Legge di stablità 2020

Il j'accuse di Barbieri: c'è un finanziamento monstre in un codicillo della Legge di stabilità

17 Gennaio Gen 2020 2036 17 gennaio 2020

Al comma 338 dell'art 1: viene riconosciuto un contributo strutturale di 500.000 euro all’Anglat, ovvero l'Associazione nazionale guida legislazioni andicappati trasporti. La solita marchetta?

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Firma Barbieri
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Al comma 338 dell'art 1: viene riconosciuto un contributo strutturale di 500.000 euro all’Anglat, ovvero l'Associazione nazionale guida legislazioni andicappati trasporti. La solita marchetta?

Stupore. Questo è il sentimento che esprimono molte persone per un articoletto della Legge di stabilità. Certo, una stabilità difficile, nuova alleanza inaspettata tra nemici, l'IVA da recuperare, ecc ecc. C'è una polpetta avvelenata lasciata lì probabilmente dai predecessori. E sì, tra le pieghe c'è un breve articoletto che effettivamente lascia basiti.

Tra le pieghe poiché si tratta del comma 338 dell'art 1: viene riconosciuto un contributo strutturale di 500.000 euro all’Anglat, ovvero l'Associazione nazionale guida legislazioni andicappati trasporti. Direte, vabbè, una delle tante marchette che si fanno ogni anno in legge di stabilità. Qual è la novità?

L'Anglat ha sede a Roma via del Podere San Giusto 29, dove ha sede la più grande azienda italiana che produce e vende ausili dispositivi di guida per le persone con disabilità. Le sue sedi locali sono presso le officine autorizzate per l'installazione e la vendita di dispositivi di guida della stessa azienda. Se ciò non bastasse, il proprietario della suddetta azienda è segretario generale Anglat, carica alla quale lo statuto affida gran parte dei poteri. Il contributo inoltre è erogato al fine di "contribuire alla piena realizzazione degli obiettivi della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità".

Un'associazione di promozione sociale la cui composizione è strutturata su garagisti (con tutto il rispetto), è chiamata a essere parte del grande impegno pubblico di rendere concreti e realizzati i diritti umani delle persone con disabilità in tutta Italia. Un compito così non se lo attribuisce nemmeno la più presuntuosa ed ambiziosa organizzazione del terzo settore. Il contributo è stabile quindi 500 mila euro ad anno. Ed è senza rendicontazione. Auspicando almeno l'intervento della Corte dei Conti, l'osservazione sorge spontanea: e perché mai di grazia questo contributo?

Polpetta avvelenata ben congegnata. Complimenti a chi l'ha concepita.

*Membro del Comitato economico e sociale europeo, già portavoce del Forum del Terzo settore