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Povertà

Il Reddito di Cittadinanza? Ha bisogno di un tagliando

17 Ottobre Ott 2019 1835 17 ottobre 2019
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Ci sono risparmi, è vero, ma questo non significa che il bisogno è inferiore al previsto. L'Alleanza contro la Povertà, in vista della legge di bilancio, chiede la conferma degli stanziamenti previsti per il Reddito di Cittadinanza, più alcuni correttivi. Rossini: «Senza dimora, extracomunitari e famiglie con figli penalizzati dalle regole attuali. E la fase due, quella dei progetti di inclusione sociale e lavorativa, è ancora un cantiere aperto»

«L’introduzione del Reddito di Cittadinanza, nonostante l’importante stanziamento di risorse che ha ampliato la platea dei beneficiari e l’importo del contribuito economico, non ha cancellato la povertà»: sceglie una frase forte l’Alleanza contro la Povertà in Italia, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della povertà. Lo fa per sottolineare come il tema non è superato e le persone in povertà hanno bisogno, al contrario, di altre attenzioni, anche dalla politica.

«Le domande accolte per il Reddito di Cittadinanza, ci dice l’Inps, a settembre erano circa 960mila, per una platea di 2,3 milioni di beneficiari», nota Roberto Rossini, portavoce dell’Alleanza. «Sappiamo però che in Italia le persone in povertà assoluta sono oltre 5 milioni: ci simo messi sulla strada, ma è evidente che c’è la necessità di proseguire ancora. Per questo chiediamo con forza che lo stanziamento di risorse previsto dalla legge di bilancio dello scorso anno per il Reddito di Cittadinanza venga mantenuto». I risparmi che si sono verificati, in altre parole, non sono dovuti a un bisogno reale inferiore del previsto, ma al disegno della misura. «È troppo presto per fare una valutazione e dare un giudizio, quello che sappiamo è che per ora la misura è stata realizzata nella parte economica, di erogazione monetaria, ma non abbiamo dati né informazioni rispetto all’avvio dell’altra parte, altrettanto importante, legata ai progetti di inclusione sociale e lavorativa», sottolinea Rossini.

I navigator ci sono (proprio oggi la ministra Nunzia Catalfo ha annunciato che è stata raggiunta l’intesa fra Anpal servizi e regione Campania per l’assunzione, da parte di Anpal servizi, dei 471 navigator vincitori della selezione pubblica, che offriranno assistenza tecnica ai cittadini campani beneficiari di Reddito di cittadinanza), ma di patti per il lavoro e di patti per l’inclusione non si sa ancora nulla: «l’Inps ci dà dati sulle domande presentate e quelle accolte, sul profilo del richiedente, ma non rispetto ai progetti, che è quella che a noi interessa di più. Diciamo che la famosa “fase 2” del Reddito di Cittadinanza è ancora un “cantiere aperto”. L’infrastruttura è pronta, per i progetti di inclusione sociale è la stessa già messa in piedi per il ReI».

Il Reddito di Cittadinanza, prosegue Rossini, «ha bisogno di un “tagliando”: occorrono correttivi per raggiungere le persone escluse o penalizzate dai parametri di accesso e di erogazione della misura, come i senza dimora o i cittadini extracomunitari, che l’Istat ci dice essere una quota importante delle persone in povertà. I risparmi andrebbero indirizzati alla rimodulazione della scala di equivalenza, attualmente penalizzante per i nuclei numerosi e con minori».

Entro la fine dell’anno, l’Alleanza presenterà i risultati di un monitoraggio autofinanziato sul primo e unico anno di attuazione del ReI: «stanno emergendo cose interessanti rispetto al modus operandi e al welfare territoriale».

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