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Settimana della Scienza, a Pavia i ricercatori si raccontano

25 Settembre Set 2019 1257 25 settembre 2019
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In occasione dell’iniziativa lanciata in Italia dal ministeri della Ricerca e dalla Salute e legata alla Notte europea dei ricercatori, la Maugeri apre i laboratori pavesi. Dai Big Data per trattare il diabete, alle ricerche sul Dna per vincere le cardiopatie, passando per le indagini sui veleni che attaccano la tiroide Melazzini: «Lavoriamo per trasferire continuamente i risultati validati della ricerca alla cura»

Per la Settimana della Scienza, la Maugeri apre i laboratori pavesi: nel pomeriggio di venerdì 27 settembre, nell’auditorium di via Salvatore Maugeri 6 a Pavia, i ricercatori “racconteranno”, con linguaggio semplice e con taglio divulgativo, le loro indagini scientifiche e di come, le stesse, possono essere trasferite all’attività di cura.
Un lavoro complessivamente importante anche nella letteratura scientifica internazionale, con 303 pubblicazioni (2018), che valgono ai 414 ricercatori Maugeri di tutta Italia 1.276 punti di impact factor normalizzato.

Medici, bio-ingegneri, genetisti, biologi, fisici, psicologi di 18 istituti scientifici, di cui 11 riconosciuti Irccs, presenti in sei regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia, Campania, Puglia e Sicilia) e di un Centro Ricerche Ambientali in Veneto, impegnati in 241 progetti per la Ricerca corrente del ministero della Salute. Uno sforzo che registra anche 163 trials clinici attivi – per individuare nuove terapie - con 3.386 pazienti coinvolti.

Con l’iniziativa di venerdì Maugeri aderisce alla Settimana della Scienza, lanciata in Italia dai ministeri della Ricerca e della Salute, che si ricollega alla Notte europea dei ricercatori prevista, proprio il 27, in tutta l’Unione.
Un’iniziativa che vuole riconnettersi alla storia stessa della Maugeri, come ha spiegato Mario Melazzini, direttore scientifico centrale, nonché guida dell’Irccs Pavia: «Abbiamo voluto realizzare questa giornata di “racconto” del nostro lavoro scientifico, per ricordare come Maugeri sia, da sempre, sinonimo di ricerca», ha detto, ricordando che «quando, nel 1965, Salvatore Maugeri avviò la Fondazione “Clinica del lavoro” voleva, da scienziato, costruire un luogo dove la cura potesse avvalersi delle conquiste quotidiane della ricerca».

Un elemento, questo, di continuità con gli inizi: «Ancora oggi tutto il nostro sforzo è diretto a mantenere questo carattere traslazionale del lavoro dei nostri ricercatori, medici e non solo. Ricordando sempre che, per il ricercatore la speranza è uno strumento per il lavoro di tutti giorni mentre, per il paziente, è uno strumento di vita quotidiana», ha concluso Melazzini.

Venerdì, a Pavia, si comincerà alle ore 15, col succedersi delle testimonianze che spazieranno dai Big Data e l’intelligenza artificiale applicati alla diabetologia e all’oncologia, alla Cardiologia molecolare, con lo studio della terapia genica per correggere gli errori delle malattie ereditarie, fino allo studio stesso del Dna con l’Epigenetica.
Parleranno anche i ricercatori impegnati sul fronte della tutela della salute dagli attacchi sostanze esterne all’organismo: dagli inquinanti che colpiscono la tiroide, con il fenomeno dei cosiddetti distruttori endocrini, illustrato dagli endocrinologi, alle droghe sintetiche, i cui effetti vengono indagati dai tossicologi.

Non mancheranno approfondimenti sull’area neurologica, sia coi problemi cognitivi visti dal lato delle Neuroscienze, sia con gli aspetti degenerativi e la possibilità di individuare nuove cure, come per la Sla, sia, infine, per gli aspetti neuroriabilitativi, come la Terapia occupazionale, grazie al ricorso con tecnologie di realtà virtuale.
Ci saranno anche gli studiosi che operano su frontiere scientifiche nuove, come le Nanomedicina, o più tradizionali, come la Psicologia, applicata alle ricerche per facilitare l’aderenza alle terapie farmacologiche, nel paziente cronico.
Oltre ad ascoltare e a dialogare con gli studiosi, ci sarà la possibilità di visitare i loro laboratori, aperti per l’occasione.

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