Economia

Credito sociale e contrasto all'usura: priorità per il Paese

8 Ottobre Ott 2019 1349 08 ottobre 2019

La Consulta Nazionale Antiusura presenta al Ministero dell’Economia una serie di proposte per recuperare il valore sociale del credito

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Luciano Gualzetti
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La Consulta Nazionale Antiusura presenta al Ministero dell’Economia una serie di proposte per recuperare il valore sociale del credito

Alimentare con più regolarità e in modo sufficiente le disponibilità finanziarie ex art. 15 della Legge 108 del 1996, le quali, purtroppo, coprono solo una parte del fabbisogno di garanzie necessarie per la prevenzione dell’usura; ripartire in maniera più equa i fondi tra Cofidi e Fondazioni; trasferire le risorse eccedenti, dal fondo per la solidarietà (art. 14) a quello per la prevenzione dell'usura (art. 15); estendere a famiglie e persone fisiche la possibilità di accesso alle misure ex art. 14 della legge 108/96, ora riservato ai soli operatori economici; promuovere convenzioni con le banche e gli altri soggetti del sistema finanziario, rivolte a diffondere una maggiore responsabilità sociale nei confronti delle persone indebitate.

Sono alcune delle proposte che la Consulta Nazionale Antiusura “Giovanni Paolo II” ha sottoposto all’attenzione della tavola rotonda organizzata nei giorni scorsi dal Ministero Economia e Finanza nell’ambito delle iniziative per il Mese dell’educazione finanziaria, ottobre 2019: “Micro credito e fintech alleati contro l’usura per l’inclusione finanziaria: nuove partnership e rinnovate sinergie con il Fondo MEF di prevenzione dell’usura”.

“Secondo una recente ricerca della Consulta Nazionale Antiusura, negli undici anni di crisi economica e finanziaria il numero delle famiglie in fallimento economico –per debiti accumulati e per bilancio deficitario- è passato da circa un milione 277 mila unità a quasi due milioni- ha dichiarato il Vice- Presidente della Consulta Nazionale Antiusura Luciano Gualzetti- intervenendo nella sessione del convegno, rivolta ai beneficiari-gestori del Fondo antiusura l. 108/96. Per fronteggiare questo aumento le Fondazioni antiusura affiliate alla Consulta Nazionale Giovanni Paolo II hanno operato con una presenza (dal 1995 dalle prime 5 alle attuali 33) capillare ed efficace. Dall’origine sono state attivate garanzie ex art. 15 della L.108/96 per 434 milioni e 661 mila Euro, a 21 mila e 154 famiglie (sul totale delle 132mila circa prese comunque in carico, nella maggior parte dei casi con risorse delle Diocesi)”.

Nel corso dell’ultimo anno (2018) le Fondazioni Antiusura della Consulta hanno condotto ascolti di 7.708 famiglie, in linea con la media del decennio, che si aggira sulle ottomila unità. Con i soli fondi statali sono state assistite 849 nuclei, mentre per gli altri accolti si è provveduto con risorse messe a disposizione della Conferenza Episcopale Italiana.

Altro campo di azione delle Fondazioni Antiusura, il più significativo, che non rientra nel microcredito sociale ma nel prestito sociale, si svolge tramite convenzioni bancarie che stanno vivendo una fase di difficoltà applicative.

La Consulta Nazionale Antiusura in ordine ai rapporti con i soggetti del sistema bancario e finanziario ha proposto di pervenire in tempi brevi ad una convenzione tipo da stipulare con una banca di interesse nazionale che preveda condizioni più efficaci e una maggiore responsabilità sociale degli operatori finanziari nei confronti delle persone indebitate.

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