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Premi

Amazon: uno smaltimento degno di ogni sospetto

21 Gennaio Gen 2020 1639 21 gennaio 2020
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Online l'inchiesta vincitrice del Premio Mani Tese per il Giornalismo Investigativo e Sociale che ha dimostrato come in Italia il gigante dell'e-commerce distrugge mensilmente fino a 100 mila prodotti nuovi nei poli logistici del territorio

Amazon, uno smaltimento al di sopra di ogni sospetto. Dalla distruzione di massa dei beni invenduti a una nuova economia circolare” è il titolo dell’inchiesta vincitrice del Premio Mani Tese per il Giornalismo Investigativo e Sociale, da ieri liberamente consultabile on line sul sito Manitese.it.

Un estratto dell’inchiesta è andato in ondata su RaiTre nella puntata di PresaDiretta dedicata all'e-commerce.

Secondo le testimonianze raccolte dagli autori, in Italia il gigante del commercio on-line Amazon distrugge mensilmente fino a 100 mila prodotti nuovi nei poli logistici del territorio. Si tratta di resi danneggiati e beni invenduti: solo una minima parte di questi trova una seconda vita sugli scaffali o diventa un dono. Secondo il tariffario in vigore tra il 2017 e il 2018 le tariffe dello smaltimento rendevano immensamente più conveniente distruggere invece che restituire. Dal 3 settembre 2019 in Italia Amazon ha equiparato i costi di rimozione e smaltimento per i piccoli oggetti. Ma la distruzione dei prodotti inutilizzati non è ancora stata vietata.

Secondo alcuni lavori scientifici, l’e-commerce potrebbe lasciare un’impronta meno dannosa di un esercito di consumatori che si dirige al centro commerciale ciascuno con la propria automobile. Ma la promessa di consegna in giornata non permette una piena razionalizzazione dei processi.

Il Premio Mani Tese
Il Premio Mani Tese per il Giornalismo Investigativo e Sociale, lanciato nel 2019 e promosso da Mani Tese con il contributo dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), aveva come obiettivo quello di portare alla luce storie e inchieste relative all’impatto dell’attività d’impresa sui diritti e sull’ambiente.
A vincerlo era stato il team composto da Roberto Pisano, Elisabetta Muratori e Rosario Daniele Guzzo con il progetto d’inchiesta “Amazon: indagine su uno smaltimento al di sopra di ogni sospetto”, che si proponeva di identificare i meccanismi di smaltimento della merce invenduta da parte di Amazon, uno degli attori protagonisti dell’e-commerce a livello globale.

I tre autori erano stati scelti durante la cerimonia di premiazione, tenutasi il 2 maggio 2019 presso la Fondazione Feltrinelli, fra una rosa di sei finalisti da una giuria composta dai giornalisti Gad Lerner, Tiziana Ferrario, Gianluigi Nuzzi, Francesco Loiacono e dal Direttore Comunicazione di AICS Emilio Ciarlo.
Alla selezione dei finalisti del premio avevano contribuito, inoltre, le giornaliste Eva Giovannini e Stefania Prandi e il direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini.

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