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La capitale del Volontariato: il dono di sangue non si può fermare per il Cornavirus

26 Febbraio Feb 2020 1200 26 febbraio 2020
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Il volontariato padovano, nonostante alcune difficoltà, rimane attivo e vigile anche questa settimana. Molte associazioni hanno ridimensionato le attività, sospendendo soprattutto le iniziative formative e di aggregazione, ma i servizi fondamentali rimangono attivi più che mai

Il volontariato padovano, nonostante alcune difficoltà, rimane attivo e vigile anche questa settimana. In linea con quanto indicato dal Ministero della Salute con l’ordinanza del 23/02 e dalla Regione Veneto, e il documento aggiornato al 24 febbraio molte associazioni hanno ridimensionato le attività, sospendendo soprattutto le iniziative formative e di aggregazione ma alcuni servizi fondamentali rimangono attivi più che mai.

Luca Marcon presidente di Avis provinciale Padova precisa che «la raccolta in provincia di Padova prosegue normalmente, tranne che per i punti prelievi Ospedale di Schiavonia ed il punto prelievi Ospedale di Montagnana chiusi in precedenza, applicando le misure di controllo dettate dal Centro Nazionale Sangue nelle Circolari del 20 e 24 febbraio, recepite dal Coordinamento Regionale Sangue del Veneto e da Avis nazionale, le quali prevedono un rafforzamento del livello di attenzione sulla salute del donatore. Ai donatori è richiesto di comportarsi come sempre, cioè di rimandare la donazione se non si è in buona salute, in particolare in presenza di sintomi da raffreddamento e febbre. A chi va a donare si raccomanda di segnalare tempestivamente l’eventuale comparsa di sintomi riconducibili al coronavirus o la diagnosi di infezione nei giorni successivi alla donazione. L’invito ai donatori è pertanto di rispettare puntualmente l’appuntamento con le donazioni e non fare mancare il loro fondamentale contributo anche in questo complicato momento».

Paola Baiguera, presidente di Admo Padova conferma che le associazioni del dono non si fermano perché la necessità di donatori di sangue e cellule staminali è un’emergenza continua. «Nel nostro piccolo ringraziamo tutti gli operatori sanitari al lavoro e cerchiamo di veicolare le informazioni utili, invitando i donatori in salute a recarsi ugualmente a donare perché il panico non serve a nessuno. E i malati sono gli unici che hanno bisogno di una mascherina e di un dono che continui ad essere informato, consapevole e responsabile. Quindi condividiamo le informazioni della Regione e della ULSS 6 Euganea, per contribuire ad una divulgazione importante, ma allo stesso tempo informiamo che i centri trasfusionali sono aperti, che la donazione si può effettuare con le stesse regole di buona salute! E che il DONO non si può fermare».

Croce Verde Padova è stata da subito in prima linea, con un dispiegamento aggiuntivo di operatori e volontari, per un totale di 90 persone coinvolte in queste giornate.

«Ringrazio di cuore tutto il personale dipendente ed i volontari che fini dai primi momenti dell’allarme Coronavirus di venerdì 21 si sono resi disponibili ad operare in uno scenario difficile e concitato con turni di attività pesanti e concitati, data la situazione in continua evoluzione. Ancora una volta Croce Verde ha dimostrato di essere parte attiva del sistema di soccorso padovano, fedele al suo motto “Ubi necessitas adsum” – “Dove c’è bisogno, ci siamo” da 106 anni», dichiara il presidente, Andrea Franco. Dalla mattinata di sabato 21 alla serata di lunedì 24 febbraio P. O. Croce Verde, per far fronte alla situazione, ha attivato un tavolo permanente tra Presidente, Consiglio Direttivo, Direttore Sanitario e Centrale operativa con l’assistenza del RSPP, per organizzare al meglio il servizio ed emanare disposizioni sulla gestione di sospetti casi da coronavirus, al fine di ridurre al minimo ogni possibilità di contagio.

Federico Sergi è un volontario che ha dato la sua disponibilità fin dalle prime ore dell’emergenza: «Il problema principale probabilmente è che non c'erano direttive dell'ASL sui comportamenti da tenere nell'eventualità di casi sospetti o confermati. Quando venerdì pomeriggio è arrivata la notizia dei primi due casi ci si è trovati in piena emergenza e senza protocolli da seguire. Già verso mezzanotte di venerdì sono arrivate dalla Centrale Operativa di Croce Verde le prime direttive ed i primi protocolli. In sede Croce Verde è stato istituito un tavolo tecnico speciale proprio per diramare agli equipaggi le informazioni nel minor tempo possibile e nel pomeriggio di domenica è terminata la predisposizione di un'area apposita per la vestizione/svestizione del personale e per la sanificazione di mezzi e presidi Per quanto riguarda il personale i problemi sono due: la paura del contagio ed il fatto che noi volontari - a differenza della Protezione Civile - non abbiamo i benefici di legge art. 9 e 10 ex DPR 194/2001 pertanto non possiamo assentarci dal lavoro. Gli assenti per paura del contagio non sono tantissimi, grazie anche al senso di responsabilità di noi volontari ma in questa situazione ogni mancanza si sente».

Disponibilità a condividere i propri materiali formativi arriva invece dall’associazione Gioca con il cuore di Padova. «La nostra associazione è da sempre impegnata a diffondere principalmente nelle scuole e durante la giornata mondiale sull'igiene delle mani, la metodologia corretta per lavare le mani attraverso il progetto "Dammi il cinque". Il progetto si svolge attraverso vari step che prevedono canzoni, giochi, un video prodotto da clown sordomuti, metodologia corretta all'uso del gel lavamani ed è prevalentemente rivolto ai ragazzi delle primarie. Siamo a disposizione di chiunque necessitasse o desiderasse contattarci per divulgare questo progetto», afferma il presidente, Giorgio Silvestrin (per info giocaconilcuore@gmail.com) che aggiunge “Noi sospenderemo per alcuni giorni la nostra attività presso le strutture ospedaliere ma mi raccomando Voi dovete continuare a sorridere».

Emanuele Alecci, presidente del CSV Padova, è in continuo contatto con le numerose associazioni padovane. «Il senso di responsabilità da parte di tutti è molto forte. In molti casi si è scelta la sospensione delle attività proprio in quest’ottica di prevenzione e senso civico. Siamo certi che appena la situazione si sarà normalizzata le associazioni padovane sapranno riprendere le attività in maniera rapida, con efficienza ed entusiasmo. Ringrazio inoltre i moltissimi volontari e volontarie in prima linea in queste ore, da Croce Verde e Croce Rossa alla Protezione Civile e alle centinaia di piccole realtà che, nel silenzio, stanno proseguendo le attività, senza allarmismi».

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