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Terzo settore, Bobba: «Governo se ci sei, batti un colpo»

13 Novembre Nov 2019 1323 13 novembre 2019

«Le dichiarazioni programmatiche del presidente del consiglio Giuseppe Conte avevano fatto ben sperare: nel pieno della discussione parlamentare della legge di bilancio, i segnali che arrivano però non sono per nulla rassicuranti: innanzitutto, sorprende che la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, non abbia ancora assegnato la delega del Terzo settore. E poi: niente incremento dei fondi per il 5 per 1000, ulteriore taglio di 10 milioni per la riforma del Terzo settore, dimezzamento dei fondi per il Servizio civile». Il j'accuse dell'ex sottosegretario al Welfare

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Conte95
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«Le dichiarazioni programmatiche del presidente del consiglio Giuseppe Conte avevano fatto ben sperare: nel pieno della discussione parlamentare della legge di bilancio, i segnali che arrivano però non sono per nulla rassicuranti: innanzitutto, sorprende che la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, non abbia ancora assegnato la delega del Terzo settore. E poi: niente incremento dei fondi per il 5 per 1000, ulteriore taglio di 10 milioni per la riforma del Terzo settore, dimezzamento dei fondi per il Servizio civile». Il j'accuse dell'ex sottosegretario al Welfare

Le dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al momento della nascita del governo giallorosso, avevano fatto ben sperare. Conte aveva esplicitamente indicato la necessità di riprendere e accelerare il cammino della riforma del Terzo settore in modo da darne piena e rapida attuazione. A più di due mesi dal battesimo dello stesso Governo e nel pieno della discussione parlamentare della legge di bilancio, i segnali che arrivano non sono per nulla rassicuranti. Anzi, vanno in una direzione contraria a quella indicata dal Presidente del Consiglio, frustrando così le attese di moltissimi enti del Terzo settore.

Innanzitutto, sorprende che la Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, non abbia ancora assegnato la delega del Terzo settore a uno dei suoi due Sottosegretari. E questo ritardo incide pesantemente proprio su quella necessità di accelerare il cammino della riforma. Lo stesso Forum del Terzo settore, così come gli altri organismi rappresentativi di questi mondi, si trovano senza un interlocutore operativo a cui rivolgere sollecitazioni, proposte e assunzioni di responsabilità.

Ma ci sono segnali ancora più preoccupanti. Andando ad esaminare le poste della legge di bilancio, si trovano sorprese alquanto negative. In primo luogo, l’annunciato incremento di 25 milioni di euro del fondo per il 5 per 1000 non viene previsto. Lo stesso Sottosegretario al Lavoro, Steni Di Piazza aveva assicurato al Comitato editoriale di Vita, che nella legge di bilancio il fondo sarebbe stato adeguato in modo da far fronte all’incremento degli importi destinati dalle scelte dei contribuenti che, nell’ultimo biennio, hanno superato il tetto dei 500 milioni fissato dalla legge di bilancio del 2016.

Ma c’è di piu’. Gia’ nella legge di bilancio dello scorso anno, il governo gialloverde aveva operato delle riduzioni sulla dotazione finanziaria di 190 milioni di cui godeva la legge di riforma del terzo settore. In particolare il taglio ammontava a circa tre milioni. Ora, nel testo mandato alle Camere, questo taglio ammonta per il 2020 a 10 milioni di euro con una riduzione dei capitoli di spesa riguardanti i progetti innovativi delle associazioni promozione sociale e di volontariato che passa dai 39 milioni dello scorso anno a 34 milioni. Stessa sorte subisce subisce il fondo volto a sostenere queste organizzazioni per l’acquisto di ambulanze e beni strumentali nonche’ per la realizzazione di progetti delle organizzazioni di volontariato in particolar modo quelle che operano a livello locale.

Si aggiunga che il Fondo destinato a sostenere l’introduzione del Registro Unico del Terzo settore, gia’ decurtato lo scorso anno di due milioni, nel 2020 non sara’ reintegrato; anzi nel 2022 subira’ un nuovo taglio del valore di cinque milioni. Inoltre, anche se non è competenza del Ministero del Lavoro, il Fondo per il Servizio civile universale, non solo non avra’ i 70 milioni aggiuntivi promessi dal Ministro Spadafora per l’anno 2019, ma per i prossimi anni vede una drammatica riduzione di risorse tant’è che i piu’ di 53.000 giovani in servizio nel 2018 saranno ridotti a meno della meta’ a partire dal 2020. E, come è noto, uno dei decreti legislativi che davano attuazione alla legge delega di riforma del Terzo settore, era proprio quello dedicato al Servizio civile universale. In sintesi: niente incremento dei fondi per il 5 per 1000, ulteriore taglio di 10 milioni per la riforma del Terzo settore, dimezzamento dei fondi per il Servizio civile. Non resta che alzare la voce per dire “caro Governo, se vuoi accelerare l’attuazione alla riforma del Terzo settore, ripristina le poste di bilancio che sono state tagliate, prevedi l’incremento di 25 milioni per il 5 per 1000 e destina risorse adeguate per consentire a 50.000 giovani di poter fare Servizio civile nel 2020”. E poi, alla Ministra Catalfo, si chieda una decisione rapida sull’assegnazione della delega, in modo da avere un sottosegretario che possa dare impulso e seguire tutti i provvedimenti attuativi ancora da emanare.


In foto il premier Giuseppe Conte

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