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Coronavirus, le ONG chiedono flessibilità per affrontare l’emergenza

7 Marzo Mar 2020 1834 07 marzo 2020
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Le organizzazioni riportano decine di casi di operatori che nelle ultime settimane in arrivo dall’Italia sono stati sottoposti a misure di quarantena nei paesi di destinazione. La conseguenza è che molte delle attività programmate sono ad oggi bloccate e annullate

Sono giorni in cui al di la della situazione sanitaria e della preoccupazione sulla proiezione futura del contagio in Italia e nel mondo, tutte le categorie iniziano a contane i danni e a prendere per quanto possibile misure per arginare i danni ed evitare criticità irreversibili. Inutile dire che anche il lavoro delle ONG e più in generale quello della cooperazione stia subendo una grave battuta d’arresto dovuta in particolare alla restrizione dei movimenti a livello locale e internazionale.

Le organizzazioni sono costrette a rallentare e/o bloccare molte attività a causa di una serie di fattori, in primis si pone il problema della mobilità di personale, cooperanti ed esperti che hanno dovuto annullare decine di missioni all’estero per via della quarantena e dell’annullamento dei collegamenti aerei. Stessa sorte anche per decine di persone che si trovano già all’estero per missioni di breve periodo e per cittadini di paesi partner che dovevano recarsi in Italia per eventi, formazione e scambi. Particolarmente problematica è la situazione del servizio civile all’estero per il quale nelle prossime settimane sono previste centinaia di partenze di volontari verso decine di paesi del mondo.

Le ONG riportano decine di casi di operatori che nelle ultime settimane in arrivo dall’Italia sono stati sottoposti a misure di quarantena nei paesi di destinazione. E’ qui che molte delle attività programmate sono ad oggi bloccate e annullate e si stanno verificando misure specifiche anche grazie all’interessamento delle sedi AICS all’estero e alle rappresentanze diplomatiche italiane.

Sono questi alcuni dei punti che le reti delle ONG italiane hanno sottoposto in queste ore all’AICS con una lettera che spiega le difficoltà che le organizzazioni stanno affrontando e chiede indicazioni precise su come operare oltre che misure di flessibilità e sostegno.

Ma non è solo l’operatività all’estero che preoccupa le ONG. La situazione si fa pesantissima soprattutto in Italia dove si teme una forte frenata delle donazioni. Bloccate anche tutte le attività di educazione alla cittadinanza in corso nelle scuole, gli eventi pubblici e di formazione ormai già programmati per i prossimi mesi.

Saranno quindi Inevitabili ripercussioni sulle tempistiche e la riuscita delle attività progettuali in corso in questo periodo e nei mesi futuri. Su questo le ONG chiedono di poter interloquire con i donatori e in primis con l’Agenzia per concordare le modalità di riprogrammazione delle attività al fine di evitare situazioni difficili da risolvere ex post alla presentazione dei rendiconti e delle relazioni finali dei progetti.

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