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Brescia: la Protezione civile ha davvero bloccato le mascherine della racconta fondi?

14 Marzo Mar 2020 1013 14 marzo 2020
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Nel giorno in cui a Brescia si raggiungono le 198 vittime e oltre duemila contagiati, il principale quotidiano locale e la Fondazione Comunità Bresciana denunciano che oltre mezzo milione di mascherine già disponibili e acquistate grazie a un'incredibile sforzo di solidarietà dei cittadini sarebbero bloccate per mancanza di un'autorizzazione

In pochi giorni Brescia, con Bergamo la provincia più colpita da morti e contagi, si è messa in movimento.

La solidarietà

Una sottoscrizione - seria, affidabile, lungimirante - messa in moto dal Giornale di Brescia e dalla Fondazione Comunità Bresciana ha raccolto in soli cinque giorni, grazie a 34mila donazioni, 8,7 milioni di euro.

Subito è partito, tra le altre cose, l'ordine di mezzo milione di mascherine. Dal sito di Fondazione Comunità Bresciana si può seguore l'andamento della raccolta e degli acquisti. Materiale che manca, soprattutto nei presidi di cura e sanità.

Ieri, a Brescia il numero di contagiati ha superato quota 2000 e i decessi per coronavirus sono saliti a 198. Una situazione al limite, oltre che per la popolazione per sanitari, volontari, operatori che hanno bisogno, tra le tante cose, di protezione e mascherine.

Gli intoppi

Ma qualcosa si è messo in mezzo. Che cosa? È accaduto, denuncia nel suo editoriale odierno Nunzia Vallini, direttrice del Giornale di Brescia, che «la Protezione Civile italiana, quella che sventola il Tricolore e che proprio qui, a Brescia, può contare su un esercito di militanti che ha saputo farsi onore nel nostro Paese» terrebbe «segregate» proprio le 500mila mascherine.

Il Giornale di Brescia

sabato 14 marzo 2020

Il tutto «in un deposito di Calcinate, impedendo al fornitore di aiutiAMObrescia [la campagna di raccolta fondi dei bresciani, ndr] di consegnarle». Ragione? Mancherebbe un’autorizzazione, senza la quale non potrebbe avvenire la consegna.

Questi presidi sono necessari ora: servono a medici, infermieri, operatori che trasportano i malati. Le case dei bresciani, inoltre, ed è bene raccontarlo a tutti, sono diventate dei “pre-triage”. Lo sono diventate perché, ricorda Nunzia Vallini, «le tende fuori dagli ospedali ormai sono piene».

Ieri, Alberto Marniga, presidente della Fondazione Comunità Bresciana ha scritto al capo della Protezione Civile Borrelli, chiedendo di sbloccare la consegna. Che cosa risponde la Protezione Civile?

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