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Economia

Def, ActionAid: «Preoccupa l’assenza di indicazioni sull’aiuto allo sviluppo»

2 Ottobre Ott 2019 1442 02 ottobre 2019
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Già nel 2018 si è registrato un calo consistente delle risorse destinate all’APS quando si è passati da 5,19 a 4,15 miliardi di euro, con un taglio di oltre 1 miliardo di euro

«Preoccupa che la Nota di aggiornamento al Def non contenga alcuna cifra sulle previsioni di crescita dei fondi dell’Aiuto pubblico allo sviluppo (APS)». Lo dichiara ActionAid in un comunicato, sottolineando che l’assenza di indicazioni è ancora più preoccupante visto il calo dell’APS registrato già nel 2018, quando si è passati da 5,19 a 4,15 miliardi di euro, con un taglio di oltre 1 miliardo di euro.

«Se è vero», prosegue ActionAid, «che a incidere in modo determinante su questo calo è stata la riduzione, sulla scia del calo degli arrivi sulle coste italiane, della spesa per l’accoglienza dei migranti (in-donor refugees cost) - che non andrebbe conteggiata come APS - è vero anche che quella stessa spesa aveva garantito negli ultimi anni una fittizia crescita costante dell’APS fino ad arrivare allo 0,3% del reddito nazionale lordo».

«Aspettiamo di vedere quali saranno le risorse effettivamente destinate all’Aiuto pubblico allo sviluppo nella Legge di bilancio», sottolinea ActionAid, «ma è prevedibile che le stime della spesa italiana per il 2019, che l’Ocse renderà note ad aprile del prossimo anno, saranno ben lontane dall’obiettivo dello 0,33% del rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo indicato nella Nota di aggiornamento del 2018, ancora di più se le consideriamo al netto della spesa in accoglienza. Infatti, nei dati riportati dal rapporto ActionAid “Italia e la lotta alla povertà nel mondo: le sfide per una cooperazione efficace”, emerge come al netto della spesa per l’accoglienza, l’Italia nel 2018 abbia speso appena lo 0,21% dell’aiuto in rapporto al reddito nazionale lordo: una cifra lontana anni luce dall’obiettivo dello 0,7%, stabilito dalla comunità internazionale».

«Lascia piuttosto perplessi, inoltre che nella Nadef la cooperazione pubblica allo sviluppo sia collocata all’interno di una più ampia strategia di internazionalizzazione del sistema Italia», conclude ActionAid. «Infatti, come prevede anche la legge, l’obiettivo della cooperazione allo sviluppo dovrebbe essere quello di sradicare la povertà e ridurre le disuguaglianze, tutelare e affermare i diritti umani, prevenire i conflitti, sostenere i processi di pacificazione e non promuovere il “made in Italy”». Come evidenzia il rapporto ActionAid, a fronte di volumi quantitativi non elevati, l’Italia può fare la differenza solo aumentando la qualità e l’efficacia della propria cooperazione assieme alla coerenza delle altre politiche con gli obiettivi di sviluppo come mostra il caso dell’azione esterna in materia di migrazione.


Per scaricare il rapporto “Italia e la lotta alla povertà nel mondo: le sfide per una cooperazione efficace” clicca qui

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