#Covid19

Solidarity bond, ecco come farlo

10 Marzo Mar 2020 1122 10 marzo 2020

L'intervento del presidente di Migranti e Banche onlus sulla proposta lanciata da Vita e dall'economista Marcello Esposito: «Ogni Stato emetterebbe la propria obbligazione che verrebbe garantita da tutti gli altri membri dell’Unione europea. Lo scopo del bond sarà quello di fare raccolta per finanziare esclusivamente le spese che sono connesse direttamente o indirettamente all’emergenza Covid-19»

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Bandiera Europa Markus Spiske W Iux Lhndc Lw Unsplash
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L'intervento del presidente di Migranti e Banche onlus sulla proposta lanciata da Vita e dall'economista Marcello Esposito: «Ogni Stato emetterebbe la propria obbligazione che verrebbe garantita da tutti gli altri membri dell’Unione europea. Lo scopo del bond sarà quello di fare raccolta per finanziare esclusivamente le spese che sono connesse direttamente o indirettamente all’emergenza Covid-19»

Sono quasi dieci anni che si parla di euro bond, all’epoca fu una delle soluzioni proposte per contribuire a risolvere la crisi finanziaria che stava colpendo l’Europa, adesso il particolare momento ci impone di guardare anche ad altro. Da ogni parte e a qualsiasi latitudine viene evidenziato il fatto che l’impatto economico del coronavirus sull’economia mondiale sarà devastante. Quindi non c’è tempo da perdere, modelliamo la struttura degli euro bond secondo le urgenze incombenti.

Al solidarity o Coopera bond

Qualcuno azzarda anche a quantificare già da ora l’impatto che il Covid-19 avrà sul PIL dei singoli paesi e, in generale, è l’Ocse a tagliare la crescita globale definendo l’epidemia in corso come il più grande pericolo per l’economia mondiale dalla crisi finanziaria del 2008. Il nostro bond, che preferiamo chiamare solidarity bond o coopera bond o comunque con un nome che esprima positività, rinunciando quindi a virus bond o covid bond, avrebbe una struttura semplice: ogni Stato emetterebbe la propria obbligazione che verrebbe garantita da tutti gli altri membri dell’Unione europea.

Lo scopo del bond è quello di fare raccolta per finanziare esclusivamente le spese che sono connesse direttamente o indirettamente all’emergenza Covid-19.

I mezzi per combattere il morbo

L’obbligazione avrebbe un forte impatto positivo sulle comunità colpite che sono sottoposte ad un disagio totale (da quello sanitario a quello economico, da quello psicologico a quello lavorativo e così via) mettendo a disposizione i mezzi per alleviare le sofferenze delle persone e per far riprendere in tempi rapidi la normalità della vita una volta debellato il morbo. Per questo è auspicabile che anche il Terzo settore venga coinvolto laddove l’impiego dei fondi necessiti di attività accessorie finalizzate a conseguire il bene comune.

Microcredito sociale per le famiglie colpite

Si pensi ad esempio a forme di microcredito sociale a beneficio di famiglie che devono essere accompagnate fuori dal tunnel per riprendere la quotidianità.

Una cura anche per la UE

Ma c’è dell’altro: il solidarity bond, così come descritto, ridarebbe vigore ad un Unione europea troppo spesso frammentata dagli interessi contrastanti dei vari paesi che la compongono. Più volte ci siamo domandati dove sia l’Europa e la Brexit ha amplificato ulteriormente la percezione di un’Europa disunita e debole. Utilizzare uno strumento unico e condiviso a livello europeo, dove i singoli cittadini che andranno a sottoscrivere l’obbligazione lo faranno perché convinti di combattere la guerra contro il Covid-19 e non per ragioni speculative, poterebbe essere l’occasione giusta per parlare davvero di Unione europea.

Photo by Markus Spiske on Unsplash

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