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#Covid19

Il Coronavirus lascia a terra i genitori adottivi

11 Marzo Mar 2020 1510 11 marzo 2020
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Nessuno entra dall'Italia, nessuno esce per l'Italia. Il Coronavirus ha effetti anche sulle adozioni internazionali, con alcuni paesi d'origine dei bambini adottivi che stanno tentando di arginare i contagi e adottano misure restrittive nei confronti di cittadini italiani in partenza o vietando l’uscita verso l’Italia dei loro bambini. La vicepresidente Laera: «Sono certa che le nostre famiglie sapranno essere all’altezza del momento. Le conosco come persone coraggiose, abituate ad affrontare molte difficoltà»

Sessanta giorni di tempo dal 10 marzo per presentazione istanza di rimborso delle spese adottive sostenute per l’adozione internazionale e concluse negli anni 2012 – 2017. Si riapre così in tempi di emergenza Coronavirus la finestra per “recuperare” le domande di rimborso che le famiglie non erano riuscite a presentare nell’estate 2018, vuoi per il ritardo nell’acquisizione dello SPID, vuoi perché era estate, vuoi per le difficoltà a reperire dagli enti la documentazione necessaria, stante l’importante numero di pratiche coinvolte contemporaneamente. La CAI ha pubblicato ieri sul proprio sito il DPCM che riapre i termini per presentrare richiesta di rimborso, con le stesse regole del DPCM del 3 maggio 2018, «al fine di garantire una più ampia partecipazione alla procedura di rimborso da parte degli aventi diritto» e «accertata la disponibilità di fondi sul relativo capitolo di bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le istanze pervenute sulla base della riapertura dei termini, saranno esaminate e liquidate successivamente alla liquidazione di tutte le richieste di rimborso presentate entro il 16 luglio 2018.

Il Coronavirus impatta anche sulle adozioni internazionali. Il CIAI in questo periodo sta proponendo alle coppie e alle famiglie colloqui con gli psicologi via skype e prossimamente, se la situazione dovesse permanere critica, pensa di registrare i seminari formativi in programma così che possano essere seguiti da remoto. AiBi domani avvierà in modalità online il percorso informativo “L’incontro con l’Adozione Internazionale”: «Sarà il primo di una serie. Anche coinvolgendo le nostre sedi territoriali faremo in modo che gli incontri formativi e informativi si tengano in modalità ‘distance learning’», spiega il presidente Marco Griffini. Cifa fa sapere che «utti gli incontri legati all'adozione internazionale avverranno in modalità sicura».

Ma soprattutto il Covid19 sta impattando sulle adozioni internazionali fermando i viaggi, quelli che fanno nascere le nuove famiglie. Per questo la vicepresidente della CAI, Laura Laera, ha scritto una lettera alle coppie che erano in procinto di partire, dopo una lunga attesa e che ora si vedono costrette a rimandare ancora l'abbraccio con loro figlio.

«Mi rivolgo a tutti coloro che partecipano alla grande avventura dell’adozione internazionale, percorso non facile, spesso irto di difficoltà ma pieno di grandi emozioni e scoperte di dimensioni umane inesplorate e di paesi diversi. Questo è un momento eccezionale che vede non solo l’Italia ma il mondo intero impegnato in una grande battaglia contro un nuovo virus che ha sconvolto le nostre abitudini e le nostre vite in generale», dice nella sua lettera. «Alcuni paesi da cui provengono bambini adottivi stanno tentando di arginare i contagi e per questo adottano a loro volta misure restrittive anche nei confronti di cittadini italiani in partenza ovvero vietando l’uscita verso l’Italia dei loro bambini. È questo un periodo di sospensione che avrà presumibilmente una durata limitata a qualche settimana o pochi mesi. Dipenderà molto da come tutti ci comporteremo di fronte a questa emergenza. Sono certa che le nostre famiglie sapranno essere all’altezza del momento. Le conosco come persone coraggiose, abituate ad affrontare molte difficoltà e spesso anche rischi, partendo per paesi pericolosi in giro per il mondo, dove a volte soggiornano anche per mesi, per poter accogliere bambini bisognosi di affetto e di cure. La Commissione per parte sua cercherà di concordare con le autorità centrali, ove possibile, le modalità più opportune per affrontare questa emergenza nel migliore interesse dei bambini».

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