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Coronavirus, le coop sociali lombarde perdono 5 mln al giorno

4 Marzo Mar 2020 1656 04 marzo 2020
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Circa 20mila i lavoratori del settore toccati dalla crisi. Ma non c’è solo il danno economico. La presidente di Confcooperative-Federsolidarietà Valeria Negrini sottolinea anche il «disagio che stanno vivendo migliaia di persone che abitualmente usufruiscono dei servizi delle nostre aziende». Per tamponare la situazione siglato un accordo quadro con i sindacati confederali che consente alla cooperative lombarde l'accesso al Fondo per l'integrazione salariale (Fis)

Ammonta a quasi 5 milioni di euro al giorno la perdita economica che le cooperative sociali della Lombardia stanno subendo per effetto dell'epidemia da coronavirus. È quanto stima Confcooperative-Federsolidarietà: tra appalti e servizi sospesi, sono giorni difficili per tutte quelle imprese che si occupano di assistenza alle persone, di educazione o offrono prodotti culturali. A riferirlo è un articolo di Dario Paladini, su il Redattore Sociale.
Le cooperative sociali (vedi articolo su quelle toscane ) stanno avendo un pesante impatto. Circa 20mila i lavoratori coinvolti in Lombardia, come spiega Valeria Negrini, presidente di Confcooperative Federsolidarietà «Al danno economico bisogna aggiungere il disagio che stanno vivendo le migliaia di persone che abitualmente usufruivano dei servizi delle nostre aziende». Tra quelle colpite dalla crisi anche piccole cooperative, come quelle che offrono spettacoli. «In questo specifico settore la perdita stimata in Lombardia è di circa un milione di euro alla settimana. E così ci sono meno spettacoli teatrali, meno iniziative culturali nelle scuole e nei quartieri. L'epidemia sta causando quindi anche un impoverimento culturale», aggiunge Negrini.

Per tamponare la situazione di crisi, martedì sera Confcooperative-Federsolidarietà ha siglato un accordo quadro con i sindacati confederali che consente alla cooperative lombarde l'accesso al Fondo per l'integrazione salariale (Fis) e quindi di salvare in questo periodo il reddito dei lavoratori. Ad Anci è stato chiesto che i comuni non decurtino alle cooperative sociali i compensi previsti per i servizi che sono stati sospesi (dagli asili nido agli educatori nelle scuole). «Abbiamo saputo che alcuni zelanti funzionari di alcuni comuni hanno già detto alle cooperative che taglieranno del 20% gli importi» ha spiegato Valeria Negrini.

Confcooperative-Federsolidarietà ha chiesto alla Regione che nelle misure di sostegno all'economia in crisi per l'epidemia da Coronovirus non siano dimenticati i settori che si occupano di servizi alle persone ed educativi. «Non chiediamo di venire prima di altri settori, ma di essere trattati come gli altri: ci lavorano solo in Lombardia quasi 80mila persone e ci occupiamo di anziani, bambini, disabili, persone fragili».

Imagine da Pixabay

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