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Essere un'avanguardia dell'innovazione? Un dovere, fin dai tempi di don Bosco

21 Febbraio Feb 2020 1200 21 febbraio 2020
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Le Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni sono ufficialmente Apple Distinguished School, la certificazione dell’azienda di Cupertino per gli istituti che si siano contraddistinti promuovendo l’innovazione continua in ambito didattico e scolastico.

Le Opere Sociali Don Bosco sono ufficialmente Apple Distinguished School, la certificazione dell’azienda di Cupertino per gli istituti che si siano contraddistinti promuovendo l’innovazione continua in ambito didattico e scolastico. Le Apple Distinguished School in sostanza sono centri di innovazione ed eccellenza nella didattica digitale, che ispira gli allievi ad essere creativi e li aiuta a sviluppare capacità di collaborazione e di pensiero critico.

La certificazione è stata formalmente consegnata alle scuole delle Opere Sociali Don Bosco nella mattinata del 20 febbraio, alla presenza dei referenti nazionali di Apple. Che cosa significhi, concretamente, questo riconoscimento, lo spiega il professor Tommaso Franchini, referente didattica ed educativa digitale delle OSDB.

«Il tema dell’innovazione è legato storicamente all’orientamento salesiano del fare scuola. Fin dai tempi di don Bosco c’era l’idea di fornire ai ragazzi laboratori nuovi, aggiornati, adatti a formare per competere nel mondo del lavoro. Una frase famosa di don Bosco dice proprio che bisogna essere sempre all’avanguardia del progresso. Fare didattica per i salesiani significa rendere i giovani protagonisti del loro apprendimento, in generale. Oggi noi cerchiamo di mantenere vivo questo orizzonte ed è molto naturale farlo anche relativamente alle nuove tecnologie digitali», spiega Franchini.

A Sesto San Giovanni, nell’hinterland milanese, le Opere Sociali Don Bosco sono una piccola cittadella dell’educazione di quasi 3mila persone: gli studenti della scuola secondaria di I grado, della secondaria di II grado e della formazione professionale sono circa 2.400, cui si aggiungono 350 studenti dell’ITS e circa 200 docenti. ITS a parte, tutto il resto del sistema delle Opere dal 2015 in poi attua sistematicamente la didattica digitale. Questo è un primo punto dirimente e caratterizzante, perché spesso al contrario quando si parla di didattica digitale si trovano sperimentazioni che riguardano una o due classi, uno o due docenti ma non l’intero sistema-scuola. Qui invece «la dirigenza ci ha creduto molto, i presidi, direttore del CFP e il direttore delle Opere don Elio Cesari… È stato fatto un investimento trasversale, a livello di ambienti di apprendimento, di risorse umane, di personale dedicato. C’è una idea globale di apprendimento digitale, declinata per fasce di età».

In altre parole, se vai a scuola alle Opere Sociali Don Bosco sei tout court dentro la didattica digitale, perché questo «è un metodo didattico che entra in ogni singola ora di lezione e in ogni materia. Il digitale non è uno strumento o qualcosa di solipsistico ma è calato in ogni materia», continua Franchini. Ogni studente ha un iPad e una webmail e una serie di app selezionate dalla scuola. Tutte le aule e i laboratori hanno arredi modulari per lavorare a gruppi, proiettore, wifi e Apple tv. «A volte è solo una modalità più smart di gestire lo scambio di documenti o prendere appunti, altre volte diventa una diversa metodologia di compito, con elaborati multimediali, la creazione di applicazioni, l’uso della robotica educativa anche nelle materie umanistica ad esempio per il digital sorytelling»

Il percorso è iniziato nel 2012, con la formazione professionale che ha fatto da apripista e dal 2015 coinvolge tutte le scuole. Un anno e mezzo fa c’è stata l’idea di candidarsi per Apple Distinguished School, dimostrando la qualità di quanto è stato fatto. Certificazione a parte, l’efficacia qual è? «I primi riscontri li vediamo sui progetti singoli a cui la scuola partecipa, ad esempio bandi, challenge e concorsi, ne abbiamo appena vinato uno legato a creare macchinari digitali per il riciclo dei rifiuti, siamo stati finalisti alla Now Challenge delle scuole di robotica… Un alto dato è il fatto che i nostri punteggi Invalsi sono significativamente superiori - l’anno scorso un buon 20% - alla media nazionale, le richieste di iscrizione che sono lievitate e le percentuali di assunzione e collocamento post diploma dei nostri ragazzi: con i nostri allievi le aziende devono fare un sforzo di formazione legato a nuove tecnologie davvero molto basso».

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