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Nasce l'Alleanza per l'Infanzia

16 Novembre Nov 2019 1553 16 novembre 2019
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Studiosi e associazioni lanciano l’Alleanza per l’Infanzia, un network per «sensibilizzare e fare pressione sulla politica, affinché operi le riforme e le iniziative necessarie», ma anche «per sollecitare e sostenere le imprese e le comunità locali, perché costruiscano ambienti più favorevoli ai bambini/e, ai ragazzi/e e ai loro genitori»

I nomi sono fra i più prestigiosi: Alessandro Rosina, Linda Laura Sabbadini, Chiara Saraceno, Daniela Del Boca, Costanzo Ranci Ortigosa. Insieme ad altri studiosi e soprattutto a 13 associazioni e realtà della società civile, da Save the Children a Unicef, passando per Arci e Cittadinanzattiva, hanno lanciato l’Alleanza per l’infanzia, un network per «sensibilizzare e fare pressione sulla politica, affinché operi le riforme e le iniziative necessarie», ma anche «per sollecitare e sostenere le imprese e le comunità locali, perché costruiscano ambienti più favorevoli ai bambini/e, ai ragazzi/e e ai loro genitori».

L’urgenza di una svolta in tal senso è arci-nota: in Italia nascono sempre meno bambini, e siamo un paese che ormai da tempo si sta lentamente spegnendo sotto il profilo della vitalità demografica. «Le cause non vanno cercate tanto in un calo del desiderio di avere figli, ma soprattutto nelle difficoltà crescenti che incontrano coloro che vorrebbero averne o che ne hanno già», ricordano i promotori. «Molti genitori non ricevono un sostegno adeguato rispetto alle responsabilità di crescere un figlio. I trasferimenti monetari sono frammentari e i congedi non adeguatamente sostenuti economicamente. Le madri, in particolar modo, sono spesso penalizzate sul mercato del lavoro. Molti bambini e bambine sperimentano livelli di diseguaglianza e povertà inaccettabili in un paese civile e democratico. L’Italia, complessivamente, non sembra essere stata capace fino ad ora di sviluppare politiche pubbliche e interventi collettivi all’altezza delle sfide strategiche per la crescita solida del paese, la quale deve avere alla base la possibilità di adeguata educazione e promozione dello sviluppo umano a partire dalla prima infanzia e in coerenza con il benessere relazionale ed economico della famiglia».

Tre i temi individuati come prioritari:

  1. SOSTEGNO ECONOMICO: realizzare un sistema unificato di trasferimenti monetari alle famiglie per sostenere i costi dei figli lungo tutto il percorso di crescita tramite l’istituzione di un assegno unico universale, a partire dall'accorpamento dei trasferimenti esistenti;
  2. SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI: ampliare l'offerta di servizi socio-educativi di qualità per la primissima infanzia, rendendoli davvero universali, tramite l’aumento quantitativo dell’offerta di servizi pubblici e privati convenzionati, l’abbassamento progressivo delle rette per tali servizi, il riconoscimento e la tutela delle condizioni occupazionali di chi lavora ed è impegnato in questo settore;
  3. CONGEDI: a) rafforzare il sistema dei congedi di maternità, rendendolo effettivamente fruibile a tutte le fattispecie di lavoratrici a prescindere dalla storia contributiva, comprese quelle autonome che hanno forti difficoltà di accesso; b) sostenere la partecipazione dei padri alla cura dei figli, tramite il rafforzamento del congedo di paternità e la sua estensione a tutte le fattispecie di lavoratori; c) ampliare e retribuire meglio i congedi parentali per renderli effettivamente più fruibili.

La Legge di Bilancio 2020, di cui il Parlamento discuterà nel prossimo mese, sarà il primo fronte di impegno dell’Alleanza, come pure la proposta di legge Delrio et al per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e la dote unica per i servizi. Rispetto alle proposte in discussione, ecco alcune fra le proposte di miglioramento già raccolte dall’Alleanza in un corposo documento (allegato in fondo all'articolo).


Assegno unico
Sarebbe, in primo luogo, importante dare rassicurazione alle famiglie che tali importanti risorse saranno il frutto del riordino delle misure parziali esistenti a sostegno delle famiglie, ma non proverranno da tagli al sostegno dei redditi (es. cuneo fiscale) e che si tratta di una misura strutturale e stabile, che prevede innanzitutto che i nuovi nati del 2020 potranno contare su un trasferimento quantomeno fino ai 18 anni. Inoltre, andrebbero meglio specificati tempi e modi di estensione anche a tutti gli altri minori già nati prima del 2020, quindi della più ampia riforma dei trasferimenti legati alla presenza di figli. Infine, se si ritiene necessario utilizzare un criterio di reddito per graduare il beneficio, occorre fare attenzione a che questo non si presti a nuove iniquità.

Servizi per cui può essere utilizzata la dote
Se l’obiettivo della dote è il sostegno alla genitorialità e l’ampliamento delle possibilità educative dei bambini, sembra ragionevole indirizzare meglio l’utilizzo di questo strumento. Baby parking e baby-sitter, pur con eccezioni, difficilmente garantiscono sia possibilità di confronto e consulenza ai genitori sui propri compiti e problemi, sia opportunità socio-educative ai bambini. E’ una questione cruciale alla luce dell’importanza che ormai tutti gli esperti – dai pediatri agli psicologi dell’età evolutiva – riconoscono ai primi tre anni di vita per lo sviluppo futuro dei bambini. Occorre evitare il rischio che la dote, invece che sostenere il modello di servizi di qualità che si è diffuso in Italia in questi decenni, incentivi le famiglie a scelte in cui la necessità custodialistica dei propri figli prevalga su quella della crescita socio-educativa di qualità del bambino, con un ricorso più massiccio che in passato a strumenti quali il baby parking e il baby-sitting. Sarebbe paradossale se uno strumento pensato per sostenere la genitorialità tramite servizi finisca per spostare il baricentro da un sistema di servizi socio-educativi di qualità, quale quello attuale, ad un sistema in cui gli interventi custodialistici, magari offerti da singole persone o da organizzazioni senza personale professionale, prendano il sopravvento. In secondo luogo, e questa osservazione vale anche per l’art. 42 della Legge di bilancio, andrebbe esplicitato maggiormente che l’accesso alla dote è indipendente dallo status occupazionale dei genitori, in particolare della madre. La dote è, infatti, importante anche per le famiglie in cui uno dei due genitori o entrambi non lavorano, sia perché consente di ampliare le risorse educative per i bambini, sia perché è uno strumento utile per mettere le famiglie nella condizione di cercare una occupazione e conciliare lavoro e cura una volta trovato. Alla luce delle osservazioni sopra formulate, occorre anche prevedere un investimento finanziario pubblico consistente per sostenere l’espansione dell’offerta di questi servizi.

Congedo di maternità
Va considerato che solo circa il 30% delle donne sotto i 30 anni e circa il 45% di quelle sotto i 40 anni hanno un rapporto di lavoro dipendente stabile. Quindi la maggioranza delle donne in età feconda gode di scarsa o nulla tutela se decide di avere un figlio. Occorre quindi metter mano ad una revisione del sistema di tutela della maternità che preveda, accanto alla la predisposizione di un’informazione efficiente e pervasiva e alla semplificazione delle procedure: 1) l’ampliamento della copertura dell’indennità di maternità, con l’istituzione di una indennità di maternità minima (5 mesi con una indennità pari a 1,5 volte assegno sociale) per tutte le mamme o almeno per tutte le mamme lavoratrici; 2) la cumulabilità dei versamenti e quindi delle indennità maturate su più casse previdenziali; 3) l’estensione a tutte le tipologie di lavoratori/lavoratrici del congedo di 10/11 mesi, da suddividere tra i due genitori.

Di seguito, la lista degli aderenti all’Alleanza, in questo momento. L’Alleanza è aperta e invita altre istituzioni, associazioni e realtà della società civile che ne condividano gli obiettivi di fondo ad aderire.

Associazioni: Acta, ARCI, Associazione Culturale pediatri, Centro per la salute del bambino, CISL, Cittadinanza attiva, CGIL, Gruppo Nazionale Nidi e infanzia, Lega delle Cooperative, Save the Children, Sbilanciamoci, UIL, UNICEF

Studiosi: Del Boca Daniela, Jessoula Matteo, Madama Ilaria, Mencarini Letizia, Naldini Manuela, Pavolini Emmanuele, Ranci Ortigosa Costanzo, Rosina Alessandro, Sabatinelli Stefania, Sabbadini Linda Laura, Saraceno Chiara, Simonazzi Anna Maria, Tamburlini Giorgio, Tomassini Cecilia

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