Rapporti

Droga, aumentano i morti e arrivano nuove sostanze

6 Dicembre Dic 2019 1951 06 dicembre 2019

Diffusa oggi la Relazione annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia anno 2019 su dati 2018. Un quadro allarmante, L’utilizzo di droghe, in Italia, miete quasi una vittima al giorno: 334. Aumentano le nuove sostante. Tutti i numeri e le reazioni

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Diffusa oggi la Relazione annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia anno 2019 su dati 2018. Un quadro allarmante, L’utilizzo di droghe, in Italia, miete quasi una vittima al giorno: 334. Aumentano le nuove sostante. Tutti i numeri e le reazioni

L’utilizzo di droghe, in Italia, miete quasi una vittima al giorno: 334 nel 2018, 38 in più dell’anno precedente. In media, una ogni 26 ore. Il 12,8% in più rispetto ai 296 dell'anno precedente, con una quota particolarmente rilevante (+92%) tra le donne over 40. Fra i più giovani, sono 660mila gli studenti che hanno fatto uso, nell’ultimo anno, di almeno una sostanza illegale: cannabis in testa (25,6%), ma seguita dalle Nps, le nuove (e micidiali) sostanze psicoattive come il Fentanyl, col 7% (leggi qui a proposito del Fentalyn).

In generale, il costo annuo per la cura e il trattamento delle tossicodipendenze è quantificabile in poco meno di «due miliardi di euro», in base a «una stima sicuramente in difetto», perché non tiene conto delle patologie correlate ai comportamenti a rischio legati al consumo, come le malattie infettive (Epatite B e C, Hiv e Aids).

Sono alcuni dei dati, non certo rassicuranti, contenuti nella Relazione annuale sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia anno 2019, realizzata dal Dipartimento politiche antidroga della Presidenza del consiglio. Lo scorso 29 ottobre, il testo è stato trasmesso alla Camera dei deputati dal ministro per i Rapporti col Parlamento Federico D’Incà e diffuso oggi.

283 pagine, suddivise in sei capitoli, contiene la fotografia più aggiornata (basata su dati consolidati relativi al 2018) del consumo di sostanze, del trattamento sanitario, del contrasto giudiziario e delle attività di prevenzione nel nostro Paese.

In generale, s’incrementa il numero delle persone «in trattamento» per l’uso di stupefacenti (con un 14% di «nuovi utenti») per un totale di 133.060 (88% uomini, dipendenti soprattutto da eroina e coca). Ma se i 568 servizi pubblici per le dipendenze e le 839 strutture socio-riabilitative censite (su 908 presenti) notano un «invecchiamento della propria utenza», sono i dati sui ricoveri a indicare come molti assuntori non siano consapevoli dei rischi. In un anno, infatti, sono state 7.452 persone finite in ospedale, più di 20 al giorno. E «più della metà di tali diagnosi fa riferimento a sostanze miste o non conosciute», col sospetto che sia la punta dell’iceberg di una «popolazione insorgente di utilizzatori di sostanze sintetiche e Nps, in maggioranza giovani».

Cannabis, la regina

Gli indicatori descrivono un quadro stabile del mercato con una spesa stimata intorno ai 4,4 miliardi di euro l'anno e una percentuale di purezza alta, del 12% in media per la marijuana e del 17% per l'hashish. La diffusione della cannabis risulta evidente anche dalle azioni di contrasto: il 58% delle operazioni antidroga, il 96% dei quantitativi sequestrati, l'80% delle segnalazioni amministrative e il 48% delle denunce riguardano i cannabinoidi (marijuana, hashish e piante di cannabis). Per un giovane consumatore di cannabis su 4, senza sostanziali variazioni negli ultimi anni, il consumo della sostanza può essere definito "rischioso": sono circa 150 mila gli studenti tra i 15 e i 19 anni che sono risultati positivi al Cast - Cannabis Abuse Screening Test e che, per le quantità e le modalità di utilizzo della sostanza, potrebbero necessitare di un sostegno clinico per gestire le conseguenze del consumo.

Nps, la nuova minaccia online

Attraverso il web, iniziano ad arrivare in Italia «nuove sostanze psicoattive»: cannabinoidi, catinoni e oppioidi sintetici, in genere ordinati su Internet e ricevuti per posta. Sono «oltre 400», si legge a pagine 246, i «siti/forum/account social molto usati soprattutto dai giovani», come «piattaforme di vendita online», per i quali sono state «avanzate al ministero della Salute, 17 proposte di oscuramento di siti». Le indagini hanno «portato al sequestro di quasi 80 kg e 27mila dosi di sostanze sintetiche». E nel solo 2018, 5 decreti del ministero della Salute hanno inserito 49 nuove droghe nelle tabelle delle sostanze illegali. E il «Sistema nazionale d’allerta precoce» (Snap) «permette di identificare in tempi sempre più ridotti nuove sostanze in circolazione»: 39 nuove molecole scoperte nel 2018 (soprattutto catinoni sintetici e triptamine), in 15 casi con esami su persone «giunte in pronto soccorso per intossicazioni acute»

Sempre più diffusi i danni per uso di cocaina

A fronte di un mercato molto fiorente, stimato per una spesa di 6,5 miliardi, i dati relativi alla cocaina descrivono una situazione apparentemente stabile per ciò che riguarda la sua diffusione. I quantitativi di sostanza sequestrata e i prezzi al dettaglio non sono cambiati negli ultimi due anni e, anche se la percentuale dei giovanissimi che l'hanno utilizzata almeno una volta scende dal 3,4% del 2017 al 2,8% dell'anno scorso, rimane, dopo la cannabis, la sostanza maggiormente consumata dai poliutilizzatori e la più pericolosa dal punto di vista sociale. La cocaina è, infatti, la sostanza maggiormente accertata sui conducenti di veicoli controllati dalla Polizia stradale nell'ambito della campagna di prevenzione dell'incidentalità stradale notturna droga-correlata condotta nel 2018 e resta quella per la quale oltre un terzo delle persone inserite nelle comunità terapeutiche del privato sociale ha iniziato un percorso terapeutico-riabilitativo. Si è registrato, inoltre, sia un aumento della percentuale di principio attivo contenuto nei campioni di cocaina sequestrati, che da una concentrazione media del 33% del 2016 è passata al 68% nell'ultimo biennio, sia un aumento del 10% delle denunce per spaccio e associazione finalizzata al traffico illecito.

Le reazioni

San Patrignano: Non possiamo che essere preoccupati dei numeri diffusi. Pur ben conoscendo il problema, non possiamo che restare attoniti di fronte ai dati scritti nero su bianco, in primis quelli relativi alle morti per overdose, quasi una al giorno, e all’aumento dell’utilizzo di eroina da parte dei più giovani. Una situazione però che non ci stupisce, figlia dell’abbassamento della percezione del rischio da noi più volte sottolineato e riportato dalla stessa Relazione, con le nuove sostanze psicoattive usate dalla maggioranza dei tossicodipendenti senza avere consapevolezza di ciò che si assume. Una Relazione che ci spinge a sottolineare quanto sia importante la proposta di riforma della legge sulla droga, frutto del lavoro sviluppato con le reti del privato e dei servizi pubblici , presentata la settimana scorsa alla Camera dei Deputati.

Fict (Luciano Squillaci, Presidente della FICT): Leggiamo i dati dell’ultima Relazione sulle tossicodipendenze oggi pubblicati sul sito del Dipartimento Politiche Antidroga. In Italia aumentano le morti per droga, aumentano i detenuti in carcere per reati di droga e si aprono mercati ancora più complessi con le sostanze sintetiche. Si assiste ad una vera globalizzazione del mercato delle droghe mentre il sistema dei servizi di cura e di assistenza è fermo al 1990.
I dati, quindi, si presentano sempre più drammatici, perché non c’è la percezione dell’enorme diffusione e del consumo di eroina e cocaina. Eppure registriamo un’ulteriore incremento dei decessi per droga, si tratta di persone, di storie, di vite, non di numeri! In questa situazione di estrema gravità rispetto al consumo di droga in Italia, si ritiene ancora più fondamentale dare concretezza alla proposta di revisione della normativa sulle droghe 309/90, presentata dal sistema dei servizi pubblici e privati la settimana scorsa. Una riforma che deve servire a garantire una maggiore capacità di risposta ai bisogni da parte dei servizi territoriali, non certo per condannare o penalizzare le vittime, come invece qualcuno ritiene necessario fare. Lo diciamo da sempre, e lo ribadiamo, il carcere non serve per riabilitare le persone con dipendenza patologica. Combattere la droga esclusivamente attraverso la repressione non solo è inefficace, ma rischia di confondere vittime e carnefici!
Riteniamo urgente il momento educativo e della prevenzione. Negli anni le risorse destinate al sistema di prevenzione, cura e riabilitazione, si sono progressivamente ridotte, rispetto agli ampi interventi inizialmente previsti dalla 45/99 al punto da divenire oggi totalmente insufficienti. Emblematica in tal senso è la nota vicenda dell’azzeramento del fondo previsto dalla 45/99 all’art.127 e interamente confluito nel Fondo indistinto delle Politiche Sociali a seguito dell’approvazione della L.328/2000. Il rifinanziamento di quel fondo, che negli anni ha garantito percorsi di prevenzione ed inserimento socio-lavorativo ed ha consentito sperimentazioni importanti nel campo della cura e della riabilitazione, oggi divenute prassi operative, rappresenta in questo momento una necessità imprescindibile, riconosciuta unanimamente da tutti gli attori del sistema per un reale rilancio della sfida alle dipendenze.

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