Migranti

Lamorgese: «L'Italia non è più sola»

23 Settembre Set 2019 2014 23 settembre 2019

Soddisfazione del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese al termine del vertice di Malta, chi sbarca in Italia o a Malta sbarca in Europa, l’accoglienza ma anche i rimpatri di chi arriva non saranno più solo sulle spalle dei paesi di approdo

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Luciana Lamorgese 3
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Soddisfazione del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese al termine del vertice di Malta, chi sbarca in Italia o a Malta sbarca in Europa, l’accoglienza ma anche i rimpatri di chi arriva non saranno più solo sulle spalle dei paesi di approdo

L’accordo c’è e l’Italia porta a casa due principi che dovrebbero dare finalmente sostanza al concetto che è alla base del nuovo patto di solidarietà europeo sui flussi migratori: chi sbarca in Italia o a Malta sbarca in Europa, l’accoglienza ma anche i rimpatri di chi arriva non saranno più solo sulle spalle dei paesi di approdo.

L’accordo raggiunto al vertice di Malta tra i ministri dell’Interno di Italia, Francia, Germania, Malta e Finlandia alla presenza del commissario europeo uscente all’immigrazione Avramopoulos lascia molto soddisfatta la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese: “Da oggi possiamo dire che l’Italia non è più sola nella gestione dei flussi migratori – ha detto la Lamorgese – sono molto soddisfatta della disponibilità mostrata dagli altri Stati a seguire una linea finalmente europea. E non era affatto scontato. Porteremo la bozza di accordo al Consiglio degli affari interni a lussemburgo il prossimo ottobre e speriamo che aderiscano molti altri paesi. Non è un pacchetto chiuso, siamo aperti ad eventuali emendamenti, ma è la base per il superamento dell’accordo di Dublino”.

La ministra dell’Interno, infatti ha portato a casa un risultato significativo: il meccanismo di redistribuzione automatica dei migranti salvati nel Mediterraneo settentrionale da navi umanitarie, militari o commerciali riguarderà non solo chi ha diritto alla protezione umanitaria ma tutti i richiedenti asilo, cioè la quasi totalità di chi sbarca. La redistribuzione (tra i Paesi che aderiranno) sarà obbligatoria e lo Stato che riceverà la sua quota di migranti dovrà farsi carico dell’accoglienza, della valutazione dell’istanza di asilo ma anche dei rimpatrio di chi non ha diritto. Gli sbarchi, però, continueranno a essere soprattutto nei porti italiani e maltesi: la rotazione dei porti, altro concetto che all’Italia stava a cuore, avverrà soltanto su base volontaria dunque, tranne che in momenti di particolare pressione, sarà poco probabile che altri Paesi si offrano di ospitare le navi nei loro porti.


Il meccanismo di redistribuzione dunque non riguarderà gli sbarchi autonomi che, nel 2019 in Italia, hanno portato la maggior parte di migranti ma solo quelli salvati dalle navi e scatterà ad ogni arrivo di una nave e le quote verranno stabilite per ogni Paesi in relazione alla dimensione, alla popolazione e al reddito e che verranno definite successivamente a seconda del numero di Paesi che aderiranno.

Sugli accordi con la Libia, però, l’Europa non intende recedere nonostante la situazione sempre più preoccupante, il recente rapporto dell’Onu, le inchieste giudiziarie, l’assassinio a sangue freddo di un migrante riportato indietro dalla Guardia costiera libica. “Gli accordi con la Libia li teniamo in piedi – ha detto il ministro Lamorgese – la guardia costiera libica sta facendo un buon lavoro e le daremo supporto per mettere in sicurezza i porti di approdo”.

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