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Reddito di Cittadinanza agli extracomunitari: domanda accolta, pagamento non pervenuto

23 Ottobre Ott 2019 1334 23 ottobre 2019
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Circa 37.800 famiglie di extracomunitari, la cui domanda di Reddito di Cittadinanza è stata accolta, non hanno comunque ricevuto i soldi previsti. Lo mette nero su bianco il report trimestrale dell'Inps. Da aprile a oggi sono 1,5 milioni i nuclei che hanno presentato una domanda di Reddito/Pensione di Cittadinanza. Sui 2,3 milioni di persone coinvolte, i minorenni sono 597mila. Circa 1.950 quelli che hanno cambiato idea e hanno rinunciato al beneficio

A settembre circa 37.800 nuclei di cittadini extracomunitari non hanno ricevuto il Reddito di Cittadinanza, nonostante la loro domanda fosse stata accolta, perché sono «in attesa del Decreto Ministeriale attuativo per la definizione degli Stati non comunitari per i quali integrare la documentazione». Lo rivela il report trimestrale dell’Inps sul Reddito di Cittadinanza, quando al punto 6 scrive che «le prestazioni in pagamento nel mese di settembre sono state 892 mila a fronte di 982 mila nuclei beneficiari con almeno un pagamento dall’inizio dell’erogazione della prestazione. Tale differenza, pari a 90 mila nuclei, è in parte imputabile alle domande decadute che ricoprono il 43% dei pagamenti mancanti; un ulteriore 42% è costituito da nuclei le cui domande sono state accolte ma sono in attesa del Decreto Ministeriale attuativo per la definizione degli Stati non comunitari per i quali integrare la documentazione; infine il restante 15% è rappresentato dai nuclei che sono in attesa di pagamento per motivi amministrativi».

Secondo la normativa, un decreto attuativo del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, dovrebbe individuare i Paesi i cui cittadini sono esonerati dall’obbligo di presentare una certificazione dell’autorità estera competente, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana, rispetto ai loro possedimenti immobiliari nel Paese estero, per oggettiva impossibilità di produrre tale documentazione: detto banalmente, nei loro paesi non esiste il catasto. Nelle more dell’emanazione del decreto attuativo, l’Inps aveva sospeso l’istruttoria di tutte le domande presentate dal mese di aprile 2019 da parte di richiedenti non comunitari, annunciando che le avrebbe definite in relazione al contenuto dello stesso. Il limbo quindi coinvolge sia i 37.800 nuclei che hanno già visto accolta la loro domanda ma per cui non si procede al pagamento, più quelli tenuti da mesi in attesa di un riscontro. ASGI, Avvocati per Niente, Fondazione Guido Piccini e NAGA già a settembre avevano depositato ricorso chiedendo che il Tribunale ordini all’INPS di modificare la circolare e procedere all’esame delle domande presentate dai cittadini stranieri alle stesse condizioni previste per gli italiani.

All’8 ottobre 2019, sono 1,5 milioni i nuclei che hanno presentato una domanda di Reddito/Pensione di Cittadinanza all’Inps: 982 mila sono state accolte, 126 mila sono in lavorazione e 415 mila sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 ad oggi 39 mila nuclei sono decaduti dal diritto. I motivi di decadenza sono: rinuncia del beneficiario (5% dei nuclei, pari quindi a circa 1.950 rinunce), variazione della situazione reddituale del nucleo (10%), variazione della composizione del nucleo ad eccezione di nascita e morte (37%) e infine variazione congiunta della composizione e della situazione economica del nucleo (48%). Le regioni del Sud e delle Isole, con 849 mila nuclei (56%), detengono il primato delle domande pervenute, seguite dalle regioni del Nord, con 425 mila nuclei (28%), e da quelle del Centro con 249 mila nuclei (16%).

Tolti i 39 mila decaduti dal diritto, sono 943 mila i nuclei beneficiari: sono costituiti per 825 mila da percettori di Reddito di Cittadinanza, con 2,2 milioni di persone coinvolte, e per 118 mila da percettori di Pensione di Cittadinanza, con 134 mila persone coinvolte. Complessivamente le misure raggiungono quindi 2,3 milioni di persone, di cui 1,5 milioni nelle regioni del Sud e nelle Isole, 493 mila nelle regioni del Nord e 315 mila in quelle del Centro. I nuclei con minori sono 340 mila (il 36% dei nuclei beneficiari), mentre sui 2,3 milioni di persone coinvolte i minorenni sono 597 mila, poco meno di 1 su 4. I nuclei con disabili sono 199 mila e rappresentano il 21% dei nuclei beneficiari, coprendo il 21% delle persone interessate. La regione con il maggior numero di nuclei percettori di Reddito/Pensione di Cittadinanza è la Campania (19% delle prestazioni erogate), seguita dalla Sicilia (17%), dal Lazio e dalla Puglia (9%); nelle quattro regioni citate risiede il 54% dei nuclei beneficiari. Quanto alla cittadinanza del richiedente la prestazione, nel 90% dei casi risulta erogata ad un italiano, nel 6% ad un cittadino extra-comunitario in possesso di un permesso di soggiorno, nel 3% ad un cittadino europeo ed infine nell’1% a familiari dei casi precedenti.

L’importo medio mensile erogato nei primi tre mesi dall’istituzione della prestazione è pari a 482 euro. L’importo medio mensile varia anche in funzione della prestazione percepita: mediamente vengono erogati 520 euro per il Reddito di Cittadinanza e 215 euro per la Pensione di Cittadinanza. Da un confronto con il Reddito di Inclusione, risulta che l’importo medio erogato a settembre 2019 con il Reddito di Cittadinanza è più elevato del 73% rispetto all’importo medio del Reddito di Inclusione (509 euro vs 294 euro).

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