Why Nok Carote Grafica Di Calentina D'andrea OK
Stili di vita

WhyNok? Un progetto contro gli sprechi alimentari

27 Novembre Nov 2019 1601 27 novembre 2019
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Parte dalla Puglia il primo movimento italiano nato per sensibilizzare all’imperfezione e combattere lo spreco nei campi, pari ogni anno a 50 tonnellate di frutta e verdura "imperfette". Una start up e un sito per sposare questa filosofia e diffondere "L'urlo della terra" che chiede di essere amata con altri occhi

Ogni anno un terzo della produzione di frutta e verdura - 50 milioni di tonnellate - viene scartata prima ancora di arrivare sotto gli occhi dei consumatori, solo perché non rispecchia certi standard estetici di forma e dimensione o perché "segnata" da eventi naturali come vento e grandine. Tutto questo senza pensare che la coltivazione di quelle tonnellate di frutta e verdura costa anche in termini di energia, risorse e, dunque, di “impronta” ambientale. In Puglia c'è chi ha pensato di fare qualcosa per evitare questo enorme spreco e ora lancia una grande campagna di sensibilizzazione in tutta Italia che si intitola WhyNok?
«Non si può buttare la frutta e la verdura solo perché non sono belle da vedere. È un delitto buttare l’imperfetto che è ugualmente buono e quindi perfetto per tutti», sostiene Lucrezia Argentiero, l’ideatrice del progetto. Giornalista filmaker, viaggiatrice per passione e per lavoro, da sempre attenta alla terra e all’ambiente, spiega così come le è venuta l'idea di questa vera e propria start up: «Ho cominciato a pensarci quando nel mio piccolo giardino, che parla da secoli della mia famiglia, ho raccolto una pesca dalla forma strana e con qualche macchia sulla buccia, tracce quest’ultime di pioggia violenta. Avrei voluto morderla e gustarmela, ma ho preferito invitare i miei nipoti ad assaggiarla, elencandone la bontà e la genuinità. La frutta ammaccata ha più sapore – dicevo loro – un po’ come le persone quando soffrono. Entrambi però non si sono fidati delle parole della zia e hanno rifiutato l’assaggio, mentre io continuavo: “Perché no? Questo è il nostro albero delle pesche...”».

Lucrezia Argentiero

Come una novella Greta tutta italiana, l'ideatrice della campagna di riflessione continua a spiegare la sua intuizione: «Me la impone la coscienza, me la impone il clima che cambia, me la impone quel sudore di chi la terra la coltiva con passione e amore. Me la impone mio padre che mi ha insegnato a non giudicare dalle apparenze, a non fermarmi solo con lo sguardo ma a tastare, provare, assaporare a vivere senza luoghi comuni, senza limiti».

Il movimento parte da un logo. Una parola nuova. Una domanda che contiene già una risposta: WhyNok? Perché No? Dove il no diventa Ok. WhyNok? è un’incitazione. È un invito a guardare con occhi diversi e a non “sprecare”. La qualità di un prodotto della natura non ha a che fare con la vista e quantomeno con la bellezza, ma con tutti gli altri sensi. La bontà è dentro. È solo coperta da un vestito. E talvolta indossa “abiti” sgualciti dal sole, dal vento, dalla pioggia e dalla grandine. Bisogna smettere di pensare che bontà e qualità siano solo sinonimo di perfezione.

Il logo di WhyNok?

Per accettare l’imperfetto dobbiamo abituarci e fidarci. Solo così non "scarteremo" più con gli occhi

Pierangelo Argentieri

«L'Imperfetto è un valore che deve rientrare nelle nostre abitudini quotidiane, in famiglia, al lavoro, nei ristoranti, nelle scuole, nella vita» - afferma Michele Bruno, medico-gastronomo, presidente di Puglia Expò e ideatore del Mercatino del Gusto di Maglie che ha sposato appieno il progetto WhyNok? collaborando con l’ideatrice - «da qui la necessità di portare il consumatore ad un’ulteriore consapevolezza».

«Per accettare l’imperfetto dobbiamo abituarci e fidarci. Solo così non "scarteremo" più con gli occhi», sono le parole di Pierangelo Argentieri, ideatore di Hortus. Anche lui fra i partner sostenitori.

Michele Bruno, medico-gastronomo, presidente di Puglia Expò

Punto di partenza di WhyNok? è creare una rete: riunire le aziende agricole e chi si occupa di ristorazione per ricucire quello strappo troppo netto tra produzione e consumo. Saranno loro i primi testimonial del movimento.
Il primo grande evento si terrà a marzo del prossimo anno con il nome “La Settimana dell’Imperfezione” e si propone di convolgere la Puglia eno-gastronomica, da nord a sud. Protagonisti della kermesse i prodotti “brutti ma buoni” preparati da chef attenti e sensibili che porteranno in tavola un menu fatto di bontà e imperfezione.
WhyNok? entrerà anche nelle scuole, lcon l'intento di svolgere un’azione educativa, formativa e informativa, per far conoscere il calendario della stagionalità, per scegliere frutta e verdura giusta al momento giusto e per sensibilizzare alla bellezza dell'imperfezione

Una delle t shirt di WhyNok in vendita sul sito

Nello shop online è possibile acquistare uno dei prodotti della linea I’mPerfect - #sonoperfettomanessunolosa con originali ed estrosi soggetti creati dall'arte di Valentina D’Andrea, designer pugliese. Disegni innovativi dai colori forti e d’impatto, perfetti per conquistare la sensibilità di tutti e aggiungere un tocco fashion. In vetrina, anche una linea di t-shirt dai soggetti minimal, in bianco e nero, con le illustrazioni originali realizzate dalla vignettista per passione Claudia Ciampitti. Indossando una maglia, portando in giro la bag della spesa o prendendo nota sui quaderni WhyNok? si potrà diventare così ambasciatori di una filosofia di vita; si potrà portare in giro un messaggio universale e ciascuno in prima persona diventerà divulgatore dell’I’mPerfezione che ha in sé la perfezione.

Il sogno di WhyNok? Sta tutto nella fogliolina verde imperfetta che ricorda la forma del Continente più povero. Quella fogliolina è simbolo della speranza: ridurre lo spreco e far entrare nelle case dei consumatori la frutta e verdura “imperfetta”. «Siamo appena partiti, anche con una pagina Facebook e un account Instagram e abbiamo già tanti partner che appoggiano e condividono il nostro credo» - conclude Lucrezia Argentiero - ma siamo ancora all’inizio. Dobbiamo crescere. Unirci. Dobbiamo “lavorare” tutti assieme. Ascoltare il grido d’aiuto della nostra terra. Ce lo chiede Madre Natura».

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