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Adozioni internazionali: due milioni di euro di tagli in tre anni

8 Novembre Nov 2019 2324 08 novembre 2019
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È quanto prevede, al momento, la prima bozza della legge di bilancio per il prossimo triennio. Il commento di Adozione 3.0: «Assurdo. Anziché aumentare, i fondi diminuiscono, in un momento storico in cui, invece, le famiglie italiane hanno un bisogno disperato di supporto alla genitorialità»

542mila euro in meno nel 2020, oltre 610mila euro nel 2021 e oltre 933mila euro nel 2022: complessivamente ammontano a circa due milioni di euro nei prossimi tre anni i tagli previsti dal Bilancio di Previsione 2020-2022 dello Stato al Fondo Adozioni. Lo si evince dalla tabella a pagina 186 del Tomo III del disegno di legge 1586, “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020-2022”, allegata in fondo all’articolo. Il Fondo adozioni passa così dai 24,2 milioni di euro annui previsti a 23,7 milioni nel 2020 che scendono poi a 23,3 nel 2022.

Tagli che – protesta la cabina di regia di “Adozione 3.0”, che raggruppa 49 dei 51 enti autorizzati in Italia all’adozione internazionale - «vanno a incidere su un settore che sta già affrontando diverse criticità, con un calo delle adozioni internazionali che, di anno in anno, è sempre più pesante. È assurdo, anziché aumentare i fondi per le adozioni diminuiscono proprio in un momento storico in cui le famiglie italiane hanno un bisogno disperato di supporto alla genitorialità, di qualsiasi tipo essa sia».

Una scelta «preoccupante» perché «segnala, nonostante le recenti e positive affermazioni del ministro Bonetti sulla necessità di rilanciare l’istituto dell’adozione, un proseguimento nella pratica dell’atteggiamento di disinteresse verso questo settore».

La ministra Elena Bonetti, presidente della CAI, su twitter già ieri aveva risposto alla prime critiche dicendo che «con la legge di bilancio il Governo rafforza il sostegno a tutte le famiglie, anche alle famiglie che adottano, cui spetterà l’assegno di natalità che abbiamo potenziato» e che sta «personalmente lavorando come presidente CAI per aumentare i rimborsi per le famiglie che completano il percorso di adozione internazionale». I numeri, per il momento, sono quelli. Ma il dibattito in Parlamento deve ancora iniziare.

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