Circular economy

Il "Restart Party" di Torino grazie agli "Artigian(ell)i Digitali"

18 Ottobre Ott 2019 1641 18 ottobre 2019

Ridurre la mole di rifiuti Raee, riparare e riusare sono le parole guida di un progetto nato nella scuola professionale Engim Artigianelli di Torino. In occasione della giornata internazionale della Riparazione sabato 19 ottobre gli studenti sono protagonisti dell'evento. E per dare continuità alle attività di "Restart cafè" ha preso il via anche una campagna di crowdfunding

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Ridurre la mole di rifiuti Raee, riparare e riusare sono le parole guida di un progetto nato nella scuola professionale Engim Artigianelli di Torino. In occasione della giornata internazionale della Riparazione sabato 19 ottobre gli studenti sono protagonisti dell'evento. E per dare continuità alle attività di "Restart cafè" ha preso il via anche una campagna di crowdfunding

Studenti protagonisti dell’economia circolare. Sono gli allievi del corso “Operatore Elettronico” dell’ente di formazione professionale Engim Piemonte Artigianelli di Torino che nel 2015 con il docente, Alessandro Diliberto hanno dato vita a un progetto dal titolo “Artigian(ell)i Digitali” in cui gli studenti si impegnano volontariamente a riparare piccoli elettrodomestici, cellulari, pc. Due gli obiettivi: imparare un mestiere e allo stesso tempo ridurre la mole di rifiuti Raee. L’11 ottobre è partita una campagna di crowdfunding sulla piattaforma eppela, realizzata grazie ad un supporto formativo del Comune di Torino e dell’European Crowdfunding Center, per supportare economicamente l'acquisto di strumentazioni che sono utili per migliorare il servizio offerto dai ragazzi e garantire così l'apertura settimanale di un Restart Cafè.

In occasione della Giornata internazionale della Riparazione la scuola ospita l’unico Restart Party di Torino, che si svolgerà proprio nella sede della scuola sabato 19 ottobre.

Lo spunto per la nascita del progetto quattro anni fa è stato l’aver notato da parte degli studenti e del loro docente che nella scuola c'era una grossa percentuale di ragazzi con lo schermo del cellulare rotto e si sono chiesti se in qualche modo avrebbero potuto sfruttare le loro competenze per ripararli senza portarli in un centro specializzato poiché sarebbe stato oneroso. I ragazzi hanno iniziato quindi a fermarsi qualche pomeriggio a scuola per guardare dei tutorial online e capire se poteva essere un'operazione fattibile, quindi hanno provato insieme con un primo telefono (era l'iphone 3 della moglie del docente). Visto il successo dell'operazione hanno iniziato a riparare i propri dispositivi e quelli dei loro compagni di scuola.


I risultati del progetto

Nel frattempo la scuola ha acquistato il kit di montaggio di una stampante 3D che è stata montata dai ragazzi, i quali hanno iniziato a creare cover per i cellulari, vari portachiavi ed altri oggetti che si erano rotti nella scuola in modo da ripristinarne la funzionalità. Alcuni esempi tra i tanti sono: la sostituzione di una parte del meccanismo che permetteva alla campanella dell'intervallo di suonare, alcuni supporti per le ventole interne dei pc della scuola o delle scatoline per contenere viti e minuteria utili per le riparazioni. Il terzo momento importante – segnala una nota - riguarda l'idea di creare il vero e proprio laboratorio di "Artigiani digitali" pomeridiano in cui, con partecipazione volontaria ed extrascolastica, i ragazzi si sono impegnati ad essere presenti a scuola per riparare, con l'aiuto dei docenti, i piccoli elettrodomestici dei dipendenti della scuola (macchine del caffè, phon, lampade, lucine di natale, frullatori e molti altri oggetti).

Il progetto si è strutturato, ha acquisito un'organicità sempre maggiore ed è stato possibile iniziare le attività di "Restart cafè" grazie al coinvolgimento di un altro docente Antonio Alessio Di Pinto e alla partnership con le associazioni "soluzioni informEtiche" e "Restarters Torino".

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