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Donazioni

Con le anagrafiche l'sms solidale fa più gola

14 Febbraio Feb 2020 1530 14 febbraio 2020
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La novità nella raccolta fondi con numerazione solidale che permette di conoscere i donatori, punta a provare a trasformare un gesto piccolo e fatto d’impulso in un coinvolgimento più stabile. Il primo (e al momento unico) operatore a rendere disponibili le anagrafiche dei donatori è Tim

C'è una novità nella raccolta fondi con numerazione solidale: la possibilità finalmente di conoscere i donatori, per provare a trasformare un gesto piccolo e fatto d’impulso in un coinvolgimento più stabile. Il primo (e al momento unico) operatore a rendere disponibili le anagrafiche dei donatori è Tim: da settembre 2019, dietro una fee di attivazione più un canone mensile, trasferisce all’organizzazione non pro t il numero di telefono (solo e soltanto quello, non ci sono né nomi né valore della donazione) di quanti hanno donato e dato il consenso a trasmettere il loro numero di telefono per essere ricontattati.

Sei le organizzazioni che hanno aderito e due le modalità di servizio proposte, una più semplice che riguarda solo il clienti Tim e una che comporta il dover richiamare un numero verde, aperta a tutti: la lista dei consensi raccolti viene condivisa con l’organizzazione in real time o al massimo il giorno dopo, così che questa possa richiamare in tempi brevissimi il donatore, completando l’anagrafica, dandogli ulteriori informazioni sull’attività svolta e proponendogli altre forme di sostegno. Giovanni Formica si occupa di fundraising solidale in Time si dice «soddisfattissimo», perché «la percentuale di consensi raccolti è quasi il doppio di quello che le stesse organizzazioni si aspettavano». Unicef ha iniziato aderendo al servizio Tim per tre mesi, da settembre a dicembre 2019. «La media di consensi raccolti è pari all’8,22% su mobile e al 20,09% da fisso, per una media del 14,16%. Soprattutto vediamo che questi donatori sono convinti: molti di quelli che abbiamo ricontattato hanno subito accettato di diventare nostri donatori regolari», racconta Paolo Rozera, direttore generale di Unicef. «È un passo avanti rispetto al nulla che c’era prima, ma sulle donazioni da mobile l’Italia è ancora indietro, pur avendo 86 milioni di connessioni da cellulare». Anche per la Lega del Filo d’Orola prima impressione è positiva: «Le persone che hanno dato il consenso, quando vengono richiamate, sono effettivamente sensibili alla causa e propense a rafforzare il loro impegno. Ci crediamo, anche se il meccanismo è ancora un po’ complicato oltre che parziale perché riguarda solo un operatore», spiega Maria Giulia Agostinelli della Comunicazione ed eventi della onlus.

L’altro fronte per cui il 2019 era un po’ un banco di prova sono le numerazioni permanenti: 18 quelle attive sulle trenta disponibili, con un turnover di nuovi ingressi e dismissioni. La Lega del Filo d’Oro ci ha fatto due campagne, una digital, più focalizzata sulla sensibilizzazione, l’altra più tradizionale, legata ai passaggi in tv e alla raccolta fondi: «Un movimento giornaliero sul numero c’è sempre, con 10-20 donazioni che arrivano ogni giorno» conclude.

Il 2018 delle numerazioni solidali, che a novembre ha visto l’ingresso di Iliad, si è chiuso a quota 16,8 milioni di euro raccolti, un nuovo minimo storico. Con un dato interessante per gli addetti ai lavori: la crescita delle donazioni da fisso (+15% di transazioni, secondo l’osservatorio di Tim) contro una sostanziale stabilità degli sms. E tuttavia resta uno strumento in cui le organizzazioni credono.

«Sarebbe però fondamentale conoscere almeno tre mesi prima le date dei passaggi in tv, per fare un lavoro integrato con le redazioni e cercare di andare oltre il cartello o l’appello del conduttore», chiosa Alessia De Rubeis, responsabile Communication Unit di Atlantis. Perché «la differenza la fa la possibilità di raccontare storie e mostrare il proprio lavoro».

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