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Cultura

Con Kalatà la scoperta dei monumenti è un'avventura

21 Gennaio Gen 2020 1122 21 gennaio 2020
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Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, braccio strategico e operativo di Fondazione Cariplo nell’ambito dell’impact investing, investe nell’impresa sociale cuneese, puntando sul suo impatto sociale e culturale

Sta innovando i tradizionali modelli di valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale italiano, cambiando la prospettiva con cui i visitatori si approcciano alla scoperta delle opere artistiche e architettoniche. Protagonista di questo cambiamento è Kalatà, realtà nata nel 2001 come impresa individuale, è diventata cooperativa nel 2014 acquisendo la specifica di impresa sociale e, a oggi, è tra le prime realtà italiane a puntare su tecnologia e innovazione a impatto nel settore dei beni e delle attività culturali. Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, investitore e advisor “impact”, ha investito 200mila euro in equity, per sostenere l’impatto sociale e culturale dell’iniziativa.

Ma come opera Kalatà? Che cosa propone a gestori e visitatori dei siti culturali?
«Kalatà si fa promotrice di iniziative culturali direttamente ideate e auto-finanziate o per conto di enti pubblici e istituzioni private, che solitamente coinvolgono musei, monumenti, festival, concerti, rassegne di teatro, biblioteche e mostre» spiega Nicola Facciotto, Founder e Ceo di Kalatà. «Attraverso il modello definito “Opera”, la società realizza un investimento su un bene culturale, con l’obiettivo di attivare una proposta di visita "inedita" che gestisce in via esclusiva per la durata della convenzione (5-8 anni) stipulata con il proprietario/gestore del bene - al quale ristorna una quota dei ricavi. L’intento è offrire al visitatore un’esperienza unica nel suo genere all’interno dell’opera d’arte. Ad esempio, nell’ambito del progetto “Magnificat”, abbiamo prima investito nella messa in sicurezza della cupola del Santuario di Vicoforte (CN) e, successivamente, realizzato un percorso guidato “acrobatico” per condurre i visitatori lungo 266 gradini, 6000 metri quadrati di affreschi barocchi e quasi 80 metri di altezza. In biglietteria si viene dotati di imbraco ed elmetto per affrontare i passaggi più ripidi, ma si può anche scegliere di fermarsi alla prima balconata».

Salita alla cupola del Santuario di Vicoforte (CN)

Per quanto riguarda l’impatto di Kalatà, «i progetti di valorizzazione delle opere generano un impatto positivo in termini di preservazione del patrimonio artistico e sviluppo della filiera, incidendo sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Inoltre», continua Facciotto, «Kalatà raggiunge abitualmente un pubblico poco interessato o non coinvolto nella tradizionale fruizione di beni e attività culturali. I percorsi di visita proposti da Kalatà sono inediti e inclusivi: progettati per consentire un'accessibilità universale ai siti culturali, senza barriere d'ingresso. Tenendo conto delle disabilità fisiche, motorie e intellettive di alcuni visitatori, propone visite speciali in cui è accentuata la componente divulgativa, adottando canoni logici e linguistici semplificati. Inoltre, vengono previsti momenti di accesso gratuito o a prezzo iper-ridotto, riservati a fasce di target con gravi difficoltà economiche. Va aggiunto che, il più delle volte, grazie ai proventi ottenuti, Kalatà sostiene realtà locali del Terzo Settore individuate di concerto con i partner attivi sul territorio».

Sul futuro di Kalatà, Facciotto sottolinea: «Stiamo lavorando su alcuni importanti beni culturali di Piemonte, Liguria e Lombardia e abbiamo in pipeline interventi che riguardano l’intero territorio nazionale. Nella maggior parte dei casi si tratta di iniziative in fase di lancio e quindi ci fa piacere mantenere un certo riserbo sulle location oggetto di lavoro. In parallelo stiamo realizzando investimenti per rafforzare il team in termini di competenze e nel numero dei collaboratori stabili, per riuscire a far fronte a progetti sempre più ambiziosi».

Da parte sua Marco Gerevini, Consigliere di amministrazione della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore spiega: «Abbiamo riposto la nostra fiducia in Kalatà, per la sua capacità di introdurre un modello e un approccio innovativi all’interno di un settore – quello della fruizione dei beni culturali – che talvolta fatica a risultare attraente per pubblici ampi. Sostenendo la crescita dell’impresa, insieme agli attuali soci che l’hanno accompagnata nella sua prima fase di sviluppo, favoriamo la conservazione del patrimonio artistico del nostro Paese, dando nuova linfa a opere artistiche e siti storici, talvolta, poco valorizzati. In tal senso, Kalatà risponde pienamente ai requisiti di investibilità della nostra Fondazione: intenzionalità e misurabilità dell’impatto conseguito e addizionalità del nostro intervento che si colloca al di fuori delle aree di maggiore interesse per gli investitori tradizionali oltre, naturalmente, alla sostenibilità economica dell’iniziativa»

In apertura visitatori durante una visita alla cupola del Santuario di Vicoforte (CN) organizzata da Kalatà

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