Peru CEBAF Tumbes Afflusso Record Di Migranti Venezuelani Giugno 2019 Fotografo Nestor Quiñones Izquierdo
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Bruxelles: sull'esodo dal Venezuela serve una risposta globale

30 Ottobre Ott 2019 1527 30 ottobre 2019
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Indetta da Unione europea, Unhcr e Oim la “Conferenza di Solidarietà internazionale sulla crisi migratoria venezuelana” si è tenuta nei giorni scorsi. Per rispondere all’imminente deterioramento della situazione umanitaria in America Latina in campo diverse Ong internazionali e membri dell’Icva (International Council of Voluntary Agencies), tra cui Coopi che hanno sottoscritto una dichiarazione di impegno per continuare a «garantire la solidarietà agli sfollati venezuelani e sostenere i paesi e le comunità che li ospitano».

Il 28 e 29 ottobre, Bruxelles ha ospitato la Conferenza di Solidarietà internazionale sulla crisi migratoria venezuelana, indetta da Unione Europea, Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), per accendere i riflettori sul più grande esodo di massa della storia moderna in America latina.

Dal 2015 a oggi, più di 4,5 milioni di persone hanno lasciato il Venezuela, convergendo nei paesi confinanti, tra cui Colombia (33,36%), Perù (19,18%) ed Ecuador (7,3%). Secondo il Piano di Risposta per Migranti e Rifugiati (Rmrp), il numero di migranti e rifugiati venezuelani è destinato ad aumentare, raggiungendo quasi 6,5 milioni nel 2020. A seguito della grave recessione economica, il 94% della popolazione venezuelana, circa 30 milioni di persone, vive in uno stato di insicurezza alimentare e l’82% non ha accesso a fonti di acqua sicure. Le condizioni di salute hanno raggiunto livelli altrettanto allarmanti, con un tasso di mortalità materna che sfiora il 65%, per la mancanza di strutture sanitarie e pratiche igieniche adeguate. Anche il sistema scolastico è stato colpito duramente, con oltre 1 milioni di bambini costretti ad abbandonare le scuole.

Foto ©Nestor Quiñones Izquierdo

Come sottolineato dall’uscente Alto rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, «la crisi venezuelana e il suo impatto umanitario devono essere in cima alla scala delle priorità dell'agenda internazionale. Siamo qui per inviare un forte messaggio di solidarietà a tutto il popolo venezuelano».
La solidarietà è un concetto chiave ribadito anche da Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per Rifugiati, «che rimane tuttavia privo di significato se non supportato da risorse materiali concrete». Per questo motivo, l’impegno e l’adesione dei governi e dei donatori istituzionali alla causa venezuelana è importante, nell’immediato, ma «dobbiamo anche pensare a forme di sostenibilità nel lungo periodo a livello strutturale e di sviluppo».

António Vitorino, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, sottolinea inoltre «l’impegno della comunità internazionale nel rispondere uniti alla crisi venezuelana, non solo da Ginevra o da Bruxelles, bensì direttamente nei paesi dell’America Latina che la stanno affrontando in prima persona».

Per rispondere all’«imminente deterioramento della situazione umanitaria in America Latina» come detto da Vitorino, occorre essere preparati. E per riuscirci, diverse Ong internazionali e membri dell’Icva (International Council of Voluntary Agencies), tra cui Coopi – Cooperazione Internazionale, hanno sottoscritto una dichiarazione di impegno congiunta per continuare a «garantire la solidarietà agli sfollati venezuelani e sostenere i paesi e le comunità che li ospitano».

Foto ©Nestor Quiñones Izquierdo

Nella dichiarazione, le Ong firmatarie chiedono ai governi di adottare una politica di frontiere aperte, migliorando i sistemi di gestione delle richieste di asilo. Inoltre, ai quasi 1,1 milioni di bambini costretti a lasciare il Venezuela, devono essere garantiti protezione e accesso ai servizi base, nonché il diritto di nazionalità di origine per prevenire un incremento del numero di apolidi. La comunità della cooperazione internazionale continuerà a fornire cibo, alloggi, educazione e servizi sanitari ai venezuelani in transito e ai paesi ospitanti, ma gli Stati della regione, dal canto loro, devono coordinarsi per facilitare il rilascio di documenti ai richiedenti venezuelani e riconoscere i titoli accademici e professionali dei migranti, per agevolarne il reinserimento nel mondo del lavoro.

In ultimo, le ong firmatarie richiedono ai donatori e ai governi locali di fermare l’ondata di odio e xenofobia nei confronti di migranti e rifugiati venezuelani che contribuisce solo ad aggravare la vulnerabilità di questo popolo. I paesi ospitanti devono invece promuovere campagne di solidarietà e di coesistenza pacifica, riconoscendo i migranti come un valore aggiunto per il proprio paese.

Coopi, tra le Ong firmatarie della dichiarazione, è fortemente coinvolta nella risposta regionale all’emergenza dettata dalla migrazione venezuelana. «In Perù, partecipiamo attivamente alla piattaforma R4V (Risposta per il Venezuela), allo scopo di creare una rete efficace e coordinata di risposta alla crisi», afferma Manuel Simoncelli, Front Desk di Coopi per l’America Latina e i Caraibi. «Inoltre, nel Centro bi-nazionale di assistenza alle frontiere di Zarumilla, nel nord del Perù, siamo diventati il punto di riferimento nel settore acqua e igiene in collaborazione con Unicef, mentre a Tumbes, poco distante da Zarumilla, dal novembre 2018 ad oggi, abbiamo offerto un pernottamento a circa 5.000 venezuelani in transito e ne abbiamo aiutati più di 5.000 a raggiungere la destinazione finale, in collaborazione con Oim». Al momento, Coopi sta cercando di studiare i bisogni del Venezuelana per ipotizzare un eventuale intervento umanitario all’interno del paese stesso.

Nel corso dell’International Solidarity Conference, gli attori della cooperazione allo sviluppo, del settore privato, della società civile, delle istituzioni finanziarie internazionali, dei governi ospitanti e donatori, hanno confermato l’impegno internazionale nei confronti delle comunità e dei paesi ospitanti degli sfollati e rifugiati venezuelani, la necessità di condividere best practice e risultati per fornire una risposta regionale coordinata e offrire un supporto tecnico e finanziario più strutturato nella regione.

Il prossimo appuntamento internazionale sulla risposta alla crisi venezuelana si terrà a Bogotà, in Colombia, a novembre 2020, dove proseguirà il “Quito Process”, un’iniziativa multilaterale che coinvolge sette paesi dell’America Latina, unitisi per armonizzare le politiche interne dei paesi ospitanti e per rafforzare e coordinare la risposta regionale all’esodo di massa della popolazione venezuelana.


Nell'immagine in apertura l'afflusso record di migranti venezuelani alla frontiera con il Perù nel giugno scorso, foto ©Nestor Quiñones Izquierdo

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