'intervista con il presidente del Csv di Padova, Emanuele Alecci


Emanuele Alecci

Sconfinamenti” è questa la parola d'ordine che avete scelto dell'edizione 2019 di Solidaria. Perché?
Abbiamo deciso per una parola particolare che ha molti livelli di lettura. Il volontariato oggi è sulla soglia tra una società che sta bene e una che invece è in difficoltà. Deve decidere da che parte vuole stare. Per poter fare cose straordinarie è necessario decidere e prendere posizione, uscire dal confine. Ma non solo lo sconfinamento è anche l'esito della contaminazione, che non a caso era la parola chiave dell'anno scorso. Contaminarsi porta a uscire da sé, a sconfinare da sé. E poi un volontariato che sconfina è un volontariato che non è confinato.

Confinato da cosa?
Dalle solite forme, i soliti modi e le solite parole. Dobbiamo uscire dalla retorica che ci accompagna ormai da troppo tempo. Immaginare nuove forme, innovare, immaginare un futuro possibile. L'obiettivo è la costruzione di una grande comunità accogliente, che include

Sono parole che hanno un retrogusto rivoluzionario, anche politicamente...
La città laboratorio di Padova che continua a farci vedere cose straordinarie ci fa capire che c'è bisogno di riprendere in mano la politica. Un volontariato che si fa politica. Noi con gli occhi del volontariato vediamo cose che gli altri fanno fatica a vedere. È una responsabilità da cui non ci si può tirare indietro.

Concretamente come saranno proposti al pubblico durante Solidaria questi “sconfinamenti”?
Con l'arte e la cultura. Questa edizione, ed è la grande novità del 2019, oltre ai momenti di riflessione, dibattito e incontro, vedrà arrivare a Padova a contaminarsi con noi grandi artisti che ci racconteranno cosa significa per loro sconfinare. Ci sarà Stefano Sollima che ci accompagnerà in un viaggio nella musica, che lo vedrà a contatto con generi e sonorità inconsuete. L'attore Andrea Pennacchi proporrà un monologo su Antenore, il mitico fondatore di Padova, per ragionare sul nostro tempo. Federico Buffa porterà il suo spettacolo sul Mundial del 1982. E tante altre proposte con cui l'arte ci racconterà cosa voglia dire sconfinare.

È l'edizione, questa, che porta all'anno di Padova Capitale Europea del Volontariato...
Sì, Solidaria in realtà è una proposta che ha vita propria. Naturalmente ci lancia con grande entusiasmo verso le tante e grandi iniziative del 2020. Stiamo già ragionando sia sull'edizione dell'anno prossimo che sui contenuti della Capitale. Una cosa però è certa...

Quale?
Tutto finirà come l'anno scorso dalla grande festa del volontariato in Prato della Valle. Che possiamo dire con orgoglio essere la più grande festa del volontariato italiana.

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