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CINI, AOI e LINK 2007 preoccupati per assenza di impegni nel Def sull'aiuto pubblico allo sviluppo

4 Ottobre Ott 2019 1451 04 ottobre 2019
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Le Reti di rappresentanza delle organizzazioni di cooperazione internazionale CINI, AOI e LINK2007 esprimono preoccupazione rispetto al fatto che la Nota di Aggiornamento del DEF 2019 – diversamente dagli anni passati - non contenga alcuna cifra sulle previsioni di crescita dei volumi di Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), ma solo un generico accenno al riallineamento con gli standard internazionali.

Le Reti di rappresentanza delle organizzazioni di cooperazione internazionale CINI, AOI e LINK2007 esprimono preoccupazione rispetto al fatto che la Nota di Aggiornamento del DEF (NaDEF) 2019 – diversamente dagli anni passati - non contenga alcuna cifra sulle previsioni di crescita dei volumi di Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS), ma solo un generico accenno al riallineamento con gli standard internazionali.

“Tale mancanza preoccupa, anche e soprattutto in ragione del calo consistente delle risorse (1 miliardo circa) destinate all’APS nel 2018 (4,15 miliardi), a fronte dei 5,19 miliardi di euro dell’anno precedente”, affermano i rappresentanti delle tre Reti.

L’Italia è appena stata richiamata dall’organismo di controllo degli aiuti dell’OCSE al rispetto degli obiettivi assunti di fronte alla comunità internazionale, primo fra tutti quello del raggiungimento dello 0,7% APS/Reddito nazionale lordo (RNL) entro il 2030, nel corso della periodica valutazione del sistema di cooperazione italiano attualmente in corso.

“Si apprezza la volontà di assicurare maggiore coerenza ed efficacia alla cooperazione allo sviluppo, una richiesta che sosteniamo con forza, ma essa deve passare per una reale implementazione dei sistemi di controllo previsti dalla Legge 125/2014”. Il riferimento è in particolare al Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo Sviluppo (CICS), previsto dalla legge ma riunito molto sporadicamente, che insieme al Consiglio Nazionale per la Cooperazione allo Sviluppo (CNCS) e al Parlamento dovrebbe svolgere un ruolo di vigilanza proattiva, oltre che di indirizzo strategico.

Preoccupa infine il ruolo di subalternità attribuito dalla NaDEF alla cooperazione rispetto all’internazionalizzazione d’impresa. Si ricorda che la cooperazione allo sviluppo, come previsto dalla legge 125/2014 ma anche l’Agenda 2030, deve avere come obiettivi prioritari lo sradicamento della povertà, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela e affermazione dei diritti umani, la prevenzione dei conflitti e il sostegno ai processi di pacificazione.

“Nella Legge di Bilancio ci attendiamo di vedere confermato l’impegno di riallineamento agli obiettivi internazionali, che dovrà necessariamente passare per un cospicuo aumento delle risorse di APS” concludono i rappresentanti. L’aumento dovrà verificarsi al netto delle risorse per l’accoglienza dei rifugiati - precedentemente contabilizzate come APS - che hanno di fatto “gonfiato” le esigue cifre destinate ai Paesi partner negli ultimi anni.

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