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Cooperazione allo Sviluppo: Italia fanalino di coda del G7, mancano fondi e personale

28 Febbraio Feb 2020 1233 28 febbraio 2020
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De Fraia (Forum Terzo Settore): «L’Italia deve cambiare marcia sulla cooperazione internazionale: riallineamento degli aiuti con gli obiettivi internazionali e piena applicazione degli strumenti di partecipazione, come già previsto dalla nostra legislazione»

A fine febbraio saranno passati due anni dalla più recente riunione del Consiglio Nazionale della Cooperazione allo Sviluppo. «Per il Forum del Terzo Settore la piena attuazione delle norme per la partecipazione della società civile è questione prioritaria, anche nel caso delle politiche di cooperazione internazionale», ricorda Luca De Fraia, coordinatore della Consulta Cooperazione internazionale del Forum del Terzo Settore.

In questo stesso periodo c’è stata «una pesante campagna denigratoria nei confronti delle Ong. Ci auguriamo che vengano presto superati gli ostacoli che impediscono la convocazione del Consiglio e che per le organizzazioni della società civile venga confermato il ruolo di interlocutori per la definizione degli indirizzi e delle politiche di cooperazione”».

Luca De Fraia

Coordinatore della Consulta Cooperazione internazionale del Forum del Terzo Settore.

Per la Cooperazione allo Sviluppo italiana ci sono anche altri segnali di difficoltà. Il quadro che è emerso nella discussione sulla Legge di Bilancio 2020 è negativo, denuncia De Fraia. Il mancato adeguamento degli stanziamenti per l’aiuto pubblico allo sviluppo, infatti, fa venire meno agli impegni presi in sede internazionale per l’Agenda Onu 2030 e tornare ai livelli di finanziamento precedenti il 2016”. Nello specifico, gli stanziamenti previsti per il 2020 difficilmente si scosteranno dallo 0,25% del Pil, ben distanti dallo 0,7% indicato come obiettivo per il 2030; così l’Italia è il fanalino di coda fra i Paesi G7 per gli aiuti internazionali.

«L’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo - spiega ancorail coordinatore della Consulta del Forum del Terzo Settore - non può operare pienamente perché è carente di personale: i concorsi tardano nonostante i fondi siano già stati accantonati». Questo drammatico stato di cose fa sì che l’Italia sia di fatto priva di una tempestiva programmazione strategica sulla Cooperazione internazionale.

Conclude De Fraia che «alle recenti lodevoli iniziative di esponenti di Governo in sostegno alla Cooperazione allo Sviluppo devono fare seguito impegni concreti sul piano delle risorse e delle strutture. Ci auguriamo quindi che venga presto ufficializzata la delega di Vice Ministro per la cooperazione, come primo passo necessario per dare maggiori certezze al settore»

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