Conflitti

L'appello di 7000 lavoratrici del cinema italiano a sostegno delle cineaste iraniane

23 Gennaio Gen 2020 1723 23 gennaio 2020

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta e il videomessaggio di Mujeres nel Cinema, gruppo nato ad ottobre 2019 dall'urgenza di favorire il networking, con le colleghe iraniane. «Continueremo a farci guidare dalle vostre voci per meglio capire quanto accade, e vi promettiamo che le faremo risuonare nel dibattito pubblico italiano»

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Demonstrations In Iran Over The Death Of Qasem Soleimani 1
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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta e il videomessaggio di Mujeres nel Cinema, gruppo nato ad ottobre 2019 dall'urgenza di favorire il networking, con le colleghe iraniane. «Continueremo a farci guidare dalle vostre voci per meglio capire quanto accade, e vi promettiamo che le faremo risuonare nel dibattito pubblico italiano»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta e il videomessaggio di Mujeres nel Cinema, gruppo nato ad ottobre 2019 dall'urgenza di favorire il networking, che riassume 7mila professioniste. «Un appello di pace e libertà voluto in seguito all'uccisione del generale iraniano Soleimani a Baghdad e alle minacce di una possibile imminente guerra da parte del Presidente degli Stati Uniti. Questo video è per sostenere le cineaste iraniane e per mandare un messaggio di nonviolenza come già in occasione del 25 novembre. Giornata mondiale della lotta contro la violenza sulle donne. Ad aderire a questo lavoro sono state molteplici anime di attrici, registe ed anche delle donne iraniane che fanno parte del gruppo», ci ha scritto Chiara Zanini che ne è una delle autrici.

L'appello
Colleghe iraniane, le notizie che arrivano in questi giorni ci chiamano in causa come donne e come professioniste. Siamo un gruppo formatosi di recente cui aderiscono oltre 7000 lavoratrici del cinema italiano. Da amanti della settima arte conosciamo bene la storia di relazioni proficue che autori e autrici dei nostri paesi da tempo hanno stretto, arricchendo enormemente entrambe le culture e contribuendo con le proprie opere a creare immaginari. Non possiamo quindi non essere preoccupate per l'intensificarsi delle tensioni nella regione e per le conseguenze che queste potranno avere sulle vostre vite quotidiane e sul vostro lavoro. Ci manteniamo ben distanti dalle discussioni polarizzate che anche la nostra stampa ospita, convinte che l'unica vittoria sarebbe non combattere né subire nessuna guerra. Siamo certe che attraverso i film continuerete a renderci partecipi di quanto accade in Iran, e che il cinema non smetterà di essere una Fenfere [girandola] nella mano di chi crede nell'arte come resilienza. Continueremo a farci guidare dalle vostre voci per meglio capire quanto accade, e vi promettiamo che le faremo risuonare nel dibattito pubblico italiano. Ma questo è anche il momento di creare un ponte con le cineaste americane che come noi pensano che nessun muro debba più essere costruito e che allo scontro si possa sostituire lo scambio. Ci sono già state manifestazioni per la pace in più di ottanta città americane e anche ai Golden Globes si è potuto ascoltare un grido di libertà. A chi ci vuole in conflitto risponderemo mostrandoci unite e riconoscendo i percorsi di ognuna. Siete con noi?

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