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Adozione, Giovannino prova la generosità delle famiglie italiane

7 Novembre Nov 2019 1129 07 novembre 2019
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La gara di solidarietà per adottare Giovannino mostra che bisogna far uscire tutte queste storie dal loro ‘limbo’, dice Griffini. Perché in Italia ci sono 300 minori adottabili che ancora vivono senza una famiglia. E la banca dati dei minori adottabili, prevista sulla carta dalla legge 149 del 2001, ancora non funziona

A Torino, lo abbiamo letto in questi giorni, si è scatenata una gara di solidarietà per adottare Giovannino, il bimbo abbandonato alla nascita all’ospedale Sant’Anna di Torino per via della ittiosi arlecchino di cui soffre, una rara e grave patologia. Il piccolo era stato cercato con la fecondazione eterologa. «La vicenda riaccende la luce sul tema degli oltre 300 bambini che, in Italia, sono stati dichiarati adottabili e attendono una famiglia. Per questo bambino, dopo che la sua storia è uscita dal silenzio, si è scatenata una gara di solidarietà: significa che le famiglie italiane hanno un cuore grande», commenta Marco Griffini, presidente di Ai.Bi. – Amici dei Bambini.

La storia di Giovannino fa riflettere sul fatto che in Italia e nel mondo ci sono tantissimi bambini che hanno bisogno di una famiglia: «Oltre alle infinite ‘neglect list’, le liste dei bimbi dichiarati adottabili, che ci arrivano da tutto il mondo, non possiamo e non dobbiamo dimenticare quelli che nel nostro Paese. Se quando una storia ‘buca’ sui media si ottiene una risposta così forte e generosa, significa che bisogna far uscire tutte queste storie dal loro ‘limbo’», aggiunge Griffini. E allora, ad esempio, perché la banca dati dei minori adottabili, prevista sulla carta dalla legge 149 del 2001 e che solo nel 2017 ha visto il collegamento telematico dei 29 Tribunali per i minorenni, ancora non funziona?

Al di là delle criticità del sistema, quella di questi giorni è la riprova che «gli italiani sono un popolo accogliente e generoso. Questo significa che la crisi delle adozioni nel nostro Paese è un controsenso. Ecco perché chiediamo, una volta di più, al mondo politico e istituzionale di credere nelle adozioni, di investire su questo settore, in particolare anche quello dell’adozione internazionale. Le famiglie che compiono un così grande gesto d’amore meritano di essere sostenute, non osteggiate».

Photo by Nynne Schrøder on Unsplash

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