Emergenza

Venezia, ecco gli “angeli dell’acqua alta”

20 Novembre Nov 2019 1125 20 novembre 2019

I ragazzi dell’associazione Venice Calls, attraverso Instagram e Telegram, hanno attivato oltre 3mila volontari per supportare i cittadini nei giorni dell’emergenza. «Abbiamo asciugato pavimenti, spostato mobili e raccolto rifiuti. Poi abbiamo messo in contatto idraulici elettricisti ed altri professionisti con le persone colpite dalla calamità», dice il presidente dell’associazione Sebastiano Cognolato

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I ragazzi dell’associazione Venice Calls, attraverso Instagram e Telegram, hanno attivato oltre 3mila volontari per supportare i cittadini nei giorni dell’emergenza. «Abbiamo asciugato pavimenti, spostato mobili e raccolto rifiuti. Poi abbiamo messo in contatto idraulici elettricisti ed altri professionisti con le persone colpite dalla calamità», dice il presidente dell’associazione Sebastiano Cognolato

La città di Venezia lotta da giorni contro l’acqua alta. Danni alle case, attività, imprese, chiese e strutture. Ma i cittadini non si danno per vinti. E la giovane associazione Venice Calls mette in piedi una grande macchina organizzativa per mettere in relazione volontari, che arrivano da tutta la regione, e cittadini.

«Siamo nati nel maggio 2018 come progetto tra amici, abbiamo iniziato con la prima attività nel settembre 2018», racconta il presidente dell’associazione Sebastiano Cognolato. «Ad oggi», continua, «abbiamo 40 associati. Quella dell’associazione ci è parsa la struttura più democratica che potessimo scegliere. A livello di ideali, la nostra missione è quella di salvare Venezia agendo sul territorio, sulla società e sull'innovazione».

In questi giorni di emergenza sono stati i ragazzi di Venice calls, gli “angeli dell’acqua alta” a supportare tutta la cittadinanza favorendo la partecipazione.

«Ci siamo mossi», continua Cognolato, «utilizzando le piattaforme di comunicazione Instagram e Telegram. Abbiamo affrontato l’emergenza scendendo tra le calli e mettendo in comunicazione le persone che avevano bisogno d’aiuto. I volontari hanno lavorato nelle chiese, fondazioni, case private, anche nelle imprese. Abbiamo portato supporto asciugando pavimenti e libri, spostando mobili o conferendo rifiuti a Veritas facilitandole l'intervento.

Inoltre abbiamo messo in contatto idraulici elettricisti ed altri professionisti in contatto con le persone colpite dalla calamità».

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