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Il segretario generale Avsi: Costruiamo adesso il dopo virus

10 Marzo Mar 2020 1221 10 marzo 2020

In una lettera a tutti i dipendenti e collaboratori in Italia e nel mondo: “Utilizziamo questo tempo per preparaci al “dopo”, perché un dopo ci sarà, di questo dobbiamo essere certi. Come fecero a Camaldoli”

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BN Silvestri
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In una lettera a tutti i dipendenti e collaboratori in Italia e nel mondo: “Utilizziamo questo tempo per preparaci al “dopo”, perché un dopo ci sarà, di questo dobbiamo essere certi. Come fecero a Camaldoli”

Il segretario generale di Fondazione Avsi ha inviato a tutti i dipendenti e collaboratori in Italia e nel mondo questa lettera che vi proponiamo.

Carissime, carissimi,

stiamo vivendo giorni che la mia generazione mai avrebbe immaginato di vivere, circostanze che pensavamo facessero parte di altre epoche.

Non dobbiamo scoraggiarci, ma provare ad affrontare questo tempo. Non dico senza paura, perché la paura è un sentimento spesso necessario per stare di fronte a certe sfide, e perché anche io ho paura ora: anche io come molti all’inizio ho sottovalutato la cosa, ma adesso non è il tempo di stabilire chi aveva ragione, è il tempo di vivere come le circostanze ci impongono.

Le prossime quattro settimane dobbiamo rimanere a casa e lavorare a distanza.
Non dobbiamo sprecare o utilizzare male questo tempo, pertanto vi invito a dedicarvi all’approfondimento, allo studio, alla valutazione di tutti quegli aspetti del vostro lavoro che nei mesi scorsi avete tralasciato o affrontato superficialmente; ci sono tante cose che possiamo fare, per esempio supportare di più chi sta sul terreno attraverso conference, trovare modalità creative di tenere vivi i rapporti in un tempo in cui non ci si può incontrare di persona, ricorrendo a quello che la tecnologia ci permette di fare. Ci sono policies, guidelines, strumenti da preparare: ora è il momento di farli.

C’è un fatto storico molto interessante, che può aiutarci a vivere queste quattro settimane lavorative: il Codice di Camaldoli. Dal 18 al 23 luglio 1943 un gruppo di intellettuali cattolici si riunì nel monastero di Camaldoli nel Casentino ed elaborò un documento programmatico, che tratta dalla famiglia al lavoro, dall'attività economica al rapporto cittadino-stato. Lo scopo era offrire alle forze sociali cattoliche una base unitaria che ne guidasse l'azione nell'Italia liberata. Il Codice di Camaldoli ispirò e guidò l'azione della Democrazia Cristiana e molti suoi elementi entrarono nella costituzione italiana.
La cosa impressionante è che queste persone in piena guerra, quando poco poteva far pensare che il fascismo sarebbe stato sconfitto e che gli alleati avrebbero vinto la guerra (il fascismo cadde il 25 luglio e loro finirono il loro incontro il 23 luglio) si incontrarono per discutere di che cosa avrebbero dovuto fare dopo la caduta del fascismo.
Se ci pensate avevano una fede, soprattutto una speranza, che ha dell’incredibile.

Ecco dovremmo fare come loro: utilizzare questo tempo per preparaci al “dopo”, perché un dopo ci sarà, di questo dobbiamo essere certi.

Buon lavoro, Giampaolo Silvestri

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