12 Mettersi I Bulloni
Editoria

Il bambino che voleva “aggiustare” le storie di bullismo

20 Febbraio Feb 2020 1150 20 febbraio 2020
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Esce il libro illustrato “Ottavio e il bullone magico” di Laura Solieri e Monica Morselli. Da un progetto del Csv di Modena pensato per bambini e ragazzi ma che parla anche a genitori e insegnanti. E si rivolge a chi di solito resta a guardare

Il tema del bullismo affrontato da una prospettiva inedita: quella del pubblico, quella di chi, solitamente, sta a guardare e non prende posizione, alimentando il perpetuarsi di comportamenti che da sempre rendono difficile la vita di tanti bambini e ragazzi.

Ci prova il piccolo Ottavio a rompere gli schemi: protagonista del libro “Ottavio e il bullone magico” della giornalista Laura Solieri e della docente e illustratrice Monica Morselli (Edizioni Artestampa), Ottavio fa parte di quel pubblico che si è stancato di stare a guardare e di fronte a un’ingiustizia arrecata ai danni di amici e compagni, ha scelto di reagire e far sentire la sua voce.

Monica Morselli e Laura Solieri

A scuola, Ottavio non è né un bullo né un bullizzato e qui sta l’originalità dell’approccio delle autrici nell’affrontare un tema così complesso e già ampiamente trattato dalla narrativa per l’infanzia e l’adolescenza: il protagonista di questo libro è un bambino qualsiasi, che vede intorno a lui tante storie da aggiustare e come un meccanico vorrebbe far funzionare tutto.

Ottavio trova un bullone per strada e ci cade dentro e, come dentro un caleidoscopio, si trova a fare i conti con i personaggi più disparati che tutti noi abbiamo incontrato e incontreremo nel nostro percorso di crescita: Omar, che studia sempre e per questo è deriso; Oreste, bambino cicciottello; Orsetta, youtuber asociale e tanti altri ancora. Per ognuno, Ottavio ha una parola, un suggerimento, un punto di vista rassicurante e risolutore, grazie al bullone magico, evocativo amuleto (bullo/bullone) che fa di Ottavio un bullo al contrario: un bullo buono (l’idea è tratta dal progetto “Bullo Buono” di cui avevamo parlato in precedenza).

«Dovremmo elevarci al disordine, al mettere in dubbio ciò che ci fa omologhi ma non uguali, - scrive di questo libro Elisabetta Cremaschi, libera docente di Pedagogia delle narrazioni, - parole, gesti, sicure viltà e dovremmo chinarci a rimescolare pregiudizi e stereotipi fino a fargli cambiare usi e costumi. Fino a quando non saremo capaci di vedere in un bullone la solidità di una speranza di cambiamento».

Nel poetico viaggio di incontri e colori che percorriamo lungo queste pagine, riscopriamo una verità dimenticata: la gentilezza può e deve essere la nostra munizione quotidiana. “Ottavio e il bullone magico”, acquistabile anche online in formato e-book sulle principali piattaforme, è un progetto editoriale del Centro di servizio per il volontariato di Modena (oggi confluito nel Csv Terre Estensi) che si inserisce all’interno di un percorso laboratoriale con le scuole elementari e medie del territorio e con tutte quelle che vorranno adottarlo, per riflettere con studenti e insegnanti sui temi della cittadinanza attiva e consapevole fin da piccoli.

«Questo progetto intende aprire una riflessione che si collega ai temi dell’Educazione alla cittadinanza responsabile, presente nei percorsi formativi e scolastici, come previsto dalla legge 92 del 2019 sull’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica, - spiega Alberto Caldana, presidente di Csv Terre Estensi. - I crescenti fenomeni di bullismo evidenziano sempre di più la necessità di una presa di responsabilità collettiva: si tratta di un testo che attraverso un linguaggio fresco e poetico e illustrazioni ammalianti ed evocative, racconta a grandi e piccini il valore dei piccoli gesti, della cura delle relazioni e dell’esercizio dell’attenzione a quello che capita attorno a noi».

Questa storia piacerà a bambini, insegnanti e genitori perché parla di realtà concrete, amici e nemici, omertà e coraggio, isolamento e solidarietà che vince su tutto, in modo musicale e ironico, sognante e costruttivo, con uno sguardo verso un futuro di conoscenza e rispetto verso i nostri punti deboli affrontati con i nostri punti di forza.

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