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Fine vita, oltre 100 persone al corso per diventare volontari negli hospice

4 Ottobre Ott 2019 1406 04 ottobre 2019
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Uomini e donne, giovani e anziani che hanno espresso la volontà di offrire gratuitamente parte del loro tempo per offrire una parola di conforto, negli hospice, alle persone a cui resta ancora poco da vivere.

Oltre 100 persone hanno partecipato alla prima lezione del corso di formazione promosso da File (Fondazione Italiana Leniterapia) e coordinato da Mariella Orsi per diventare volontari e prestare assistenza ai malati gravi giunti nella fase finale della loro vita. Uomini e donne, giovani e anziani che hanno espresso la volontà di offrire gratuitamente parte del loro tempo per offrire una parola di conforto, negli hospice, alle persone a cui resta ancora poco da vivere. “Dobbiamo imparare a pensare alle persone più sfortunate di noi” ha detto uno degli aspiranti volontari. “La vita è un dono prezioso e il mio desiderio è aiutare gli altri a viverla fino in fondo, nel modo migliore possibile” ha detto un’altra aspirante volontaria.

I volontari di File Fondazione Italiana di Leniterapia, (attualmente circa 80) che operano prevalentemente in hospice, donano tempo e disponibilità per prendersi cura della persona malata e della sua famiglia, fornendo loro sostegno, cercando di attenuare il senso di solitudine, accogliendo le angosce e prestando un ascolto attivo e partecipe. Il volontario è considerato parte dell’équipe sanitaria, ha un ruolo insostituibile nell’attività di assistenza, affiancando il personale medico-infermieristico, aiuta a ricreare un ambiente familiare in cui la persona malata si possa sentire come a casa.

“Le cure palliative – ha detto Donatella Carmi, presidente di File- vinceranno nel momento in cui tutti i medici faranno le cure palliative e sapranno come curare i malati. Tutti noi moriremo, ma è importante sapere che nel momento in cui moriremo ci sarà qualcuno che si prenderà cura di noi, che ci accarezzerà e ci porterà conforto attraverso le cure palliative”. Poi, rivolgendosi ai volontari: “Sarete paladini di un rispetto nei confronti dell'altro che ci deve essere sempre, ma soprattutto nei momenti di difficoltà come il fine vita”. E ancora: “Dobbiamo garantire, oltre alla formazione dei volontari, un continuo aggiornamento anche degli operatori delle cure palliative e delle Rsa, questo perchè le persone alla fine della loro vita hanno bisogno di cure adeguate per la loro situazione”.

“Molte persone vogliono impegnarsi in questo ambito - ha detto Mariella Orsi, responsabile per File Fondazione Italiana Lenterapia della formazione dei volontari - anche per restituire l’aiuto ricevuto quando i loro cari erano ala fine della vita. Il volontario è il professionista dello “stare” accanto, non solo al malato ma anche alla sua famiglia, che segue poi nell’elaborazione del lutto”.

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