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Interpreti LIS: bene Sanremo, ma poi?

7 Febbraio Feb 2020 1057 07 febbraio 2020

Che ne sarà della lingua dei segni una volta finito il festival di Saremo? In Italia non esiste una legge che riconosca la LIS e dunque che riconosca la professione

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Anios Sanremo Lis
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Che ne sarà della lingua dei segni una volta finito il festival di Saremo? In Italia non esiste una legge che riconosca la LIS e dunque che riconosca la professione

Chi è l'interprete LIS? Cosa fa? Chi non ha mai avuto a che fare con una persona sorda ne ignora quasi l’esistenza. Per la prima volta invece in questi giorni è diventato un argomento di discussione popolare, grazie al fatto che su Rai Play un gruppo di interpeti di lingua dei segni traduce i dialoghi del Festival di Sanremo. Gli interpreti sono inoltre affiancati da alcuni performer, sordi e udenti, che traducono le canzoni in gara.

Francesca Malaspina è la presidente nazionale dell'Associazione interpreti di lingua dei segni e commenta così Sanremo Live Lis: «Come ANIOS siamo felicissimi che RAI Pubblica Utilità abbia portato la lingua dei segni in prima serata con interpreti Lis professionisti, affiancati da performers che interpretano i brani in gara. Quello dell’interprete Lis è un lavoro importante per garantire il diritto delle persone sorde all’accessibilità in qualsiasi ambito della loro vita e la loro piena partecipazione alla vita sociale e politica del nostro Paese. Ci auguriamo che quando calerà il sipario dell'Ariston, la LIS continui ad essere popolare. Esistono infatti innumerevoli ambiti della vita quotidiana nei quali è richiesta la nostra figura: una traduzione in Tribunale, in sala operatoria, dal notaio, all'università».

In Italia questa professione non ha ancora un riconoscimento specifico: «Continuiamo a lavorare perché si attivino corsi di laurea per formare professionisti seri e per evitare improvvisazioni di appassionati della LIS che poco conoscono gli aspetti tecnici, oltre che etici e deontologici, di una professione difficilissima e affascinante. Nel rinnovare le congratulazioni ai nostri colleghi impegnati nella kermesse e i complimenti a RAI Pubblica Utilità per l’iniziativa, così come già espresso dall'Ente Nazionale Sordi, auspichiamo in futuro una maggiore accessibilità di programmi di informazione e divulgazione».

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