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Emergenze

Cresce il bisogno di cooperazione e di aiuti umanitari in Africa

5 Dicembre Dic 2019 1120 05 dicembre 2019
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Nel 2020, secondo le Nazioni Unite, oltre 80 milioni di persone avranno bisogno di aiuto in Africa. Nel Continente si concentrano gli eventi più critici - conflitti e catastrofi climatiche - ma crescono anche le violenze di genere e sui minori

«Nel 2019, molte più persone di quanto avessimo previsto hanno bisogno di aiuti umanitari». Si apre così il Global Humanitarian Overview 2020, presentato ieri dalla Nazioni Unite. Le ragioni di questa emergenza nell'emergenzia, spiega il rapporto, è dovuta a conflitti e eventi climatici estremi.

Cala il rispetto del diritto internazionale, le guerre sono senza sbocco, si espandono, si diffondono, apparentemente si placano e poi riprendono: è la logica del new internal warfare, guerre tra bande, più che fra Stati.

«I conflitti armati stanno uccidendo e mutilando un numero crescente di bambini, costringendoli a fuggire dalla loro famiglia. Stanno diventando una generazione perduta». Il 90% delle vittime dei conflitti sono civili (oltre 23mila), ma anche le agenzie umanitarie non sono al riparo: sono stati 791 gli attacchi contro gli operatori e le strutture sanitarie nei primi nove mesi del 2019. Conseguenza: 171 morti. Nel 2018, 131 operatori umanitari sono stati uccisi e 130 sono stati rapiti in 400 attacchi.

A livello globale il numero di persone che ha necessità di aiuto umanitario è aumentato di 22 milioni nell'ultimo anno. «La cruda verità è che il 2020 sarà difficile per milioni di persone. La buona notizia è che la risposta umanitaria sta migliorando e più rapidamente raggiungendo il maggior numero possibile di persone vulnerabili, comprese le donne, i bambini e le persone con disabilità», ha spiegato il coordinatore degli aiuti UN, l'economista Mark Lowcock.

La fragilità è sistemica e gli attacchi contro gli operatori sanitari e gli operatori umanitari stanno mettendo milioni di persone a rischio, negando loro cure e aiuti. Una persona su cinque, in Africa, vive in zone di conflitto. Le ricadute fisiche e psichiche sono devastanti.

Per la prima volta in quattro anni, il numero dei conflitti è aumentato: alll'inizio del 2019, c'erano 41 highly violent conflicts in aumento rispetto al 36 all'inizio dell'anno precedente.

A fronte di queste emergenze nel 2020, spiega l'Ufficio per il coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite, serviranno 29 miliardi di dollari, all'incirca 26 miliardi di euro per far fronte alle crisi.

I fondi dovrebbero permettere di far fronte a circa 50 crisi in tutto il mondo che colpiscono 168 milioni di persone, metà delle quali in Africa. In mancanza di risorse sufficienti, le Nazioni Unite prevedono già di dover concentrare la propria assistenza su coloro che si trovano nelle situazioni più difficili.

Oltre alle tragedie nello Yemen (80% della popolazione colpita) e in Siria (quasi 12 milioni di sfollati interni ed esterni), il Sahel (dal Mali alla Somalia) e l'Africa centrale sono al centro delle operazioni più impegnative programmate dalle agenzie umanitarie. In un anno, il numero di persone bisognose di assistenza è aumentato di quasi 15 milioni nell'Africa subsahariana. Si tratta del maggiore incremento su base regionale.

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