Disegno Pillole Di Tumorismo Apre
Libri

Disegnare dopo un tumore, con ironia

30 Gennaio Gen 2020 1654 30 gennaio 2020
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Si intitola “Pillole di (T)umorismo” il volume realizzato da Armando Borrelli un grafico e art director che dopo essere stato operato di glioblastoma al cervello ha affrontato la sua esperienza raccontandola attraverso vignette e pensieri che hanno l’ambizione di diffondere un pensiero positivo e colorato. E i colori naturali sono prodotti dall'impresa sociale Agricolori, co-fondata dallo stesso Borrelli

Si può racchiudere in un piccolo libretto la propria esperienza con un tumore? E soprattutto si può farlo con leggerezza? Armando Borrelli, classe 1974, grafico, illustratore e fumettista, lo ha fatto. Colpito da glioblastoma al cervello è stato operato e salvato all’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino in Neurochirurgia e trattato in Neuroncologia con farmaci innovativi. E il pensiero positivo con cui ha affrontato il percorso dalla diagnosi ai postumi con cui convive lo ha trasportato in un libro “Pillole di (T)Umorismo” (nell'immagine la copertina). Un’opera illustrata - sostenuta da Synesthesia, agenzia con cui Armando Borrelli ha lavorato - che ha l’ambizione di diffondere speranza e infatti sarà al centro di una campagna distributiva in 20 nosocomi italiani.

“Mi hanno operato, ho fatto la chemio e sono ingrassato; mi si è ristretto il campo visivo, faccio fatica a leggere e scrivere, cammino col bastone da ipovedente, non posso guidare più l’auto e andare in bici, ma disegno ancora e sono vivo. Sono consapevole di essere fortunato e non tutti lo sono e lo saranno; il tumore potrà crescere e ritornare e io sarò sempre qui ad accoglierlo con l’irriverenza che mi contraddistingue e con una battuta», scrive Borrelli nella prefazione intitolata “Avere la testa leggera non significa non averla sulle spalle”.
E scorrendo le pagine illustrate e colorate con i colori prodotti dall’impresa sociale Agricolori - fondata dallo stesso Borrelli - che li produce da elementi naturali senza l’utilizzo di sostanze chimiche, si viene colpiti dall’ironia e dalla leggerezza con cui il protagonista affronta il suo percorso fatto anche della lotta contro la «cattiva informazione» il “rumore” lo chiama che è quello «delle istituzioni, quello dei luoghi comuni, quello delle barriere burocratiche, architettoniche ed umane».

Appena entri in ospedale, qualcuno ti compra un piagiama azzurro

Armando Borrelli, da Pillole di Tumorismo

Colpiscono le frasi, veloci come lo sono le battute ironiche, abbinate ai disegni leggeri e colorati: restituiscono il coraggio e allo stesso tempo la capacità dissacrante e autoironica dell’autore. È lui l’omino protagonista delle immagini che riescono a strappare un sorriso e – a sorpresa – a contagiare con la sua positività.

Il pappagallo non è un uccello che svolazza libero per la stanza dell'ospedale

Pur essendo calvo i dottori ti rassicurano che questa chemioterapia non farà perdere i capelli

L’impesa sociale di Armando Borelli, Agricolori è autosostenibile – spiega una nota stampa - anche grazie ai proventi della vendita del volume “Un’arancia nella Testa” (libro a disegni “vissuto, narrato e illustrato da me” come recita il sottotitolo), sempre opera di Borelli. Agricolori, inoltre offre opportunità di lavoro alle persone che convivono con il tumore attraverso campagne sociali per sensibilizzare sui bisogni di autonomia durante e dopo la guarigione.
Il progetto non si ferma e continua anche attraverso il canale InstagramPillole di Tumorismo”, che pubblica vignette tratte dal libro, ma anche racconti illustrati sulla base delle storie raccolte dalla mail pilloleditumorismo@gmail.com.
Per lasciare “di-segni con il sorriso”.

Per avere la tessera gratuita dell'autobus ti fanno fare i chilomeri tra mille uffici

Armando Borrelli, da Pillole di Tumorismo

Chi è Armando Borrelli
Nato a Napoli nel 1974. Grafico, illustratore, art director per diverse agenzie di pubblicità. A Natale del 2016 gli riscontrano un glioblastoma al cervello e tra le conseguenze dell’operazione per l’asportazione del tumore, i dottori gli pronosticano la possibilità di perdere la vista e la capacità motoria della mano destra. La vista risulta effettivamente compromessa con conseguente agnosia (incapacità di percezione dei caratteri di testo) e grave fotofobia.
Costretto a ridurre il lavoro al computer, Armando ritorna al disegno e riscopre i colori naturali. È co-fondondatore di Agricolori


Tutti i disegni sono tratti dal volume "Pillole di (T)Umorismo"